È morto a 79 anni lo scrittore e pubblicista croato Slobodan Šnajder, una delle figure più significative della letteratura e della drammaturgia croata contemporanea. La notizia della sua scomparsa è stata annunciata dalla figlia attraverso la pagina Facebook dello scrittore.
“Con il cuore spezzato vi comunico che mio padre, conosciuto qui da tutti come Šac, è morto ieri”, ha scritto. “Vorrei che sapeste quanto fosse importante per lui questa comunità che abbiamo gestito insieme. Si impegnava nelle pubblicazioni, si rallegrava per i commenti e molti di voi non li considerava semplicemente dei follower, ma degli amici. Siete stati la scintilla che ha reso più belli i suoi ultimi anni. Grazie per questo”.
Una vita tra teatro, letteratura e impegno civile
Nato a Zagabria l’8 luglio 1948, Slobodan Šnajder si era laureato in Filosofia e Anglistica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Zagabria. Nel corso della sua lunga carriera aveva attraversato generi e linguaggi diversi, affermandosi come drammaturgo, romanziere, saggista e pubblicista.
Fu tra i fondatori e per lungo tempo redattore della rivista teatrale Prolog, oltre a dirigere la collana editoriale BiblioTEKA. Dalla fine degli Anni Sessanta aveva iniziato a pubblicare opere teatrali, saggi e testi narrativi, costruendo negli anni una produzione profondamente legata alle grandi questioni della storia, della politica e della società.
Al centro della sua drammaturgia vi erano spesso il rapporto tra l’individuo e i sistemi ideologici, le ferite della storia e le contraddizioni della società contemporanea. Le sue opere furono rappresentate non solo in Croazia, ma anche all’estero, con particolare attenzione ai Paesi di lingua tedesca.
Tra i suoi lavori più noti figurano Kamov, smrtopis del 1978, Hrvatski Faust del 1982, Bauhaus del 1990, Ines & Denise del 1997, Peto evanđelje del 2004 e Enciklopedija izgubljenog vremena del 2007.
Il successo internazionale con «Doba mjedi»
Nella fase più recente della sua attività letteraria Šnajder si era dedicato soprattutto al romanzo. Particolare successo aveva ottenuto Doba mjedi, pubblicato nel 2015, un’opera dedicata al destino dei Volksdeutscher in Slavonia durante e dopo la Seconda guerra mondiale.
Il romanzo gli era valso numerosi riconoscimenti letterari regionali, tra cui il prestigioso Premio “Meša Selimović”, ed era stato tradotto in diverse lingue straniere.
Nel 2023 aveva pubblicato Anđeo nestajanja, ambientato a Zagabria durante la Seconda guerra mondiale e nel difficile periodo del dopoguerra, tornando ancora una volta sui temi della memoria, della storia e delle conseguenze lasciate dai grandi sconvolgimenti del Novecento.
Accanto alla produzione letteraria e teatrale, Šnajder aveva mantenuto per tutta la vita un’intensa attività giornalistica e saggistica. Aveva scritto numerose colonne e interventi sui principali temi della società croata, poi raccolti in diversi volumi, tra cui Kardinalna greška e Umrijeti pod zvijezdom.
Con la sua scomparsa, la cultura croata perde una voce originale e spesso controcorrente, capace di attraversare il teatro, la narrativa e il dibattito pubblico senza mai separare la letteratura dalle grandi domande della storia.
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