«Lo schiaccianoci» ucraino. Il ritorno ad Abbazia (foto)

Dopo il successo dell'anno scorso l'Ukrainian classical ballet ha riproposto al Centro Gervais una delle più belle storie natalizie

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«Lo schiaccianoci» ucraino. Il ritorno ad Abbazia (foto)
Sergij Kliačin vestito da Francesco Giuseppe. Foto: RONI BRMALJ

L’Ukrainian classical ballet ha riproposto al Centro Gervais di Abbazia uno dei balletti più affascinanti della storia della danza classica, “Lo schiaccianoci” di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Prima dell’inizio dello spettacolo ai presenti si è rivolto il direttore del Festival Opatija, Ernie Gigante Dešković, il quale ha ricordato che la compagnia ucraina ha debuttato un anno fa e che il successo era così grande, che il Festival di Abbazia ha promesso di riportarla al Gervais. Gigante Dešković ha ricordato pure i grandi successi conseguiti dall’ente nel 2022, tra cui i record di eventi, di pubblico e di entrate. A parlare è stato pure il sindaco di Abbazia, Fernando Kirigin, il quale ha fatto gli auguri di buone feste a tutti i cittadini.
“Lo schiaccianoci”, uno dei più celebri balletti a livello mondiale, che, di anno in anno, rappresenta un sinonimo delle festività natalizie, ha portato nella Perla del Quarnero non solo l’immancabile atmosfera dei sontuosi saloni da ballo del XIX secolo, ma anche un paesaggio innevato realizzato grazie a un gioco di luci. La scenografia e i costumi, impeccabili, hanno dato il tocco mancante a un balletto in tutto e per tutto classico, come si sarebbe potuto vedere più di cento anni fa. Il principe, nonché Schiaccianoci, interpretato da Sergij Kliačin, ha danzato in maniera invidiabile, vestito da un perfetto Francesco Giuseppe, con tanto di divisa e baffi. Nel ruolo dello Schiaccianoci ha indossato sul capo una grande testa in gommapiuma raffigurante, appunto, lo Schiaccianoci. La soluzione della trasformazione grazie all’aggiunta di questo accessorio ha reso semplici i passaggi da un personaggio all’altro, ma ha limitato la visuale del ballerino, che in alcuni momenti ha rischiato di inciampare sui colleghi. Perfetta, invece, Olesia Šaitanova, prima ballerina dell’Opera nazionale lituana, che ha impersonato la bambina Marie, eseguendo ogni scena, compresi i capricci e i pianti, con estrema leggiadria ed eleganza.
Quello che ha creato sconcerto in questa messinscena, interamente classica, è stata la musica, che per ovvi motivi non poteva venir eseguita dal vivo. La qualità del suono era buona, ma era chiaramente discernibile la fine della traccia del CD e la pausa prima dell’inizio di quella successiva. Un’altra mancanza è dovuta, probabilmente, alle dimensioni del palcoscenico del Gervais, che sarebbe dovuto essere più ampio per permettere ai numerosi ballerini di danzare più in libertà. Considerato il prezzo del biglietto, che arrivava quasi alle 300 kune, ci si sarebbe potuto aspettare qualcosa di più, ma i difetti dell’esecuzione non sono dipesi dal poco talento dei ballerini o da difetti della coreografia, ideata da Valerij Petrovič Kovtun. Il pubblico abbaziano, però, ha gradito molto il balletto dell’ensemble ucraino premiandolo con un forte e lungo applauso.

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