Dopo la notizia che il nostro quotidiano ha pubblicato nei giorni scorsi relativa al futuro della direzione del Dramma Italiano – una delle principali istituzioni culturali della Comunità nazionale italiana a Fiume –, abbiamo tentato di contattare la sovrintendente del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”, Dubravka Vrgoč, per ottenere un chiarimento in merito alla posizione del direttore facente funzione e all’individuazione del suo successore. Fino alla serata di ieri (2 gennaio), tuttavia, non è pervenuta alcuna risposta. Al momento, inoltre, non è noto se nella scelta del nuovo direttore verrà coinvolta l’Unione Italiana, non solo tra i principali finanziatori della compagnia, ma anche suo interlocutore istituzionale naturale in quanto rappresentante della minoranza nazionale italiana.
Nel corso della giornata di ieri (2 gennaio), l’attuale direttore facente funzione del Dramma Italiano, Mirko Soldano, ha affidato alla nostra redazione le sue considerazioni sulla vicenda, esprimendo sorpresa per le modalità e le tempistiche del cambiamento annunciato.
“Ero a conoscenza del fatto che potesse esserci un cambiamento – ha affermato Soldano – ma non mi aspettavo che avvenisse in maniera così repentina, soprattutto durante il periodo delle festività”. Il suo contratto di direttore f.f. – ha precisato – scade ufficialmente il 13 gennaio 2026 e, fino ad allora, si aspettava un confronto più chiaro sul futuro della compagnia. Soldano ha confermato di avere appreso informalmente dell’imminente avvicendamento, senza però alcuna comunicazione ufficiale: “Ci sono delle voci, ma non so chi sarà il nuovo direttore del Dramma Italiano. Per il resto sono all’oscuro di tutto. Mi aspettavo una comunicazione ufficiale e spero che le necessarie chiarificazioni arrivino prima del 13 gennaio”. Nelle sue dichiarazioni è emersa anche una riflessione di carattere istituzionale. “Dal punto di vista politico e istituzionale, ma anche etico – ha sottolineato – sarebbe stato opportuno confrontarsi prima con l’Unione Italiana, anche perché il Dramma Italiano rappresenta un presidio culturale e linguistico che va oltre la normale gestione teatrale”. Un riferimento che si inserisce nel solco delle critiche espresse nei giorni scorsi dal presidente dell’UI, Maurizio Tremul, circa il mancato coinvolgimento dell’Unione Italiana nel processo decisionale.
Infine, Soldano ha richiamato l’attenzione sul momento scelto per il cambio di direzione, che avverrebbe a stagione in corso: “Dopo aver preso la decisione a metà stagione, con dei titoli già in atto, a mio avviso bisognava trovare il modo di rinnovarmi il contratto, consentirmi di portare a termine la stagione e poi procedere con un passaggio di consegne ordinato alla nuova direzione”. Ricorderemo che nel motivare martedì scorso, per il nostro quotidiano, la sua decisione, Vrgoč aveva affermato che non si tratta di una destituzione. “Soldano – aveva detto – ha svolto il ruolo di direttore f.f. per due mandati consecutivi della durata di sei mesi ciascuno e, secondo la normativa vigente, non può proseguire ulteriormente nell’incarico con questa formula”.
In una breve dichiarazione, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, contattato ieri (2 gennaio), ha annunciato che sta preparando una lettera che invierà lunedì alla sovrintendente, nella quale esprimerà il proprio disappunto per il modo in cui la questione è stata affrontata. Sempre lunedì, ha riferito, la contatterà per concordare una riunione sull’argomento. Tremul ha inoltre ribadito come le modalità scelte dalla sovrintendente in questo contesto risultino scorrette.
La vicenda resta dunque aperta e pone interrogativi che vanno oltre il semplice avvicendamento dirigenziale: il metodo adottato e il mancato coinvolgimento della rappresentanza della minoranza italiana sollevano infatti la questione del rapporto tra le istituzioni culturali cittadine e la Comunità nazionale italiana che il Dramma Italiano è chiamato a rappresentare.
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