La lingua italiana come ponte tra Paesi: questa è l’idea dietro a quella che sarà la prima Giornata dell’italofonia, una vera e propria novità che andrà a rafforzare le relazioni diplomatiche e culturali tra Stati. L’evento, in programma per il prossimo 19 novembre a Roma, è promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano e dalla Società Dante Alighieri – istituzione culturale che ha lo scopo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo – con il sostegno del governo svizzero, e si pone l’obiettivo di costituire una comunità dell’italofonia, tutelare e promuovere la lingua italiana a livello globale. La Giornata dell’italofonia rappresenterà un importante momento di incontro e sviluppo di relazioni tra quei Paesi che hanno l’italiano come lingua ufficiale. La comunità dell’italofonia sarà formata da Stati, istituzioni e rappresentanze della società civile uniti dall’interesse e dalla passione per la lingua italiana, con la missione di ampliare ove possibile gli ambiti di utilizzo a livello internazionale di questa lingua, dare impulso al dialogo politico e a legami tra realtà italofone e sviluppare le relazioni culturali, economiche, scientifiche e accademiche tra i suoi membri. L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di diplomazia culturale del Governo italiano, volta a rafforzare la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo, facendo dell’italiano una lingua di pace e valori condivisi. Alla Giornata dell’italofonia sarà presente, tra gli altri, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che parla perfettamente italiano per via dell’influenza e della diffusione che questa lingua ha nel suo Paese, Malta.
Dialogo e confronto
Durante gli Stati Generali della lingua italiana nel mondo, tenutisi lo scorso aprile presso il Museo nazionale delle arti del XXI secolo MAXXI di Roma, il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, riferendosi all’iniziativa della Giornata dell’italofonia, ha dichiarato che “la lingua italiana deve essere un ponte tra i Paesi che utilizzano l’italiano come lingua ufficiale, ma anche tra quelli dove c’è una forte presenza di comunità italiane” citando quindi la Croazia, la Slovenia e alcuni Stati dell’America Latina. “Anche con Paesi come Francia, Spagna e Romania, che usano lingue neolatine vicine alla nostra, lingue sorelle, i legami sono già forti ma si possono ulteriormente rafforzare – ha aggiunto il ministro –. La nostra lingua è elemento di dialogo e confronto: dobbiamo fare in modo che la lingua sia la bandiera della nostra presenza nel mondo – ha proseguito Tajani –. La nostra vocazione è storicamente questa: sin dalla civiltà romana con la lingua latina, passando attraverso le repubbliche marinare e giungendo sino a oggi, l’italiano è sempre stato un ponte, la lingua dell’amicizia, di un Paese che vuole essere portatore di pace.
L’italiano non è solo lingua, è storia, identità, è sapersi aprire al mondo, è lingua di pace e strumento della nostra politica estera. L’italiano è molto più che studio della lingua, è scoperta di civiltà, uno strumento per trasmettere il nostro modo di pensare e agire nel mondo”, ha concluso.
Italnostalgia e italsimpatia
Per l’occasione si è espresso anche il presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi. “La lingua italiana fa crescere l’Italia e dobbiamo avere orgoglio di questa grande risorsa – ha affermato, ipotizzando poi la costituzione di una comunità globale per l’italofonia –. Esiste un’Italia che è più grande della penisola e che parla l’italiano, al di là dei Paesi di tradizione italiana. Sappiamo che l’italiano non è una lingua imperiale, ma nemmeno provinciale; è una lingua storica, connessa a tanti patrimoni culturali, capace di contenere il passato parlando al presente”, ha dichiarato nel suo intervento. Riccardi ha infine aggiunto che l’italiano è diviso tra “italnostalgia, il sentimento di chi nel mondo è legato all’identità italiana per nascita o discendenza; e italsimpatia, una forte corrente di attrazione per tutto ciò che è stile italiano, arte, cultura, turismo, made in Italy, e che porta a scegliere di studiare la nostra lingua”. Durante la visita di Tajani a Berna lo scorso agosto, occasione in cui il ministro incontrò il consigliere federale Ignazio Cassis, l’iniziativa della Giornata dell’italofonia è stata tra i temi discussi. A proposito Cassis si è espresso affermando: “Mi sono sempre chiesto perché l’italofonia non sia mai riuscita ad avere una sua organizzazione, come avviene per la francofonia. Questa iniziativa è un po’ come un coniglio che esce dal cappello”.
Il contributo degli IIC
L’iniziativa della Giornata dell’italofonia è stata ricordata da Tajani anche in occasione dell’appuntamento annuale degli Stati Generali della Diplomazia culturale, tenutisi a Macerata e Recanati gli scorsi 23 e 24 ottobre. In tale sede, che ha riunito i direttori degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, Tajani ha affermato che “gli Istituti Italiani di Cultura sono uno strumento preziosissimo per far conoscere al meglio l’Italia e la nostra lingua”. Presente agli Stati Generali della Diplomazia Culturale anche il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria Gian Luca Borghese, con il quale abbiamo parlato in esclusiva. “Gli Stati Generali della Diplomazia culturale rappresentano un’occasione di confronto e di dibattito per coloro che sono gli operatori nel campo della cultura, per la promozione della lingua e della cultura italiane, e quindi è un’occasione per promuovere l’identità italiana e valorizzare il patrimonio culturale dell’Italia, non solo per quanto riguarda la cultura nei campi più noti, classici e tradizionali ma anche in quelli più innovativi, dove l’arte incontra la promozione e lo sviluppo economico – ha affermato Borghese –. Gli Stati Generali sono anche un’occasione di coordinamento e sinergia: trovandosi insieme coloro che operano nel campo della promozione culturale, riuniti sotto il coordinamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rappresentano anche un’occasione di elaborare strategie condivise, per cui i singoli istituti di cultura proseguiranno nella loro incessante attività di promozione della lingua e della cultura italiane ma avendo in mente un progetto di promozione globale coordinato d’intesa. Altro argomento importante che viene dibattuto e che si vuole promuovere nel corso degli Stati Generali della Diplomazia Culturale è il rafforzamento delle relazioni internazionali, il partenariato con le istituzioni culturali locali nel mondo, l’aggiornamento e l’innovazione”, ha aggiunto il direttore. Borghese ha poi commentato l’imminente Giornata dell’italofonia. “Questa nuova iniziativa, che viene lanciata quest’anno per la prima volta, arriva ad affiancare la Settimana della lingua italiana nel mondo, senza però sovrapposizioni. Un elemento tipico degli eventi della Settimana della lingua italiana nel mondo è infatti il taglio abbastanza accademico, per cui si tratta sempre di eventi che puntano alla promozione della lingua per l’incremento del suo apprendimento e della sua conoscenza, e anche l’aggiornamento sulle tecniche didattiche dell’italiano. Nel nostro caso ci avvaliamo di partner come i Dipartimenti di Italianistica delle Università croate di Fiume, Zara, Spalato, Pola e Zagabria, ma anche la Società Dante Alighieri. La Giornata dell’italofonia vuole essere invece un momento di celebrazione degli italofoni, coinvolgendo anche i Paesi e le comunità che parlano italiano, e quindi ha un taglio molto diverso ed è un momento per celebrare l’italiano in quanto lingua effettivamente parlata e conosciuta con la testimonianza e il contributo di Paesi e comunità nel mondo che parlano l’italiano, con una prospettiva veramente internazionale e globalizzante”, ha concluso il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria.
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