Museo etnografico di Pisino. Valorizzazione della ricchezza culturale della penisola istriana

Inaugurata la seconda parte dell'allestimento permanente che illustra la vita, le attività e i destini della popolazione negli ultimi cent'anni

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Museo etnografico di Pisino. Valorizzazione della ricchezza culturale della penisola istriana

A cinque anni di distanza dall’apertura della prima parte dell’allestimento, il Museo etnografico dell’Istria, situato nel Castello di Pisino, ha inaugurato la seconda parte della collezione legata alla vita e alla storia della popolazione istriana. La presentazione delle culture dell’Istria nel Museo etnografico è stata concepita come un allestimento permanente in forma di mosaico, in fase di creazione e continua evoluzione. Dopo la prima parte, nella quale l’Istria è presentata principalmente in quanto complesso geografico, nella seconda parte vengono interpretate varie situazioni quotidiane caratteristiche per i destini umani in varie parti della penisola negli ultimi cent’anni. All’apertura ufficiale erano presenti i personaggi più eminenti della vita culturale e politica istriana, ma anche i rappresentanti culturali a livello nazionale con a capo il ministro della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek.

Boris Miletić, Nina Obuljen Koržinek e Lidija Nikočević.
Foto: Goran Žiković

Un lavoro di squadra

A dare il benvenuto agli ospiti è stata la direttrice dell’Ente, Ivona Orlić, la quale ha dichiarato che l’esposizione permanente non sarebbe stata possibile senza una continuità nel lavoro di una squadra di collaboratori. Orlić ha ringraziato tutti i colleghi e il personale del Museo, che hanno curato nel dettaglio gli elementi espositivi, in particolar modo l’ex direttrice e ideatrice Lidija Nikočević, la quale ha ringraziato a sua volta l’Assessorato alla cultura della Regione istriana.

“Il progetto del Museo etnografico è un progetto molto ambizioso realizzato da una piccola squadra ben affiatata – ha illustrato Nikočević -. Se dovessi ripetere questa esperienza rifarei tutto allo stesso modo. L’idea di base è stata sempre quella di mettere l’uomo al centro dell’interesse, di mostrare da vicino le persone e i loro destini in modo da dare un’immagine diversificata dell’Istria e mostrare quanto sia culturalmente varia, composta da numerose microculture. Ci siamo voluti concentrare sul patrimonio immateriale della penisola usando anche soluzioni contemporanee che a volte sono state criticate, ma che siamo convinti ci avvicinino alle nuove generazioni. Per noi è importante parlare ai giovani e continuare a far vivere la nostra storia grazie a loro”.

Suzana Jašić, sindaco di Pisino, ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile l’apertura di questo centro culturale nel cuore della città. Jašić ha sottolineato il fatto che il Museo non abbia trascurato nessun aspetto della ricchezza culturale istriana e ha dichiarato di essere cosciente della complessità di un lavoro svolto su uno spazio così complesso come lo è l’Istria.

La direttrice del Museo, Ivona Orlić.
Foto: Goran Žiković

75 anni dalla grande svolta

Interessante pure l’intervento del presidente della Regione istriana, Boris Miletić, il quale ha ricordato che poco prima dell’inaugurazione si è tenuto a Pisino il Collegio cittadino in seno al quale ha avuto luogo pure un’Accademia solenne in occasione del 75.esimo anniversario dei trattati di Parigi, che hanno segnato anche il destino dell’Istria e ai quali è stata dedicata l’anno scorso una mostra nel Castello di Pisino.

“Se le trattative a Parigi non fossero andate come è successo, chissà dove sarebbe l’Istria oggi – ha dichiarato Miletić. Dopo la firma molte persone se ne sono andate, alcune oltre il confine, altre oltreoceano, ma anche loro fanno parte della nostra identità e sono contento che la mostra ne parli e abbia dedicato loro una sala in modo che anche i giovani possano scoprire questo aspetto della storia. Non sono stati risparmiati nemmeno i periodi difficili, di fame e problemi economici, i quali hanno contribuito a plasmare l’Istria di oggi e a renderla complessa e diversa dal resto della Croazia. Complessivamente sono stati investiti 7.6 milioni di kune nell’allestimento, di cui 3.3 milioni sono stati forniti dal Ministero della Cultura e dei Media, al quale siamo riconoscenti, non soltanto per i finanziamenti ma per l’interesse dimostrato nei nostri confronti”, ha concluso Miletić.

La modesta cucina tradizionale istriana.
Foto: Goran Žiković

All’avanguardia nazionale

Estremamente sentito è stato pure l’intervento del ministro della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek, la quale si è dichiarata felice di essere presente all’apertura della seconda parte dell’allestimento. Il ministro ha dichiarato che i lavori al Museo etnografico sono sempre stati seguiti con occhio vigile dal Ministero, il quale è stato molto vicino ai bisogni dell’Ente.
“Reputo che ogni contributo sia egualmente importante e che sia essenziale sostenere questo lavoro pluriennale di ricerca – ha spiegato Obuljen Koržinek -. Dall’allestimento è visibile il grande entusiasmo degli esperti e il grande interesse e la cura per il patrimonio culturale immateriale dell’Istria. Nella tutela di questi valori Pisino è all’avanguardia in tutta la Croazia ed è già stato preso da esempio da altre città ed enti culturali. La stratificazione della realtà culturale istriana è stata rappresentata nel dettaglio e continua ad intrecciarsi anche al giorno d’oggi. Sono contenta anche del fatto che prossimamente inizieranno i lavori alla costruzione del nuovo edificio dell’Archivio di Stato di Pisino, grazie ai finanziamenti dal Piano nazionale del rinnovo e resilienza (2021-2026)”, ha concluso il ministro.

Nina Obuljen Koržinek e Boris Miletić.
Foto: Goran Žiković

La quotidianità e l’esodo

Per quanto riguarda l’allestimento in sé, accanto alle sale espositive che raccontano le varie attività economiche dell’Istria, dalla produzione enologica, quella tessile, all’artigianato, alla pesca e alla miniera dell’Arsa, ora gli ospiti potranno visitare una tipica cucina istriana, imparare com’era la vita delle donne della Ciceria, ma anche scoprire come avvenivano i matrimoni una volta, ovvero come si è sposata una ragazza boumbara alla fine del XIX secolo. L’esodo è raccontato in un angolo a forma di nave, nel quale sono stati collocati pannelli informativi, esperienze personali e fotografie. Un angolo dell’allestimento parla di un’attività contemporanea, il turismo, che in questo modo corona la complessità anche economica della penisola istriana.

L’angolo dedicato all’esodo.
Foto: Goran Žiković

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