Nonostante le limitate dimensioni geografiche, la Croazia è un Paese estremamente ricco e diversificato: dallo Zagorje alla Dalmazia, dall’Istria alla Slavonia, passando attraverso l’Istria e la Lika, nel territorio statale sono presenti 22 minoranze nazionali costituzionalmente riconosciute, ognuna delle quali conserva proprie culture e tradizioni. Diversità e pluralità che sono sinonimi di ricchezza e che contribuiscono a rendere la Croazia un Paese eterogeneo e interessante. Dopo una pausa di 17 anni le minoranze nazionali della Croazia si sono riunite in una rassegna all’insegna dell’amicizia e della celebrazione delle tradizioni: nella sera di domenica la sala concertistica “Vatroslav Lisinski” di Zagabria ha ospitato “Creatività culturale delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia”, evento organizzato dal Consiglio per le Minoranze Nazionali con l’alto patrocinio del Governo croato e con l’Ucraina come Paese partner. La serata ha visto la partecipazione di 16 associazioni culturali e artistiche delle minoranze nazionali del Paese esibirsi portando in scena musiche, canti e balli tradizionali, sfoggiando preziosi costumi popolari e acconciature d’epoca, il tutto in un clima di amicizia e rispetto reciproco, portando sul palco oltre 400 artisti. Il Consiglio per le Minoranze Nazionali della Croazia, organo ombrello delle minoranze nazionali presenti nel Paese e organismo apicale al quale queste fanno riferimento, è stato istituito nel 2002; da allora sostiene finanziariamente programmi di autonomia culturale delle minoranze nazionali e garantisce le condizioni per la piena attuazione dei diritti delle stesse. In apertura della serata sono intervenuti il presidente del Consiglio delle Minoranze Nazionali, Tibor Varga, l’ambasciatore dell’Ucraina in Croazia, Vasyl Kyrylych e il primo ministro della Repubblica di Croazia, Andrej Plenković.
Rispetto reciproco
“Nove anni fa abbiamo intrapreso un percorso forte e brillante per la piena inclusione delle minoranze nazionali nella vita politica della Croazia attraverso i loro rappresentanti nel Parlamento croato. Abbiamo anche intrapreso un intenso lavoro per l’attuazione del Piano Operativo per le Minoranze Nazionali”, ha affermato il primo ministro, che ha successivamente ricordato come la Croazia sia uno dei pochi Paesi ad aver garantito il diritto alle minoranze nazionali di eleggere i propri rappresentanti al Parlamento in una circoscrizione speciale e ad aver portato avanti questo tipo di inclusione in modo mirabile. “Questa è la volontà politica di tutti noi insieme, e della maggioranza parlamentare, non solo del Governo. Ed è un forte messaggio politico a tutti i Paesi in cui vivono i croati: vogliamo questo tipo di rispetto, come dimostriamo con le nostre azioni qui in Croazia, anche per i membri della minoranza nazionale croata e per i croati al di fuori della Croazia”, ha aggiunto Plenković, annunciando che il Governo continuerà a “fare tutto il possibile” per garantire che la cooperazione con le minoranze nazionali faccia parte della stabilità politica interna e che non cederà su questo fronte. “La Croazia vuole l’inclusione di tutte le minoranze nazionali nella vita politica, culturale, pubblica, economica, accademica e in ogni altra sfera – ha sottolineato il primo ministro –. È importante che il grande pubblico capisca cosa stiamo facendo, perché la piena inclusione, la comprensione reciproca, il dialogo e il rispetto sono ciò che rende l’intera società, il Paese, più forte, migliore ed efficiente. Dovremo spiegare un po’ di più il motivo per cui lo stiamo facendo, perché ho l’impressione che a volte ci sia un malinteso, ma come primo ministro dico che continueremo questa politica dal profondo del nostro cuore perché credo che sia l’unica corretta e necessaria per la società croata e per i membri delle minoranze nazionali”. Infine, riguardo la scelta dell’Ucraina come Paese partner dell’evento, Plenković ha spiegato che tale decisione è stata presa per dimostrare solidarietà “alle sofferenze che questo Paese sta attraversando”.
