«Mio, tuo, nostro»: il ruolo storico dello zucchero

La 17.esima edizione si svolgerà a Fiume dal 31 marzo al 2 aprile

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«Mio, tuo, nostro»: il ruolo storico dello zucchero

La 17.esima edizione della manifestazione “Mio, tuo, nostro” (Moje, tvoje, naše) si svolge quest’anno sul tema “Zucchero ovunque”. Il programma prevede una conferenza e una mostra che elaborano l’importanza storica e contemporanea dello zucchero. La manifestazione, organizzata dall’associazione Drugo more, si svolgerà dal 31 marzo al 2 aprile nella Filodrammatica a Fiume, riunendo attraverso la mostra e la conferenza artisti internazionali.

Un prodotto di lusso

Lo zucchero apparve in Europa all’epoca delle crociate come prodotto di lusso che ebbe un ruolo importante nell’imperialismo, colonialismo, capitalismo e nella globalizzazione. L’Impero austro-ungarico inaugurò a Fiume nella metà del XVIII secolo la prima raffineria di zucchero, che aveva il monopolio sul mercato dell’Impero. Grazie allo zucchero, l’allora piccola città di periferia fece il suo ingresso nei corsi globali del capitale, ma anche nei processi oscuri nella produzione industriale dell’epoca quali il lavoro forzato e la schiavitù. Duecento anni fa, la barbabietola da zucchero coltivata in Europa entrò in concorrenza con la canna da zucchero che giungeva dai Paesi tropicali, il che influì sullo sviluppo dell’industria europea e sul consumo dello zucchero. Oggigiorno, la produzione dello zucchero si trasferisce nuovamente dall’Europa nei Paesi come il Brasile e l’India, dove la forza lavoro costa meno, mentre il processo lavorativo si svolge in condizioni pessime. I principali produttori di zucchero sono compagnie internazionali che dominano sul mercato, mentre numerose fabbriche locali di zucchero sono costrette a chiudere, il che è un fenomeno che si verificò a suo tempo anche in Croazia.

Un viaggio caleidoscopico

Nell’ambito della manifestazione, verrà inaugurata giovedì, 31 marzo alle ore 18, la mostra collettiva “Zucchero dall’oriente” del curatore ungherese Ferenc Gróf, che pure espone nell’ambito dell’allestimento. La mostra, che appare come un viaggio caleidoscopico nelle piantagioni dei Caraibi, nei campi verdi e nelle rovine delle fabbriche europee di zucchero, parte dalla caricatura del disegnatore francese Honoré Daumier pubblicata nel 1838 nella rivista satirica Le Charivari, la quale presenta la lotta per il monopolio globale tra la grossa barbabietola continentale e la magra canna coloniale. Alla mostra si presentano anche Ludovic Bernhardt, Luz Blanco, Graciela Carnevale, Samuel Ferretto, Thibaut Gauthier, Chris Marker, Kyo Kim, Matteo Locci, Ilona Németh e Anna Ponchon, nonché il collettivo artistico fiumano Fokus Grupa, che si occupa di motivi legati alla schiavitù e al colonialismo presente nei dipinti murali realizzati nello Zuccherificio fiumano.

La mostra rimarrà in visione fino al 29 aprile e si potrà visitare gratuitamente ogni giorno salvo la domenica e nei giorni festivi dalle ore 16 alle 20.

Panel tematici

L’esposizione sarà accompagnata dalla conferenza in modalità ibrida “Zucchero ovunque” che si terrà nella sala della Filodrammatica, ma si potrà pure seguire online tramite i canali Facebook e YouTube dell’associazione Drugo more.

Venerdì, 1.mo aprile, sono previsti i panel tematici “Mappatura” (alle ore 17) e “La decolonizzazione delle periferie” (alle 19), nell’ambito dei quali in veste di relatori interverranno il professore emerito di sociologia Dale W. Tomich dell’Università di Binghamton di New York, l’artista e curatore Ferenc Gróf, la storica e culturologa Catherine Baker dell’Università di Hull nel Regno Unito, i fondatori e direttori del Centro di arte contemporanea di Graz, Anton Lederer e Margarethe Makovec, nonché il gruppo artistico Fokus Grupa di Iva Kovač ed Elvis Krstulović, che ha ideato il programma della conferenza. Il giorno successivo, 2 aprile alle ore 11, al panel dal titolo “Il lavoro dello zucchero” proporranno le loro presentazioni l’archivista freelance britannico Kolya Abramsky, l’artista argentina ed ex membro del gruppo artistico Grupo de Arte de Vanguardia de Rosario, Graciela Carnevale e l’artista e curatrice slovacca Ilona Németh, fondatrice del progetto Eastern Sugar, che si occupa della ricerca nella storia e della graduale scomparsa dell’industria slovacca dello zucchero. La conferenza si svolgerà in lingua inglese, mentre una parte dei relatori interverrà tramite videolink. L’ingresso è libero.

Il programma della manifestazione è appoggiato dal Ministero della Cultura e dei Media e dal Dipartimento per la Cultura della Città di Fiume.

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