Massimo Ranieri: «Abbazia, che emozione»

Il celebre cantante, attore e presentatore italiano Massimo Ranieri si esibirà questa sera nella Sala dei cristalli dell'albergo Kvarner al concerto intitolato «Sogno e son desto»

Massimo Ranieri

Massimo Ranieri non ha bisogno di presentazioni. Personaggio poliedrico, ormai da decenni miete successi sulla scena musicale italiana, a teatro, al cinema e in televisione mantenendo sempre l’entusiasmo con il quale si approccia a ogni progetto. Questa sera, alle ore 20.30, Ranieri si esibirà nella Sala dei cristalli dell’albergo Kvarner con un concerto intitolato “Sogno e son desto”, organizzato nell’ambito della Settimana della Cultura italiana nel mondo con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Fiume, dall’Università Popolare di Trieste e dall’Unione Italiana per la Comunità Italiana in Slovenia e Croazia. Sicuramente un evento di straordinario impatto per i suoi numerosi fan sulla costa orientale dell’Adriatico. In una breve intervista abbiamo voluto conoscere un po’ meglio la grande stella della scena musicale e teatrale italiana.

 

La sua biografia è davvero straordinaria. Musica, cinema, teatro, televisione… In quale campo si sente più a suo agio?

”Sicuramente mi sento di dire che il canto è l’ambito che meglio mi caratterizza, perché nasco cantante e grazie al Ranieri cantante hanno scoperto l’attore, portandomi a conoscere nuovi lati di me e creando il personaggio che sono attualmente. Comunque l’uno ha di certo bisogno dell’altro”.

Questa sera si esibirà ad Abbazia, nell’Ambito della Settimana della Cultura italiana nel mondo con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, al concerto organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Fiume, dall’Università Popolare di Trieste e dall’Unione Italiana per la Comunità Italiana in Slovenia e Croazia. Quali le Sue impressioni?

“Sono onorato, commosso ed emozionato per la rilevanza dell’evento al quale il Governo Italiano pone tanta attenzione attraverso gli Enti e le Istituzioni che lei ha citato e soprattutto per il fatto che è dedicato ai connazionali italiani dell’Istria e di Fiume. Per fortuna riesco ancora ad emozionarmi ad appuntamenti così importanti anche perché ogni evento è diverso e speciale a modo suo e riesce a donarmi sempre qualcosa di diverso e nuovo”.

Abbazia è una bellissima località turistica. È la prima volta che canterà in Croazia?

”Non è la prima volta, ci sono già stato e ho un bellissimo ricordo del pubblico che ogni volta che torno mi accoglie con grande affetto. Sarà sicuramente speciale farci ritorno e potermi emozionare nuovamente con la gente del posto”.

La sua lista di successi è lunghissima. C’è qualche premio che Le è particolarmente caro? Forse il trionfo a Sanremo nel 1988 con “Perdere l’amore”?

“La vittoria a Canzonissima 1970 con ‘Vent’anni’ perché quell’anno compievo proprio vent’anni… e per un giovane a quell’età, un tale riconoscimento è sempre un’esperienza che lascia il segno”.

I tempi sono cambiati e così anche la musica. Segue le nuove edizioni del Festival di Sanremo e, se sì, qual è la Sua opinione sulle canzoni che vi vengono proposte?

“Certo che seguo il Festival di Sanremo e mi incuriosisce molto questa nuova generazione di rapper che si esprimono con un linguaggio diverso dal nostro. L’arte e gli artisti sono sempre in evoluzione ed è curioso vedere come questi si trasformino con il passare del tempo e con le nuove generazioni”.

È stato grande amico di Charles Aznavour, che Le ha pure regalato una canzone. C’è la possibilità di un disco con i maggiori successi di Aznavour cantati da Ranieri?

“Perché no, ne sarei felicissimo e onorato, ma quando si toccano questi giganti bisogna stare molto attenti. Certo sarebbe molto più semplice se ci fosse lui vicino a me a darmi consigli”.

Nel corso della Sua ricca carriera si è occupato di teatro e di cinema. Quale Le ha dato più soddisfazioni? Molti attori preferiscono il teatro per il contatto diretto con il pubblico. È così anche per Lei?

“Assolutamente sì, anche perché il teatro è vita ed è il pane quotidiano per noi che lo viviamo tutte le sere. Sicuramente la padronanza di un palcoscenico per uno spettacolo teatrale può derivare dall’esperienza come cantante e si discosta meno rispetto a una recitazione volta ai grandi o piccoli schermi”.

Ha iniziato a cantare giovanissimo. Non ha mai voluto fare qualcos’altro, qualche mestiere “comune”, per così dire?

”I mestieri comuni li ho fatti da ragazzino ed è grazie a questi mestieri ‘tanti’ che sono arrivato a partecipare ad eventi così importanti e belli come questo del 23 ottobre. A parer mio questi ‘mestieri comuni’ sono stati sicuramente utili al mio bagaglio personale e all’esperienza che oggi mi rende Ranieri”.

Come si prepara per un ruolo teatrale o cinematografico? Ha una routine particolare che applica, oppure dipende dal ruolo?

“Prima di tutto dipende dal ruolo e poi se l’ho scelto è perché m’interessa il personaggio. Quindi prima vado a leggere tutto… o quasi lo scritto dell’autore. Così è accaduto due anni fa con ‘Il gabbiano’ di Cechov, che è il mio idolo”.

La pandemia ha inciso in maniera drastica su tutti gli aspetti della vita e della società. Quale impatto ha avuto su di Lei?

“Lo stesso che ha avuto su tutti: devastante. Speriamo di esserne veramente usciti, o quantomeno di ricominciare a poter vivere nuovamente nelle condizioni pre pandemia Covid -19. La mancanza del contatto con gli altri e, per me, soprattutto il calore del pubblico, hanno inciso profondamente sulla quotidianità di ognuno di noi. Solo se ci vacciniamo tutti potremo riprenderci la nostra vita”.

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