Un Paese tollerante
Al primo ministro è stata consegnata in segno di gratitudine una targa d’oro da parte di Tibor Varga, per aver “contribuito con tutto il cuore e ininterrottamente alla realizzazione di tutti i diritti delle minoranze nazionali” per tre mandati. A detta di Varga, la Croazia avrebbe dimostrato un grande cuore quando si è difesa dall’Impero Ottomano e dall’Armata Popolare Jugoslava, ma anche quando ha dovuto aiutare i rifugiati e gli sfollati: “Ecco perché siamo orgogliosi della Croazia, ecco perché la amiamo. Qui e ora stiamo assistendo alla vera immagine della Croazia, che la raffigura come un Paese tollerante, libero e democratico in cui le minoranze nazionali, insieme ai croati, vivono, lavorano e costruiscono il loro futuro”, ha aggiunto.
Una politica sistematica
L’ambasciatore dell’Ucraina in Croazia, Vasyl Kyrylych, ha ringraziato per l’invito a partecipare come Paese partner e per il sostegno dimostrato dal Governo croato alla popolazione ucraina. “La lingua madre è l’anima del popolo e oggi avremo l’opportunità di sentire l’anima di ogni popolo che vive nella Repubblica di Croazia, per il quale la Croazia è la patria. E sentire l’anima delle persone che vivono in Croazia è possibile grazie alla politica sistematica del Governo della Repubblica di Croazia”, ha dichiarato l’ambasciatore. Tra i presenti all’evento anche il vice primo ministro e ministro degli Interni, Davor Božinović, il ministro della Scienza, dell’Istruzione e della Gioventù, Radovan Fuchs, la ministra della Cultura e dei Media, Nina Obuljen Koržinek, la deputata Vesna Bedeković in rappresentanza del Sabor, la vicepresidente della Regione istriana in quota CNI, Jessica Acquavita; Aleksandar Tolnauer, ex presidente del Consiglio delle Minoranze Nazionali e il rappresentante della minoranza italiana della Città di Zagabria, Oskar Arlant.
Danze ed esibizioni
Ad aprire l’evento, condotto da Ivan Dorian Molnar, gli inni croato, europeo e ucraino, interpretati rispettivamente da Renata Sabljak, Matic Zakonjšek e Snizhana Koverha; ad accompagnarli, Berislav Arlavi al pianoforte, Zvonimir Krpan al violino e Iva Ilakovac al violoncello, con l’arrangiamento di Jurica Bajević. La serata è proseguita con l’esibizione di due gruppi ospiti: l’ensemble LADO, il celebre gruppo di balli e canzoni popolari croate operativo dal 1949; e il gruppo di canti e danze dell’Ucraina Verkhovyna, istituito nel 1946. Sono quindi andati in scena i gruppi delle minoranze nazionali: l’associazione culturale albanese in Croazia “Shkëndija”; l’associazione culturale e artistica bosniaca “Sevdah” di Zagabria; l’associazione di montenegrini di Peroi “Peroj 1657”; l’associazione ceca di Daruvar; l’associazione per la conservazione degli usi e costumi degli ungheresi “Korogy” di Korođ; l’associazione culturale macedone “Braća Mladinovci” di Osijek; l’associazione di tedeschi e austriaci di Sirač; l’associazione culturale polacca “Mikolaj Kopernik”; il centro risorse Rom di Darda; il consiglio dei russini della Repubblica di Croazia; le reti (matica) slovacca e slovena “Kukučin–Kuntarić” di Jakšić; la casa slovena e l’associazione culturale educativa “Bazovica”; l’associazione culturale serba “Prosvjeta”; l’unione ucraina della Repubblica di Croazia; la comunità religiosa ebraica “Bet Israel” in Croazia; e, in rappresentanza della minoranza italiana, la Comunità degli Italiani di Dignano. In conclusione della serata si è esibito nuovamente il gruppo ucraino Verkhovyna, facendo esplodere la sala in una rumorosa standing ovation.
