Dal 26 al 30 agosto 2025, Abbazia ospiterà la 23esima edizione del Liburnia Film Festival, unico evento in Croazia interamente dedicato al documentario nazionale. Il pubblico potrà assistere a 18 opere in concorso e 12 proposte nel programma parallelo, accompagnate da attività educative e musicali. Alla conferenza di presentazione sono intervenuti Ernie Gigante Dešković, direttore del Festival Opatija, Karolina Hrga, direttrice esecutiva del LFF, Hana Galogaža Lanča, portavoce del Festival, Borna Padovan, coordinatore dell’area formativa, il regista Aleš Suk, presente con la première croata del suo film “P.S.” e Larisa Šimičić, referente per la comunicazione dell’iniziativa “Film svima” (Film per tutti).
Un’arma contro la passività
Durante l’incontro con la stampa, svoltosi nella Piccola scena estiva abbaziana, Gigante Dešković ha sottolineato il valore del Festival come catalizzatore culturale e civico. “Oltre a proporre opere di alta qualità estetica, il Liburnia offre un apporto fondamentale alla formazione del pubblico e alla sensibilizzazione critica sulle dinamiche sociali”. Hrga ha presentato il visual della 23esima edizione, firmato da Marin Remić, in arte Tužni Marin u Čizmama, una cinepresa incorniciata da sbarre simili a quelle di una finestra carceraria, simbolo della duplice natura del documentario come strumento di controllo o di emancipazione. “Il documentario – ha dichiarato Hrga – può ampliare lo sguardo, portare alla luce realtà sommerse, diventando un’arma contro la passività e l’assuefazione”.
Temi urgenti e sguardi autoriali
Il concorso propone opere di cineasti affermati e voci emergenti. Tra i titoli: “Mirotvorac” (Il pacificatore) di Goran Ramljak, sulle derive del nazionalismo; “Terenska nastava” (Lezioni sul campo) di Jozo Schmuch e “Dolazi mali sivi vuk” (Arriva il piccolo lupo grigio) di Žana Agalakova, su militarizzazione e revisionismo; “Crveni tobogan” (Scivolo rosso) di Nebojša Sljepčević, che affronta la manipolazione storiografica; “Suha roba” (Roba secca) di Toni Jelinić, sul razzismo verso i migranti. Seguono racconti intimi come “Godina prođe, dan nikako” (L’anno passa, il giorno mai) di Renata Lučić e “Moja prijateljica Sely” (La mia amica Sely) di Maja Alibegović, oltre al poetico “Kad vrtim film” (Quando giro il film) di Ines Jokoš e a “P.S.” di Aleš Suk, ritratto dell’ultimo abitante dell’isola di Canidole Grande (Vele Srakane). Dei 18 film in gara, 6 sono anteprime assolute.
Una giuria assegnerà i premi per miglior film, regia, fotografia, montaggio, design del suono e miglior opera regionale. Ne faranno parte: Daniel Bukumirović, giornalista e fondatore di “Nova Docu”, la drammaturga Olga Dimitrijević, l’artista Katerina Duda, il regista Đuro Gavran e il produttore Hrvoje Osvadić. Il pubblico potrà inoltre esprimere le proprie preferenze per l’assegnazione del premio degli spettatori.
Formazione e percorsi paralleli
Accanto al concorso ufficiale, il Festival propone un programma variegato, tradotto in sezioni dedicate alle produzioni regionali e a “Restart” (Ricomincia), oltre alla proiezione del vincitore del Beldocs, “Krila i tlo” (Ali e terra) di Stefan Milešević. La serata finale sarà animata dal concerto dei Ki Klop e da un after party al caffè bar “Galija”. Il coordinatore Borna Padovan ha illustrato le iniziative educative rivolte a pubblici diversi. Il laboratorio “LFF rough cut” (LFF montaggio grezzo) è pensato per opere in postproduzione, mentre “Prvi put snimam” (La mia prima volta con la cinepresa) introduce i principianti al linguaggio audiovisivo. L’animazione sarà al centro di “Animir(ajmo!)” (Animiamo!), mentre il laboratorio “3-2-1 Akcija!” (3-2-1 Azione!) coinvolgerà i più giovani. Con “Dobra priča LFF-a” (La buona storia del LFF), i partecipanti esploreranno le tecniche del racconto documentario. A completare il quadro, lo studio di caso su “Fiume o morte!” di Igor Bezinović, con la ricercatrice Nika Petković e la montatrice Hrvoslava Brkušić.
Proiezione inclusiva
“Siamo orgogliosi che, nel decimo anniversario di ‘Film svima’ (Film per tutti), anche il Liburnia ospiti una proiezione inclusiva”, ha dichiarato Larisa Šimičić. In linea con l’impegno del Festival per un accesso equo, saranno garantite proiezioni accessibili a persone sorde, ipoudenti, cieche e ipovedenti. I momenti centrali, tra cui l’apertura e la premiazione, saranno tradotti in inglese e nella lingua dei segni croata. Hana Galogaža Lanča ha inoltre ricordato che le attività collaterali presso Villa Antonio e la terrazza “Palme” dell’Hotel Bristol saranno gratuite. Le proiezioni sulla Piccola scena estiva avranno un costo di 4 euro al giorno o 12 euro per l’intero Festival, con biglietti disponibili su www.mojekarte.hr o acquistabili in loco.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.








































