Gli strumenti classici che suonano rock, pop, disco regalando al pubblico esperienze adrenaliniche: di musicisti dotati di queste capacità, ce ne sono parecchi, ma pochi con successi planetari. Tra i nomi, il pianista Peter Bence, il violinista David Garrett, i violoncellisti “2Cellos” e gli “Apocalyptica”. E poi Maksim Mrvica, il pianista di Sebenico, attualmente impegnato nel tour mondiale “Segmenti”, così come si intitola il suo ultimo album, il dodicesimo. Tra le tappe l’Italia con solo tre date: Roma, Milano e al Teatro Rossetti di Trieste che spicca per il suo fascino, in grado di abbracciare e dare calore ad ogni attore, attrice, musicista, orchestra, insomma a chiunque si fermi in questo ambiente, al pubblico in particolare. Un’esperienza adrenalinica per lo stesso Mrvica perché al Rossetti, gremito per l’occasione, si è esibito per la prima volta. La novità del posto può incutere timore, per lui no, anzi, l’incognita è ancora più intrigante e fonte di energia. Pochi gli interventi a parole per non togliere tempo e spazio alla musica, ad iniziare con i brani di Tonči Huljić che per “Segmenti” ne ha composti tre. Il loro sodalizio, in realtà, parte da molto lontano. “È un talentuoso compositore croato e un mio caro amico, autore di numerosi successi della mia carriera di musicista crossover” – ha detto Mrvica nell’introdurre il concerto. Un repertorio, il suo, che spazia dal classico sino alle colonne sonore che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo del cinema: “Il padrino”, “Exodus”, i kolossal “I pirati dei Caraibi” e “Game of thrones” che Mrvica porta alla massima potenza, strizzando però l’occhio al pop e alla disco dance, ecco così “Dancing queen” dell’intramontabile gruppo degli “Abba”, e poi al rock con “The show must go on” dei leggendari “Queen”. L’omaggio al mondo classico è con “Čajkovskij fantasy” e “Prokofiev fantasy” – è su quest’ultima che pone l’accento, e non a caso. “Prokofiev fantasy” si compone di tre opere: “Toccata”, “Romeo e Giulietta” e “Coda di concerto”. “‘Coda di concerto’ è la mia parte preferita, una delle più complesse e tecnicamente difficili mai scritte per pianoforte classico. È stato molto divertente studiarlo, impararlo e suonarlo” – ha ribadito Mrvica per dare così il via al momento probabilmente più alto e intenso della serata. Supportato da una solida orchestra (che a circa metà concerto suona qualche minuto senza Mrvica, per dargli un po’ di riposo), da effetti video sullo sfondo che lo riprendono all’opera, il risultato è in un continuo sorprendere e scoperta, adatto a tutte le generazioni e gusti, forse anche ai più restii ad accettare sconfinamenti in generi molto diversi l’uno dall’altro. La comunicazione di Mrvica non è solo attraverso la musica, ma anche la fisicità che accompagna ogni nota: mani che volano sulla tastiera, i capelli che – con il taglio a fungo – sfiorano quasi i tasti. Tutto fa musica e lo farà tra pochi giorni anche nel suo Paese con tre concerti a Zagabria, la prima data domenica 2 novembre, nella sala “Vatroslav Lisinski”.

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