Le trame del barocco rivissute da «The Banshies»

Nell’ambito del prestigioso Festival Kvarner, gli affascinanti Giardini americani di Abbazia hanno accolto la freschezza del talentuoso ensemble francese

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Le trame del barocco rivissute da «The Banshies»
Yaoré Talibart, Roxana Rastegar, Suzanne Wolff e Louise Acabo al clavicembalo. Foto: RONI BRMALJ

L’altra sera, nei romantici Giardini americani di Abbazia, un anfiteatro naturale affacciato sull’Adriatico, la musica ha trovato la sua cornice ideale. Le luci della vicina Fiume si riflettevano nel cielo limpido e stellato, le candele posate a terra diffondevano un chiarore discreto e l’erba, ancora umida di pioggia, rendeva tangibile la delicatezza dell’ambiente circostante. In questo contesto, dal tono intimo e raccolto, Neven Ivanić, direttore del Festival Kvarner, ha accolto il pubblico introducendo il concerto della formazione francese “The Banshies”, costituito da Yaoré Talibart (violino), Roxana Rastegar (violino), Suzanne Wolff (violoncello) e Louise Acabo (clavicembalo). Ha ricordato che la serata si inseriva nel quinto progetto europeo portato ad Abbazia dal festival, sottolineando l’importanza di questa rete internazionale. Ha poi ringraziato il sindaco di Abbazia, Fernando Kirigin, l’Ente turistico, il Festival Opatija e la gestione dei “Parkovi Opatija” per il sostegno alla realizzazione dell’evento.

Un’illuminazione creativa
Un ringraziamento è stato rivolto anche ai tecnici, il cui impegno ha assicurato un’illuminazione creativa e ben curata, contribuendo in modo determinante alla qualità complessiva della serata. È seguito l’intervento di Michael Fendre, responsabile artistico, che ha illustrato il rigoroso processo di selezione delle formazioni, articolato in preselezioni video e audizioni dal vivo davanti a una giuria internazionale. L’ensemble “The Banshies”, primo gruppo francese a partecipare al summenzionato progetto, è stato indicato da Fendre come una predilezione personale, un segno ulteriore di come le quattro musiciste sappiano rinnovare con naturalezza la tradizione barocca. La serata ha assunto anche un valore simbolico grazie alla presenza della Confraternita dei cavalieri croati del vino. Il cavaliere Mario Sušanj ha ricordato come da ventitré anni l’associazione promuova la cultura e l’identità croata attraverso il nettare di Bacco, così come il Festival Kvarner diffonde l’arte musicale. Il brindisi con lo spumante locale ha concluso in modo conviviale un incontro di alta raffinatezza artistica.

Una tessitura di suoni antichi
Il programma si è rivelato un percorso attentamente calibrato lungo le vie del barocco, muovendosi tra Venezia, Vienna e l’eco delle corti europee. La scelta di aprire con la Trio sonata op. 1 n. 5 di Antonio Caldara (1670 – 1736) ha messo in luce la densità contrappuntistica di un autore che, pur meno celebrato di Vivaldi, ne fu contemporaneo e ne condivise l’interesse per il dialogo tra linee melodiche. In queste pagine la scrittura si sviluppa in un continuo intreccio, dando voce tanto alla nobiltà dei movimenti lenti quanto alla vitalità degli allegri. Le giovani interpreti hanno saputo rendere il tutto con eleganza e precisione.
Dal laboratorio veneziano, in cui l’opera strumentale trovava slancio e sperimentazione, il programma è approdato al centro della scuola vivaldiana, con la Trio sonata op. 1 n. 2 e la Sonata per violoncello RV 46, testimonianze del virtuosismo coloristico che rese celebre il “prete rosso”. Qui il violino e il violoncello hanno delineato linee di grande immediatezza, distese tra la teatralità dell’opera e l’intensità della musica da camera, mentre il clavicembalo reggeva la struttura del discorso musicale con sobrietà e ricchezza timbrica. Una parentesi di particolare rilievo è stata rappresentata dall’Adagio, BWV 974, trascrizione bachiana dal concerto di Alessandro Marcello, che ha illuminato il programma con la sua cantabilità e con quella purezza formale che collega idealmente Venezia a Lipsia.

Un saggio di eleganza napoletana
Non meno significativa è stata l’incursione nella produzione di Nicola Porpora (1686 – 1768), raffinato maestro di canto e compositore che con la sua Sinfonia da camera op. 2 n. 3 ha offerto un saggio di eleganza napoletana, fondata sull’equilibrio tra espressione e chiarezza. A completare il quadro barocco si sono aggiunti autori come Heinrich Ignaz Biber (1644 – 1704), con il preludio della prima delle “Sonate del Rosario”, e Georg Muffat (1653 – 1704), la cui raccolta “Armonico tributo” incarna il cosmopolitismo musicale di un’epoca in cui le frontiere artistiche si mostravano permeabili e le tradizioni stilistiche dialogavano con naturalezza. Le pagine di Johann Joseph Fux (1660 – 1741), maestro del contrappunto alla corte viennese, hanno concluso con coerenza il percorso. L’ensemble ha mostrato la volontà di dare voce a una pluralità di stili e di sensibilità che trovano nel barocco il loro punto d’incontro. L’itinerario musicale ha così restituito la complessità di un’epoca che, pur ancorata alla forma, non rinunciava mai alla sperimentazione e alla varietà.

Quattro voci, una sola direzione
Ciò che ha reso il concerto particolarmente efficace è stato il dialogo costante tra le interpreti, tese a costruire un suono d’insieme equilibrato e raffinato. La combinazione di repertorio e sensibilità interpretativa ha reso la serata un’esperienza di conoscenza musicale oltre che di valore estetico.
“The Banshies” è un ensemble nato in Francia dall’incontro di musiciste accomunate dall’interesse per il repertorio barocco e per la sua lettura contemporanea. La loro ricerca si nutre non solo di musica, ma anche di letteratura, arti visive e performative, da cui traggono spunti che arricchiscono l’esperienza concertistica. Nel 2024 sono state selezionate per la residenza della prestigiosa fondazione Singer-Polignac di Parigi ed entrate a far parte del programma europeo S-EEEMERGING+, che sostiene giovani talenti nel campo della musica antica. Si sono esibite in importanti festival come Ambronay, Moments Musicaux de Gerberoy e Marin Marais Festival, portando la loro arte in Francia, Spagna e Croazia. Attualmente preparano il loro primo album, dedicato agli scambi estetici e culturali tra Venezia e Vienna, un progetto che testimonia la loro propensione a coniugare radici storiche e prospettive attuali.

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