L’intramontabile Mozart per una serata brillante

Al Teatro Nazionale Croato «Ivan de Zajc» di Fiume si è esibita l'Orchestra sinfonica locale, sotto la direzione del Maestro Ivan Hut, con la flautista Lucija Kovačević nei panni di solista

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L’intramontabile Mozart per una serata brillante
La flautista Lucija Kovačević con l’Orchestra sinfonica di Fiume diretta dal Maestro Ivan Hut. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

È stato un evento musicale di grande spessore artistico il concerto “Soltanto Mozart” al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume, che ha visto in veste di protagonista l’Orchestra sinfonica di Fiume, sotto la direzione del Maestro Ivan Hut, con la flautista Lucija Kovačević nei panni di solista. La serata è stata interamente dedicata all’intramontabile musica di Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791), le cui straordinarie limpidezza, eleganza, equilibrio formale, inventiva melodica, gioiosità, ma anche drammaticità, unite a un’incredibile semplicità, continuano ad affascinare le platee di tutto il mondo. La semplicità formale di Mozart, però, non vuol dire superficialità, e a spiegarlo perfettamente fu il grande pianista polacco-americano Arthur Rubinstein, che osservò a suo tempo: “Come mai tutto ciò che Mozart scrisse sembra così lineare? La via che conduce a tale semplicità è ardua, ma non deve mai sembrare tale”.

L’Ouverture del «Don Giovanni»
Il primo brano in programma è stata l’Ouverture dell’opera “Don Giovanni”. Il titolo originale dell’opera, in due atti, è “Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni”, K 527. Mozart la compose sul libretto di Lorenzo Da Ponte, suo collaboratore anche ad altre opere liriche, il quale attinse a numerose fonti letterarie dell’epoca per la trama dell’opera. Questa venne composta nel 1787, quando Mozart aveva 31 anni. Fu commissionata dall’imperatore Giuseppe II, ma non ebbe la sua première a Vienna, bensì a Praga, il 29 ottobre 1787. È considerata uno dei massimi capolavori del genio di Salisburgo. Mozart compose l’Ouverture la sera precedente della prima di “Don Giovanni”, dopo che era già stata fatta la prova generale. È un fatto risaputo che Mozart aveva l’abitudine di “finire” la musica nella sua mente, dopodiché non gli rimaneva che trascriverla su carta. Per questo motivo le sue partiture si presentano senza correzioni e ripensamenti, come se avesse scritto sotto dettatura.

Carattere drammatico e comico
L’Ouverture racchiude in sé il carattere drammatico e comico di quest’opera, definita appunto un dramma comico. Si apre con l’intenso tema del finale del secondo atto che introduce la scena dell’arrivo della statua del Commendatore che porterà Don Giovanni con sé all’inferno, al quale fa seguito una parte più festosa e allegra. L’Orchestra sinfonica fiumana ha eseguito il brano rispettando ogni indicazione del Maestro Ivan Hut, dando vita a un’interpretazione avvincente. Il Maestro Hut si distingue per uno stile molto particolare di direzione, in cui spicca la sua predilezione per il minimalismo e la precisione nei gesti e nei movimenti. Al contempo, controlla completamente tutti i segmenti dell’Orchestra, “costruendo” un’esecuzione limata fino agli ultimi particolari.
Una trascrizione del concerto per oboe
Ha fatto seguito il grazioso Secondo concerto per flauto e orchestra in Re maggiore K 314, che Mozart compose a Mannheim nel febbraio 1778. Il Concerto fu una delle composizioni che gli vennero commissionate dal gentiluomo olandese di origine indiana De Jean, ma sembra che Mozart non vi lavorò con grande entusiasmo perché ne compose soltanto due. Sembra anche che non amasse particolarmente il flauto come strumento. In effetti, il Secondo concerto per flauto non è una composizione nuova, bensì una trascrizione per flauto di un concerto per oboe che scrisse l’anno prima a Salisburgo. Mozart cambiò la tonalità del brano e variò alcune parti solistiche per adeguarle alle possibilità tecniche del flauto. Di conseguenza, il committente riconobbe a Mozart soltanto la metà della somma concordata.

Espressività e delicatezza
Il Concerto racchiude in sé tutta la grazia, l’elevatezza e la serenità delle pagine più gioiose di Mozart, che sono state rese dall’eccellente flautista Lucija Kovačević con grande espressività e delicatezza. Il primo flauto dell’Orchestra sinfonica di Fiume ha sciorinato in tutti e tre i movimenti del Concerto una tecnica impeccabile e offerto un’interpretazione disinvolta e brillante della deliziosa composizione. La solista ha interpretato con straordinaria scioltezza e precisione gli arpeggi e i passaggi virtuosistici del Concerto, dimostrando un ammirevole controllo dello strumento nei contrasti dinamici, soprattutto nelle cadenze. L’Orchestra è stata un sostegno affidabile e sensibile alla solista, premiata con forti applausi e ovazioni dal pubblico.

Una sinfonia «eroicamente tragica»
La parte ufficiale del programma si è conclusa con la Sinfonia n. 40 in Sol minore K. 550, una delle sue opere musicali più celebri in assoluto. Fu composta da Mozart a Vienna durante il mese di luglio del 1788. È chiamata anche la Grande sinfonia in Sol minore per distinguerla dall’unica altra sinfonia di Mozart nella stessa tonalità, la n. 25 K 183, ed è la seconda di tre sinfonie – la n. 39 e la n. 41 “Jupiter” – composte durante l’estate del 1788. Il musicologo tedesco Alfred Einstein la definì “eroicamente tragica” e descrisse gli svolgimenti armonici della sinfonia come “dei tuffi negli abissi dell’anima, simbolizzati in modulazioni tanto audaci che i contemporanei di Mozart non devono essere stati in grado di seguirli e tanto sublimi che soltanto Mozart stesso poté riportarli su di un livello terreno”.
Anche in questo caso, l’Orchestra ha proposto un’esecuzione equilibrata e curata in ogni particolare di queste drammatiche pagine mozartiane.
Il pubblico ha premiato con copiosi applausi l’Orchestra e il Maestro Ivan Hut, i quali hanno in seguito proposto un bis, in memoria del Maestro Pavle Dešpalj, spentosi l’anno scorso: l’arrangiamento di Dešpalj del celeberrimo Rondò alla turca, il terzo movimento della Sonata per pianoforte n. 11, sempre di Mozart.

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