La sala conferenze dedicata al ricordo dell’illustre storico rovignese Bernardo Benussi presso il Centro di ricerche storiche di Rovigno ha ospitato ieri la conferenza stampa di presentazione del volume “Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume 1948-1967. Guida biografico-storica alla consultazione dell’Archivio” del prof. Giovanni Radossi, presidente onorario dell’Unione Italiana.
Il direttore del Centro di ricerche storiche, Raul Marsetič ha spiegato che il lavoro del prof. Giovanni Radossi nasce dalla volontà di unire la precisione dell’indagine archivistica con la profondità della memoria storica di un periodo complesso e spesso trascurato della narrazione pubblica. “Gli anni segnati dalla ricostruzione post bellica e dalla difficile condizione delle minoranze. Consultare gli Archivi di questo periodo significa entrare in contatto con vite vissute tra due mondi. L’opera nasce per orientare e contestualizzare la consultazione archivistica. Si propone di offrire una chiave biografica costruendo dei percorsi collettivi per restituire un volto e una voce ai documenti. La guida offre strumenti terminologici, spiegazioni e glossari sulle prassi politiche dell’epoca e istruzione per l’uso critico delle fonti. Riteniamo che oggigiorno, lo studio degli Archivi sia un atto di ricerca della verità. La guida è un invito alla ricerca, rivolto ai discendenti che cercano risposte, storie e le proprie radici. Custodire la memoria, soprattutto quella delle minoranze, è un dovere civile e culturale che ci coinvolge tutti”, ha detto il direttore del Centro di ricerche storiche, Raul Marsetič.
Diego Han, storico nonchè redattore della guida biografico-storica, ha spiegato nel suo intervento che si tratta del XVII volume della collana Etnia, edita dal CRS di Rovigno. “In più di cinque decenni di attività il CRS ha prodotto un vasto patrimonio scientifico e culturale dedicato alla ricerca sulla storia di quel territorio che comunemente chiamiamo Adraiatico orientale. Per fare ciò, il CRS ha ramificato nel tempo la propria produzione scientifica, pubblicando in questo modo riviste periodiche quali gli Atti, i Quaderni, ma anche collane come le Monografie, i Documenti e per l’appunto la collana Etnia dedicata, quest’ultima, allo studio dei vari aspetti riguardanti la storia e la realtà della popolazione italiana di queste terre. Fra i vari argomenti trattati, particolare attenzione all’interno della collana è stata rivolta proprio alle istituzioni della CNI, in primis dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume (UIFF) e in seguito l’Unione Italiana (UI) sua erede, nonché ai quadri dirigenziali e alla loro tenace lotta per la salvaguardia dell’identità e della cultura italiana del territorio d’insediamento storico, come pure per il diritto della popolazione italiana ad avere una propria rappresentanza politica. In questo contesto, va a collocarsi il volume del prof. Radossi, il quale attraverso una raccolta antologica di documenti custoditi presso l’Archivio del CRS offre una ‘guida’, un punto di partenza grazie al quale è possibile ricostruire una parte della storia dell’Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume nel delicato arco temporale che va dal 1949 al 1967. Il corposo volume, con più di 700 pagine, propone documenti che non sono solamente testimonianze burocratiche e politiche: essi racchiudono storie, percorsi biografici, vicende personali e collettive di più di cinquecento persone tra cui leader politici, figure di spicco e attivisti della CNI, presentando al lettore la complessità di una comunità colpita da un drammatico stravolgimento etnico, culturale e politico avvenuto nei primi decenni del secondo dopoguerra. Ogni documento è commentato minuziosamente da note dettagliate che rendono vive le vicende analizzate, ed è proprio l’aspetto biografico che differenzia il volume del prof.Radossi da molti altri, aggiungendo nuovi tasselli importanti per la conoscenza della storia dell’UIIF e della Comunità Nazionale Italiana”, ha spiegato Diego Han.
Il prof. Giovanni Radossi ha precisato da subito che la lettura del libro va intesa come un ‘ricovero spirituale’ al quale dedicare il proprio tempo libero. “I documenti proposti, in tutto 120, sono stati selezionati prendendone in esame mediamente cinque-sei per cadauno anno, in modo da abbracciare tutte o la maggior parte delle tematiche più rilevanti e soprattutto per mettere a fuoco le persone che in esse sono state protagoniste: in tal guisa si sono potute accorpare oltre cinquecento biografie di singoli individui che in maniera più o meno diretta o indiretta hanno orbitato attorno o nelle strutture della CNI. Questa raccolta antologica di documenti vuole essere un determinante strumento di interpretazione dei medesimi, preminentemente attraverso la conoscenza biografica delle persone citate nei testi riprodotti. La Comunità Nazionale Italiana è meritevole per i sacrifici che ha saputo sopportare per quella che è la realtà di oggi. Non fossimo rimasti, non ci sarebbe oggi ragione di trovarci qui a parlare di ciò che abbiamo fatto, di ciò che facciamo e di ciò che intendiamo ancora fare”, ha concluso il prof. Giovanni Radossi.
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