Nasce Radio Chicchirichì. La prima web radio della CNI

Presentata nell’ambito della 13ª edizione del Festival dell’istrioto da giovedì scorso trasmette in streaming in dialetto tutti gli eventi della kermesse. In seguito includerà anche l’istroveneto e i suoi parlanti

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Nasce Radio Chicchirichì. La prima web radio della CNI
Paolo Demarin presenta la prima web radio CNI, Radio Chicchirichì. Foto Daria Deghenghi

Il gallo ha cantato, è nata Radio Chicchirichì, la prima web radio della minoranza italiana in Croazia e Slovenia con l’ambizione di diventare terrestre il prima possibile. Giovedì scorso il lancio con grande affluenza di pubblico e ospiti alla sede della Comunità degli Italiani di Sissano in occasione del 13esimo Festival dell’istrioto, rassegna culturale di ampio respiro che coinvolge tutte e cinque le comunità italofone dell’Istria meridionale che ancora parlano l’antico idioma italico: Dignano, Gallesano, Sissano, Rovigno e Valle. Fasana, come noto, è rimasta fuori dalla cerchia eletta perché ha perso tutti i parlanti viventi. Insomma, si lotta contro l’estinzione, ma questo è noto. Quello che sorprende anche oggi è l’eccezionale dinamismo dei promotori, degli autori e dei collaboratori della kermesse che torna a stupire ogni anno da capo benché non più giovane come un tempo. Quante volte abbiamo detto: quest’anno è stato il massimo, non c’è altro da fare? Tante quante siamo stati smentiti ripetutamente. Ma ecco la cronaca della serata di gala allestita giovedì a Sissano.

Lingua viva
“Noi oggi non celebriamo una lingua qualunque ma un patrimonio profondamente legato alla nostra storia, alla nostra terra e alle nostre radici. L’istrioto, voce antica, nei secoli ci ha trasmesso storie, canti e tradizioni popolari e tuttavia questa voce non appartiene solo al passato, ma è anche parte del nostro presente e certamente sarà capace di guardare al futuro. In un mondo che tende all’omologazione, coltivare l’istrioto significa difendere le diversità culturali e custodire una parte preziosa dell’identità istriana da trasmettere alle nuove generazioni. Le lingue minoritarie sono germogli rari: se non ce ne prendiamo cura rischiano di scomparire. Ma se le valorizziamo possono fiorire e arricchire tutti. Questo festival è stato reso possibile da chi studia, canta, scrive, insegna e parla l’istrioto. Si deve agli attivisti che lavorano nelle rispettive Comunità durante tutto l’anno e non solo per questi tre giorni, ai connazionali che comunicano in istrioto in famiglia, ai nostri scrittori, ai parolieri, a tutti coloro che mantengono in vita questa nostra dolce parlata”. Parole, queste, di Paolo Demarin, anima e mente del Festival che ha ringraziato i patrocinatori: l’Unione Italiana, la Regione, il Governo croato, la Repubblica Italiana e ovviamente tutte le Comunità degli Italiani del territorio. L’istrioto non è un relitto linguistico da conservare in laboratorio, ma una lingua da vivere, ha concluso il presidente Demarin, prima di passare al lancio di Radio Chicchirichì, che da giovedì trasmette in streaming tutti gli eventi della kermesse e in seguito crescerà per diventare la prima radio ufficiale della CNI.

Da Sissano… on Air
Radio Chicchirichì è un progetto pilota che trasmetterà “le nostre canzoni di tutti questi anni, la parlata, con interviste, lettura di poesie”, ma avrà un palinsesto completo che non è ancora possibile tratteggiare perché si tratta appunto di un lavoro in corso aperto a nuovi sviluppi. La web radio nasce come un progetto del Festival dell’istrioto e delle cinque Comunità protagoniste ma in seguito includerà anche l’istroveneto e tutti i suoi parlanti. Lo studio si trova al secondo piano della sede di Sissano. Gli addetti allo streaming sono guarda caso tre Moscarda, Giuly, Toni e Raul, tre DJ e tecnici del suono che sono anche parlanti attivi e che insieme esaudiscono un desiderio comune: quello di fare radio, e non una radio qualunque, ma una radio che parli la nostra lingua e suoni la nostra musica.

