Mirandolina contemporanea sul palco dello «Zajc» (foto)

Debutto fiumano per la rilettura del classico goldoniano firmata Marina Carr. La messa in scena della pièce è stata preceduta dalla presentazione delle novità relative al Dramma Italiano alla presenza del nuovo direttore della compagnia di prosa, Giacomo Pedini

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Mirandolina contemporanea sul palco dello «Zajc» (foto)

Oggi, 5 marzo al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume ha debuttato “Mirandolina”, rielaborazione del capolavoro goldoniano “La locandiera” (1753) firmata dalla drammaturga irlandese Marina Carr, con la regia di Caitríona McLaughlin e la traduzione italiana di Monica Capuani. La produzione nasce dalla collaborazione tra Abbey Theatre Ireland, Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale e l’ente teatrale del capoluogo quarnerino, inserendosi nel quadro delle Olimpiadi culturali Milano-Cortina 2026, piattaforma internazionale che promuove progetti artistici che mettono in relazione tradizioni e sensibilità sceniche differenti. La scrittura drammaturgica di Carr assume la figura ideata da Goldoni come punto di partenza per una riflessione radicalmente contemporanea sul potere, sul desiderio e sulle forme di vulnerabilità che attraversano il corpo sociale del presente. La celebre locandiera viene così sottratta alla dimensione settecentesca della commedia di carattere per essere reinscritta entro un paesaggio umano e simbolico segnato da tensioni più oscure e da una percezione acuta della violenza latente nei rapporti tra i sessi. L’azione si svolge in una locanda-ristorante di Dublino, spazio scenico che si configura come luogo di confluenza di appetiti, pulsioni e conflitti, nel quale la giovane protagonista si trova circondata da uomini che oscillano tra attrazione, frustrazione e volontà di dominio. In questo orizzonte relazionale, l’intelligenza, la prontezza e la lucidità di Mirandolina si configurano come strumenti di resistenza e di affermazione individuale, delineando la figura di una donna costretta a negoziare continuamente la propria libertà entro un sistema di rapporti segnato da dinamiche di potere spesso brutali. Il testo affronta così questioni quali la violenza di genere, l’abbandono e le molteplici declinazioni della marginalità, instaurando un confronto articolato tra la tradizione teatrale italiana e una sensibilità drammaturgica europea profondamente immersa nelle inquietudini del presente.

Gli interpreti e la messinscena
Nel ruolo della protagonista Gaja Masciale, affiancata da Alex Cendron, Denis Fasolo, Riccardo Gamba, Margherita Mannino, Giancarlo Previati, Massimo Scola, Andrea Tich e Sandra Toffolatti. L’impianto scenico si avvale delle scene e dei costumi di Katie Davenport, del progetto luci di Paul Keogan e della composizione musicale e del sound design di Anna Mullarkey. Assistente alla regia Martina Testa, mentre Lorentina Burcea firma l’assistenza a scenografia e costumi. In tale prospettiva interpretativa Mirandolina viene trasposta entro una dimensione drammatica nella quale il confronto tra desiderio, potere e libertà individuale assume una tonalità sensibilmente più aspra rispetto alla matrice settecentesca, rivelando la persistenza di strutture simboliche e sociali che continuano a segnare il rapporto tra i generi. La tappa fiumana giunge dopo le prime rappresentazioni italiane che hanno toccato Treviso, sede della prima assoluta, quindi il Teatro Goldoni di Venezia, il Teatro Verdi di Padova e il Teatro Nuovo di Verona, inscrivendosi nel quadro delle attività internazionali promosse dal teatro cittadino e nel più ampio circuito di una produzione concepita fin dall’origine in una prospettiva europea.

80º della compagnia di prosa in lingua italiana
Prima della première, nel foyer del Teatro, ha avuto luogo un incontro pubblico dedicato alla presentazione delle novità relative al Dramma Italiano del TNC “Ivan de Zajc”di Fiume. L’evento si è aperto con l’intervento della sovrintendente, Dubravka Vrgoč, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione internazionale che caratterizza “Mirandolina”. Si tratta infatti di un progetto europeo che coinvolge più Paesi, ensemble e linguaggi teatrali diversi. Vrgoč ha evidenziato come il teatro rappresenti un luogo di incontro e di dialogo culturale, particolarmente significativo in una città di frontiera come Fiume. Ha inoltre ricordato il valore simbolico di questa stagione, che porterà alla celebrazione dell’80esimo anniversario del Dramma Italiano, una ricorrenza importante nel panorama teatrale europeo. Al termine del suo intervento ha quindi dato la parola al nuovo direttore del Dramma Italiano, Giacomo Pedini, il quale ha espresso gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per la possibilità di lavorare con la compagnia del DI. Ha illustrato alcune delle linee guida del suo progetto artistico, basato sul rafforzamento dell’ensemble stabile e sullo sviluppo di coproduzioni di alto profilo con importanti teatri nazionali. Tra gli obiettivi principali vi è anche il consolidamento del rapporto con la Comunità Italiana del territorio, attraverso attività culturali, incontri e iniziative rivolte soprattutto ai giovani e alle scuole, per promuovere la letteratura e il teatro in lingua italiana. Successivamente è intervenuto il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, che ha ribadito il sostegno dell’istituzione al DI e alla sua attività. Corva ha annunciato nuovi investimenti destinati alle celebrazioni dell’80esimo anniversario e al miglioramento degli spazi utilizzati dalla compagnia, come segno concreto di vicinanza alla comunità teatrale. La parola è poi passata alla console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, che ha sottolineato il valore storico e culturale dello storico ensemble, definendolo un’istituzione fondamentale per i rapporti culturali tra Italia e territorio. Infine è intervenuta la direttrice del Teatro Stabile del Veneto, Claudia Marcolin, la quale ha ricordato le recenti coproduzioni realizzate insieme e l’importanza di rafforzare la cooperazione teatrale tra Italia, Croazia e altri Paesi europei.

Iva Palmieri, Giacomo Pedini, Dubravka Vrgoč, Claudia Marcolin e Marin Corva
Dubravka Vrgoč, Claudia Marcolin e Marin Corva
Il nuovo direttore del Dramma Italiano, Giacomo Pedini

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