Moby live in Arena. Elettronica e impegno per il pianeta

Per la prima volta in Croazia l’artista ha ripercorso oltre quarant’anni di carriera davanti a 10mila spettatori giunti a Pola. Affiancato anche da Duggin e Carney

60
0
Moby live in Arena. Elettronica e impegno  per il pianeta
Moby accompagnato dalla sua band

Moby, pseudonimo di Richard Melville Hall, approda per la prima volta in Croazia – ad accoglierlo è l’Arena di Pola, cornice oramai consolidata per gli eventi musicali di maggiore richiamo nel periodo estivo. E anche questo concerto, organizzato da Charm Music Croatia, è sold out con numerosi fan giunti pure dalla Slovenia, in quanto il musicista statunitense non ha previsto nessuna tappa nel Paese confinante. Lo ha fatto invece in Italia il 14 luglio scorso al Jazz Open di Modena.

L’anteprima è affidata al duo bosniaco (ma cresciuti nella scena elettronica in Serbia) Luton&Šćepa, con un set di circa mezz’ora a ritmi di house music, perciò vicini al panorama musicale di Moby.

Le hit degli anni Novanta
Attivo dal 1983, il polistrumentista americano ha fortemente influito sullo sviluppo della musica elettronica. Sin dai primi brani in scaletta si intuisce che il concerto sarà un’esplorazione della sua carriera con l’affiancamento di numerosi musicisti – spiccano, indubbiamente, le due voci femminili Nadia Christine Duggin e India Carney. Ci si avvia con l’esplosiva “Bodyrock” del 1999, il terzo singolo dell’album “Play” – una scelta probabilmente non casuale perché pensata, con sonorità hip hop, a creare senza preamboli un’atmosfera quanto più coinvolgente e briosa. E brioso è lo stesso Moby, saltellando sul palco senza sosta e passando a suonare con disinvoltura dalle percussioni alle tastiere e chitarra. Ma è con il brano successivo che si materializza il vero e proprio tuffo nel passato e nei primi successi: “Next is the E” ci porta sino alle radici riscoprendo quel globale movimento di musica elettronica nato negli anni ‘90 con l’underground e il rave. E poi “Go” del ‘91, che ha lanciato Moby nell’olimpo delle star internazionali – sì, quel “Go” con i campionamenti della colonna sonora della serie televisiva “Twin Peaks”. Pietra miliare della carriera di Moby, potremmo dire, dimostrando di saper fondere un vasto ventaglio di generi musicali, nel caso di “Go” persino a trovare appigli ipnotici che bene si adattano a Twin Peaks. Il regista, David Lynch, scomparso nel 2025, ne sarebbe sicuramente compiaciuto.

Omaggio a David Bowie
A proposito di omaggi, un capitolo speciale è dedicato a David Bowie che Moby ha conosciuto personalmente – un’amicizia che si è poi estesa anche in alcune produzioni. “Bowie è da sempre il mio musicista preferito” – ha infatti spiegato per poi annunciare l’omaggio: la cover “Heroes” cantata, in questo tour, da India Carney. I ritmi si fanno più distesi, un po’ melanconici per via del contenuto: per la canzone, scritta nel 1977, Bowie si è ispirato a una coppia che si baciava nelle vicinanze del muro di Berlino – è il trionfo dell’amore, tanto forte da poter sperare in un futuro libero ed abbattere qualsiasi barriera, anche quella più rigida. Delicate pure “In my heart” e “In this world” – quest’ultimo brano, cantato da Nadia Christine Duggin – Moby ha voluto legare all’atmosfera della serata: “In una notte così bella – ha detto – va abbinata una canzone romantica”.

Tutelare animali e ambiente
Su questa linea emotiva è anche “Why does my heart feel so bad”. Più riflessiva e, se vogliamo attuale nel testo, è invece “We are all made of stars” perché – come dice il titolo – abbiamo tutti origine dalla stessa materia cosmica, perciò connessi da sempre: oggi suona come un imperativo a ristabilire l’unione. In scaletta anche le hit “Honey”, “Porcelain”, “Natural blues”, “Flower/Find my baby”. Alle esibizioni dal vivo Moby lega la sua attività per la difesa degli animali e della natura – lo si legge già nei tatuaggi sulle sue braccia: “animal rights” (diritti degli animali) e sul collo: “vegan for life” (vegano per la vita). Un battaglia, questa, sostenuta da Jane Goodall, scomparsa nel 2025: a circa metà concerto, sullo sfondo appare il video in cui la primatologa – nota soprattutto per gli studi sugli scimpanzé – diffonde messaggi di una maggiore consapevolezza e responsabilità nei confronti del mondo animale e dell’ambiente. L’uomo, ribadisce la Goodall, è troppo proteso a soddisfare i propri appetiti a scapito di ciò che lo circonda. Moby ha speso tante parole anche per l’accoglienza e l’atmosfera: “È una delle serate più felici della mia vita perché sono circondato da uno spirito di gioia, festa e da 10mila persone giunte in questa Arena che ha più di 2mila anni. So che per la maggior parte di voi, che siete di qui, è una cosa ordinaria. Per noi invece di Los Angeles è qualcosa di speciale – uno dei più bei posti in assoluto”.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display