Mauro Stipanov vittima del Molo longo

Il rammarico maggiore del pittore è di aver rotto il braccio destro e di non poter lavorare

L’artista Mauro Stipanov

Il Molo longo, la passeggiata fiumana più bella per la vista che offre sulla Riva e per il passaggio sotto le gru, simbolo della storia industriale cittadina, è stato riaperto alla cittadinanza una decina d’anni fa. La bellezza della vista, sia verso Fiume, che dalla parte esterna verso le isole di Cherso e Veglia, è stata presto oscurata dalle condizioni in cui versava e continua a versare la pavimentazione. I primi incidenti sono successi subito dopo l’apertura, con ruote di biciclette che rimanevano incastrate nei binari in disuso o cittadini che inciampavano e cadevano a causa dei pezzi di sasso o di ferro rimasti esposti. Alcune parti sono state sanate, ma i problemi rimangono e la diga foranea fiumana di quasi due chilometri di lunghezza sta ancora aspettando un investimento serio che le ridia splendore. Tra le ultime “vittime” del Molo longo, ovvero dell’installazione “L’Uragan di Baltazar” il pittore accademico connazionale Mauro Stipanov, il quale è caduto rompendosi un braccio e ammaccando un ginocchio. Ci siamo rivolti a Stipanov per capire quali sono state le dinamiche dell’accaduto e chi potrebbe essere il responsabile.
Può raccontarci com’è avvenuto l’incidente?
“Domenica sera, alle ore 22 circa, stavo passeggiando con un mio amico lungo il Molo longo e siamo arrivati poco più avanti dell’edificio della Dezinsekcija, che si trova poco prima del parco giochi in questione. Più o meno a quell’altezza abbiamo deciso di tornare indietro, ci siamo voltati e a causa del buio e dei riflettori dell’edificio di fronte a noi che ci abbagliavano, sono riuscito a vedere il contorno nero dell’installazione per bambini, ma non ho notato la sporgenza di una delle ‘onde’ che si confonde con la pavimentazione. Se la larghezza complessiva di quel tratto è di quattro o cinque metri, a causa del parco giochi ispirato al cartone animato Baltazar, per il passaggio dei pedoni sono rimasti solo due o tre metri. Visto che ero affiancato dal mio amico, per passare mi è rimasto forse un metro di larghezza e la base della struttura è stata d’intralcio. Sono inciampato e nella caduta purtroppo ho fratturato il gomito del braccio destro e ora sono costretto a portare il gesso. Se non fosse stato per il buio tutto questo non sarebbe avvenuto”.
Dopo aver fatto la TAC, qual è il parere dei medici?
“La frattura è stata confermata e ora sto aspettando il responso ufficiale scritto dei medici, ma già adesso è palese che dovrò portare il gesso per un mese o un mese e mezzo. Sono molto triste perché si tratta del braccio destro e non potendo assolutamente lavorare tutti i piani che avevo per l’estate sono slittati all’autunno. Non posso farci niente purtroppo, sono costretto a un riposo forzato e all’inattività”.
Sta pensando di prendere dei provvedimenti?
“Per quanto ne so io, la manutenzione del Molo longo è una competenza comune della Port Authority e della Città di Fiume, quindi entrambi gli enti sono da considerarsi responsabili dell’accaduto. L’idea di porre questa specie di installazione per bambini la considero estremamente malsana e tossica e già sei mesi fa, quando è stata annunciata, pensavo fosse uno scherzo di cattivo gusto. Il cartone animato Baltazar, tra l’altro, secondo me non ha nessun nesso logico con la nave ‘Uragan’. La nave è veramente bella, ma versa in condizioni deplorevoli, è piena di ruggine ed è stata collocata in un punto che reputo sbagliato. La sua bellezza, secondo me, verrebbe messa in risalto se si trovasse nel suo ambiente abituale, ovvero il mare. Anche collocandola nel Canal morto, con due o tre tavolini davanti a qualche ristorante, farebbe una bella figura. Sarebbe attraente per l’occhio. Usarla così come viene usata adesso secondo me è una cosa assurda e fuori luogo. Tutti tirano in ballo i bambini, con populismi a buon mercato, ma in realtà dietro ci sono casi di favoreggiamento in cui prosperano ditte zagabresi che con la nostra città non c’entrano niente. Sono molto arrabbiato ma per il momento non vorrei parlare di provvedimenti di natura legale. Penso piuttosto a rimettermi in sesto per continuare quanto prima con la mia produzione”.

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