Lingue minoritarie e media: l’Europa fa scuola a Fiume

Concluse le tre giornate di formazione per 16 studiosi e professionisti provenienti da tutto il mondo che porteranno quanto acquisito nei loro contesti locali

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Lingue minoritarie e media: l’Europa fa scuola a Fiume

È giunta a conclusione la scuola di formazione “Pluralità Linguistica nei Media: Quadri Giuridici Internazionali e Nazionali”, organizzata da PLURILINGMEDIA e ospitata quest’anno negli spazi della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Fiume. L’iniziativa, arrivata alla sua seconda edizione, ha riunito nel capoluogo del Quarnero da lunedì fino a ieri, 20 maggio, diversi studiosi e professionisti provenienti da tutto il mondo che, impegnati in lezioni, visite sul campo e laboratori, hanno acquisito nuove conoscenze teoriche sui media, sulla regolamentazione delle lingue minoritarie, sui processi decisionali e sulle pratiche mediatiche, in un ambiente diversificato e altamente stimolante. PLURILINGMEDIA è parte del programma COST (Cooperazione Europea in Scienza e Tecnologia), un network di ricercatori di tutta Europa finanziato dall’UE, la cui missione è promuovere la collaborazione nella ricerca sui media in lingua minoritaria e sulle lingue regionali. L’ultima giornata dell’iniziativa ha visto gli studenti impegnati in tre lezioni. Craig Willis, ricercatore presso il Centro Europeo per le Questioni delle Minoranze (ECMI) e presidente di PLURILINGMEDIA, ha presentato il quadro della radiodiffusione nelle lingue di minoranza in Galles e Scozia, una situazione tra decentramento e centralizzazione. Successivamente Jarmo Lainio, professore presso l’Università di Stoccolma e membro del Comitato di esperti della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, ha parlato dei media nelle lingue di minoranza in Svezia e Finlandia. L’ultima presentazione è stata curata da Lara Sorgo, ricercatrice presso l’Istituto di Studi Etnici di Lubiana e vicepresidente di PLURILINGMEDIA. Sorgo ha spiegato la cornice normativa dei media nelle lingue di minoranza e la loro situazione in Slovenia; tra gli altri, ha parlato dei media in lingua italiana presenti nel Paese (Radio Capodistria, TV Capodistria e le pubblicazioni della Casa editrice Edit).

Llinos dal Galles
A fianco dei relatori, i protagonisti di queste tre giornate di formazione sono stati 16 studiosi e professionisti provenienti da tutto il mondo. Llinos Anwyl, dal Galles, lavora nel settore delle politiche linguistiche ed è una giornalista. “Il gallese è la mia prima lingua. Mi occupo di promozione della lingua gallese perché molte persone nel Regno Unito non sanno che si tratta di una lingua comunitaria – racconta –. Mi sono avvicinata ai media attraverso l’attivismo. Lavoro nel giornalismo e faccio parte dell’Associazione dei Media Indipendenti (IMA), diffusa nel Regno Unito”. Llinos è un’attivista anche nella comunità della minoranza linguistica, dove è impegnata per incentivare la democratizzazione all’interno del gruppo e lo spirito critico dei membri. “Penso che nelle comunità delle minoranze, siccome sono piccole e tutti si conoscono, anche quando molte persone condividono le stesse idee spesso non si sentono a proprio agio ad esprimerle, per paura di ripercussioni. Questo avviene di frequente nel caso di critiche nei confronti dei politici della minoranza e dei programmi portati avanti”, afferma.

Giordanna, tra hunsrik e nynorsk
Giordanna Benkenstein Vallejos è invece originaria del Brasile ma vive in Norvegia. “Mio marito fa parte di una minoranza linguistica ed è per questo che ho deciso di cominciare a lavorare con l’hunsrik, una lingua di minoranza migratoria in Brasile che viene dalla Germania, parlata anche da mia nonna – racconta –. In Norvegia lavoro con il nynorsk, la seconda forma di scrittura ufficiale della lingua norvegese, originaria della regione del Paese dove abito, ma poco diffusa. Faccio ricerca e porto avanti progetti per il nynorsk; inoltre, lavoro per un quotidiano in questa lingua”. Giordanna ha deciso di partecipare alla scuola di formazione di PLURILINGMEDIA a Fiume per acquisire maggiori conoscenze riguardo la situazione delle lingue di minoranza nel continente europeo. “Il contesto latinoamericano è completamente diverso da quello europeo – spiega –. In Brasile, nello specifico, la situazione a riguardo è molto più critica rispetto a qui e ci sarebbe bisogno di un cambiamento. Nel Paese infatti la maggior parte delle lingue di minoranza, specialmente quelle indigene, sono marginalizzate e non godono di tutele legali, vengono protette soltanto dagli attivisti, con pochi, se non nessun, finanziamento da parte del Governo. Utilizzerò ciò che ho imparato durante questi giorni per portare dei contributi nel mio Paese”.

Foto Lexi Dawn/PLURILINGMEDIA

Finita la scuola di formazione, oggi, 21 maggio, e domani, 22 maggio, i ricercatori di PLURILINGMEDIA saranno impegnati in un workshop ospitato negli spazi di InnovaLab, parte del campus dell’Università di Fiume. Domani mattina visiteranno la locale Comunità degli Italiani.

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