Una vera passeggiata rock, scandita da aneddoti, documenti e primati storici, ha animato l’altra sera le Notti estive fiumane. Guidati dallo scrittore e saggista Velid Đekić, fra i maggiori studiosi della cultura musicale quarnerina, i partecipanti, tra cui molti connazionali, hanno attraversato il centro cittadino riscoprendo gli edifici che hanno accompagnato la nascita del rock a Fiume, città che in più di un’occasione anticipò fenomeni destinati a diffondersi nell’intera Jugoslavia socialista.
Dalle platee del Fenice al primo disc jockey
Davanti al Teatro Fenice, già cinema “Partizan”, Đekić ha riportato il pubblico al luglio del 1965, quando il concerto dei “The Rockin’ Vickers” provocò tafferugli, furti di manifesti e l’intervento della milizia. Sul palco suonava Ian “Lemmy” Kilmister, futuro fondatore dei “Motörhead”, che nella propria autobiografia attribuì a quella serata il primato del primo concerto di una band rock occidentale in uno Stato socialista. La supremazia appartiene invece ai “Colin Hicks & The Cabin Boys”, esibitisi nella stessa sala il 17 dicembre 1960. Il Fenice ospitò inoltre, nel 1979, la presentazione di “Vrijeme i Zemlja” (Tempo e Terra) primo album rock di una formazione fiumana guidata da Nenad Bach, e nel 2005 la prima del documentario “Ritam rock plemena” (Il ritmo della tribù rock). Poco oltre, una targa sulla Casa Sirius ricorda il club Husar, aperto nel 1957 e considerato la prima discoteca della Croazia e una delle prime della Jugoslavia. Elvis Presley, Fats Domino e Chuck Berry uscivano dal giradischi di Vittorio “Vito” Franovich, primo disc jockey cittadino, mentre fra gli addetti all’ordine figurava anche il giovanissimo Mustafa Nadarević.

Palach, Ri Rock e il punk
Il club Palach, inaugurato nel 1966 e dedicato dal 1969 a Jan Palach, divenne fra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta il principale riferimento della cultura giovanile fiumana. Qui nascevano gruppi, si organizzavano concerti e trovava spazio il Ri Rock Festival, tanto da essere accostato da Đekić al CBGB di New York. In Piazza della Risoluzione lo scrittore ha ricostruito la nascita della nota manifestazione, ideata nel 1979 da Duško Rapotec Ute e destinata a diventare la principale vetrina per le giovani formazioni cittadine. Alle spalle dello slargo, Radio Rijeka contribuì alla crescita dell’ambiente musicale grazie al tecnico Izidor Čubranić, che permetteva agli “Uragani”, ai “Sinovi mora”, ai “Sonori” e ad altri complessi di registrare i primi nastri e di trasmetterli grazie a un ingegnoso espediente con Radio Zagreb.

I luoghi della svolta
Davanti a Palazzo Modello, sede della Comunità degli Italiani, Velid Đekić ha rievocato una delle serate decisive nella storia del rock fiumano. Nel marzo 1978 i “Paraf” vi hanno tenuto il loro primo concerto ufficiale, destinato a segnare una svolta. Jeans strappati, magliette con slogan provocatori, catene e lucchetti hanno lasciato interdetti spettatori e musicisti abituati al rock progressivo. Secondo l’esperto, quell’evento ha segnato la nascita del punk fiumano. Lo scrittore ha ricordato anche l’esibizione improvvisata dell’agosto 1977 nel parco Nikola Host, alimentata con cavi elettrici collegati agli appartamenti vicini e considerata il primo concerto punk organizzato in uno Stato socialista. Da quell’esperienza sono poi nati i “Termiti”, i “Kaos”, i “Genocid”, i “Mrtvi kanal” e altri. Dal “Circolo” il gruppo si è spostato davanti all’albergo “Continental”, il celebre “Kont”, autentico ritrovo della scena musicale fiumana dagli anni Sessanta in avanti. Dopo l’ampliamento della terrazza, inaugurata nel 1966, musicisti, giornalisti, fotografi, fumettisti, grafici e organizzatori vi hanno trascorso le serate progettando concerti, nuovi complessi e iniziative culturali. La pasticceria del piano superiore, frequentata dagli “šminkeri”, era chiamata “profumeria”, mentre il livello inferiore, abituale ritrovo di rocker e punk con pochi soldi in tasca, era la “drogheria”. Anche oggi quel luogo continua a richiamare i giovani, conservando la propria funzione di spontanea aggregazione. L’itinerario si è concluso in via Rački, a Sušak, davanti all’ex teatro amatoriale “Viktor Car Emin”, sito nei locali dell’ex cinema “Luxor” (in seguito “Tuhobić”), edificio oggi degradato ma fondamentale nella storia del rock jugoslavo. Fra il 1960 e il 1961 vi hanno trovato una sala prove i giovani destinati a formare gli “Uragani”, costruendo con l’aiuto del falegname della struttura le prime chitarre elettriche artigianali. Dopo il debutto nella notte di San Silvestro del 1961, il gruppo ha adottato il nome ispirato ai “Johnny and the Hurricanes”. Guidati da Dario Ottaviani, autore delle prime composizioni originali del rock jugoslavo, la band fiumana ha imposto brani come “Školjka” (Conchiglia) e soprattutto “Deborah”. Fondamentale anche il contributo del fotografo Ante Škrobonja, il cui archivio rappresenta ancora oggi una fonte preziosa per ricostruire quella stagione.
Al termine della passeggiata, i partecipanti hanno lasciato il gruppo con la sensazione di avere osservato Fiume da una prospettiva inconsueta; teatri, circoli, piazze, studi radiofonici, locali e caffè hanno rivelato un tessuto culturale che continua a distinguere la città nel panorama europeo. Il passo sostenuto dell’itinerario e la ricchezza degli episodi raccontati da Velid Đekić hanno finito per spettinare davvero non poche certezze e curiosità, dimostrando quanto la storia del rock fiumano riesca ancora oggi a sorprendere anche chi riteneva di conoscerla già.
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