Le strategie dello «Zajc» per trionfare sulla crisi

È stata ripensata la regia della Carmen di Bizet, per cui le repliche in programma il 21 e il 23 gennaio avranno luogo senza la presenza del coro in scena

Michaela Selinger e Aljaž Farasin (Don José)

Nell’industria creativa, a livello mondiale, uno dei settori più colpiti dalle misure di contenimento del Covid è stato quello delle arti performative: a differenza di prodotti artistici che possono essere consumati e fruiti individualmente dal pubblico senza la presenza dell’autore dell’opera, come, ad esempio, i lavori esposti in una galleria d’arte oppure un album discografico, le performance e gli spettacoli teatrali trovano la loro ragion d’essere in quel contatto con lo spettatore, in quel legame che non può venire a crearsi se non in presenza, in quel dato luogo e nel momento specifico della rappresentazione.

 

Particolarmente significativa, in tal senso, è la strategia adottata dal Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” al fine di trionfare sulla crisi causata dalla pandemia da coronavirus. Si tratta di un vero e proprio ripensamento del modo di fare teatro che, però, non rinuncia all’aspetto creativo della produzione artistica.

Michaela Selinger nei panni di Carmen
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Misure adeguate alle circostanze
Oltre a rispettare rigorosamente le restrizioni antiepidemiche in vigore, l’anno scorso lo “Zajc” aveva introdotto ulteriori misure ad hoc per garantire la sicurezza del pubblico e dei dipendenti del teatro: a ogni sospetto di contagio venivano interrotte le prove, mentre ogni caso confermato di Covid all’interno dell’organico del teatro (compresi i vari attori, cantanti e performer) comportava la modifica della programmazione. La strategia dello “Zajc” si è dimostrata adeguata alle circostanze: è stata contenuta la diffusione del virus tra il personale, mentre, dall’altro lato, non è pervenuta nessuna segnalazione in merito a un eventuale contagio degli spettatori all’interno del teatro.

Le misure di contenimento del Covid erano state introdotte dal teatro già in occasione delle prime dell’Aida di Giuseppe Verdi e della Carmen di Georges Bizet, con le quali era stata inaugurata la stagione 2020/2021. Le novità riguardavano, nello specifico, la collocazione dell’orchestra sul palcoscenico, nel rispetto della distanza minima tra i membri; le esecuzioni vocali dei solisti a distanza o, in caso di contatto stretto, con l’utilizzo di mascherine protettive. Inoltre, nei casi in cui non poteva essere evitata l’interazione ravvicinata tra artisti, erano sempre le stesse persone a venire in contatto.

Un’esperienza quanto più completa
In seguito alla sospensione di eventi performativi complessi che prevedono la presenza del coro e/o dell’orchestra, in vigore dal 28 novembre dell’anno scorso, lo “Zajc” ha implementato nuove strategie al fine di rendere quanto più completa l’esperienza del pubblico durante le rappresentazioni.
È stata ripensata la regia della Carmen di Bizet, per cui le repliche in programma giovedì 21 e sabato 23 gennaio avranno luogo senza la presenza del coro in scena: alcune partiture corali sono state eliminate, mentre altre verranno eseguite dai solisti. Tutti i membri dell’ensemble verranno preliminarmente sottoposti a test (ad eccezione dei casi in cui è stata accertata l’immunità della persona al virus). In aggiunta, nelle scene d’insieme, i performer indosseranno la visiera protettiva. La grande Michaela Selinger tornerà in scena nel ruolo di protagonista, accompagnata da Aljaž Farasin e Luka Ortar nei ruoli di Don José ed Escamillo rispettivamente.
Première della Cavalleria rusticana
Mercoledì, 27 gennaio avrà luogo, sotto la direzione del maestro Paolo Bressan, la prima della Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni nella regia di Dražen Siriščević. In questo caso, il coro si esibirà nella sala prove del teatro, fuori dallo spazio riservato al pubblico, e verrà messo in collegamento diretto con la scena, che verrà riservata ai solisti Kristina Kolar, Domagoj Dorotić e Robert Kolar.

Le strategie di contenimento del virus implementate dallo “Zajc” verranno ulteriormente sperimentate anche nella successiva messinscena della Traviata di Verdi, attualmente in corso di allestimento, attraverso la quale verranno esplorati temi di grande attualità come il dolore, l’isolamento e la tragicità della malattia. Sotto la direzione del maestro Valentin Egel, per la regia di Marin Blažević, la Traviata vedrà in scena Anamarija Knego, Aljaž Farasin e Kevin Greenlaw.

Il ricco programma di gennaio dimostra l’impegno e la tenacia con cui il Teatro “Ivan de Zajc” di Fiume ha affrontato e continua tuttora ad affrontare una situazione che, a momenti, ha rischiato di stravolgere completamente il settore culturale. Lo “Zajc” non si arrende, ma, anzi, sembra determinato a portare avanti, con nuovo slancio, l’attività artistica.

Facebook Commenti