I connazionali di Dignano
La Comunità degli Italiani di Dignano, guidata da Maurizio Piccinelli e fondata nel 1948, era presente al “Lisinski” con il suo gruppo folcloristico, che si è esibito nella danza della monferrina, caratterizzata da movimenti eleganti e delicati con una serie di inchini e sorrisi eseguiti in coppia. Il gruppo folcloristico è solito presentare le tradizioni locali risalenti all’epoca in cui Dignano iniziò a formarsi attorno all’antico castello medioevale, canti e balli che la tradizione ha conservato fino ad oggi e che hanno origine da quel periodo. Tra questi, i balli monferrina, villotta, bersagliera e furlani, che si distinguono per la loro bellezza, eleganza e grazia, accompagnati solitamente dagli strumenti musicali del violino e del leron. I soprano della tradizione popolare di Dignano, i cosiddetti “bassi”, sono stati inseriti nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO nel 2009. La Comunità degli Italiani di Dignano conta 1500 membri e al suo interno sono presenti diverse sezioni, tra le quali il gruppo folcloristico giovanile, il gruppo folcloristico adulto, il coro misto, il gruppo di ceramica, il gruppo teatrale giovanile, il gruppo teatrale adulto, il gruppo letterario, la banda di ottoni, il gruppo strumentale, il coro di bambini e il gruppo creativo per bambini. Il gruppo folcloristico nel tempo ha preso parte a numerosi eventi nel Paese – in Istria, a Zagabria, in Slavonia e in Moslavina – e all’estero, esibendosi in Austria, Repubblica Ceca, Italia, Slovenia e Svizzera, ricevendo diversi premi in occasione di festival. Nel contesto dell’evento “Creatività culturale delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia” la partecipazione della Comunità degli Italiani di Dignano è stata sostenuta dall’Unione Italiana. “Siamo molto lieti di trovarci qui questa sera – ha dichiarato il presidente Maurizio Piccinelli –. Siamo stati invitati da parte dell’Unione Italiana a rappresentare gli italiani di tutta la Croazia. Il gruppo di stasera conta 32 persone, di solito siamo un gruppo di una quarantina. Nel gruppo abbiamo dai bambini di 5 anni fino alla persona più anziana che ha 88 anni”.
Due gruppi dall’Istria
Anche Jessica Acquavita ha commentato per noi in esclusiva l’evento. “È stata una serata piacevole, si è svolta senza incidenti né tensioni – ha constatato la vicepresidente istriana –. È stato ribadito più volte questo grande appoggio del Governo nei confronti del Consiglio per le minoranze e nei confronti di tutte le minoranze della Croazia. Quello che fa piacere è vedere che si riesca a portare in scena uno spaccato di vita della Croazia, che è un Paese nel quale 22 minoranze abitano e convivono, e che abbiano avuto modo di portare sul palco le loro tradizioni, le loro peculiarità, la loro cultura, le loro musiche, gli usi e i costumi”. Motivo di orgoglio per l’Istria è stato vedere sul palco due gruppi provenienti dalla regione. “Ho avuto particolarmente piacere perché dall’Istria c’erano ben due gruppi: la Comunità degli Italiani di Dignano e l’Associazione dei montenegrini di Peroi – ha dichiarato Acquavita –. Come regione è stato bello vedere due gruppi istriani sul palco ieri sera. Fa piacere che venga ripresa questa manifestazione dopo 17 anni di pausa; è una ripresa che, da quello che si è potuto intendere, dovrebbe diventare una tradizione, un appuntamento che si ripeterà anche negli anni prossimi”, ha concluso.




















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