Musica italiana
Per non credere che aprire un’emittente radiofonica sia un gioco da ragazzi, Demarin ha messo subito le cose in chiaro: “per arrivarci ci abbiamo lavorato anni”. Intanto l’idea è partita qualche anno fa dal Consiglio regionale della minoranza autoctona. Il suo presidente Ennio Forlani ha chiesto alla CI di Sissano se ci fosse disponibilità di spazio e di personale per fare il grande passo e, avendo avuto risposta affermativa, sono state acquistate le apparecchiature radio, per un tempo messe da parte. Anche ora che lo streaming è partito, è solo l’inizio perché nel 2026 si conta di arrivare all’FM. Il percorso sembra facile ma la burocrazia è una forza inesorabile. Per lanciare la web radio è stato necessario emendare lo statuto della Comunità degli Italiani, fare richiesta e ottenere la licenza all’autorità nazionale di riferimento per l’attività radiofonica, regolare i rapporti con l’autorità per i diritti d’autore musicali (ZAMP) e via di questo passo, fino a mettere insieme lo staff dei tre Moscarda per suonare la musica del cuore: solo canzoni italiane, possibilmente istriote e istrovenete delle nostre CI, dei nostri cantautori e dei nostri festival canori, ma anche musica italiana dei decenni passati, degli anni Settanta e Ottanta fino all’attualità, insomma, le colonne sonore di tutte le nostre vite o, per dirla con Demarin, “un ponte musicale tra passato e presente, tra memoria e novità, tra chi parla ancora queste lingue e chi avrà la curiosità di scoprirle, un luogo di dialogo, di musica, di informazione e di cultura”.

Chiacchierata con Elvia Nacinovich
Dopo il lancio di Radio Chicchirichì che si potrà ascoltare sul sito chicchirichi.eu 24 ore su 24, in proseguimento si è esibito il Coro di Sissano diretto da Ileana Pavletic Perosa con le canzoni “Nostalgia de Sisan” e “’Na canson per ti”. A seguire la presentazione del libro “Co i sassi peici fa le lombri lounghe” di Elvia Nacinovich, una raccolta di poesie e racconti in dialetto dignanese, con una piacevole chiacchierata con l’autrice in omaggio al bumbaro, realizzata dai presentatori Šandor Slacki ed Erica Forlani Cardin. Infine un’esibizione del coro di Dignano diretto da Tena Bevčar ma anche la presentazione del laboratorio di istrioto dei bambini. Nel pubblico, tra gli ospiti, i due vicesindaci connazionali Vito Paoletić di Pola e Manuela Geissa di Dignano, e i due presidenti delle vicine CI: Debora Moscarda Demarin di Gallesano e Maurizio Piccinelli di Dignano.

In centro Elvia Nacinovich, attrice e poetessa dialettale. Foto Daria Deghenghi
Toni e Giuli Moscarda in studio. Foto Daria Deghenghi
Raul Moscarda alla postazione di “controllo”. Foto Daria Deghenghi
Il pubblico entusiasta della nuovissima iniziativa della CI. Foto Daria Deghenghi

La «Belvedere» assaggia la cucina sissanese

La scuola “Belvedere” di Fiume ha partecipato al Festival dell’istrioto a Sissano. Ci sono state sia le classi inferiori che superiori in due giornate. Partecipando al Festival, i parlanti di istrioto creano rete, presentano le proprie attività e rafforzano la coscienza dell’importanza di mantenere la specificità culturale italiana in Istria. L’iniziativa coinvolge tutte le fasce d’età e si realizza durante tutto l’anno attraverso incontri, serate culturali e attività comunitarie. La “Belvedere” ha contribuito alla diffusione e alla conoscenza della lingua.
“Ringraziémo la Comunità taliana de Sissan, ‘n particolàr Claudio Grbac e Toni che ne ga spiegà in maniera tanto semplice e simpàtica la parlada istriota, e ne ga portà anca in gesa de Sissan, ‘ndove ne ga contà le legendi. Ringraziémo tanto le siore Carmela e Annamaria che ne ga preparà i Busoladi, el dolçe tipico sissanese. Anca le pizze jera bonìssime! Insoma… se gavén divertì tantìssimo!”, è stato il messaggio della “Belvedere”.

Gli alunni della “Belvedere” durante il laboratorio di cucina. Foto fornita da Ivana Kastelc

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