FIRENZE
Dalla riscoperta di una pagina spesso dimenticata della storia italiana a un importante riconoscimento nazionale. La classe 4A del Liceo scientifico dell’Istituto “Russell-Newton” di Scandicci ha conquistato due primi premi all’ottava edizione del concorso internazionale “Storie in cammino… un cammino di Storia”, dedicato alla memoria dell’esodo giuliano-dalmata e alle migrazioni forzate di ieri e di oggi. Il successo è arrivato grazie al progetto “Le sfumature del Ricordo”, un percorso di ricerca, riflessione e produzione artistica culminato in una mostra allestita a Firenze per raccontare le vicende degli esuli istriani, fiumani e dalmati accolti in città nel secondo dopoguerra. Di seguito pubblichiamo integralmente il testo inviatoci dalla prof.ssa Susanna Bino, che ripercorre le tappe dell’iniziativa e l’emozione per il prestigioso riconoscimento ricevuto.

Due primi premi all’ottava edizione del concorso internazionale “Storie in cammino… un cammino di Storia” di Villotte, in provincia di Pordenone, dedicato all’esodo giuliano-dalmata ma anche agli esodi di oggi, sono davvero stati un bellissimo riconoscimento del nostro progetto di Formazione Scuola-Lavoro, che nel febbraio scorso ci ha portato a realizzare una mostra sugli esuli a Firenze, “Le sfumature del Ricordo”. Ai premi e agli attestati per ciascuno di noi, in occasione della premiazione lo scorso 23 maggio la giuria ha voluto anche aggiungere una targa speciale alla nostra scuola, l’Istituto “Russell-Newton” di Scandicci, per la qualità del lavoro presentato e per la sensibilità dimostrata nei confronti del tema dell’esodo giuliano-dalmata.
Memoria del transito
Queste le motivazioni della giuria “Un trekking urbano a Firenze ha dato origine ad un progetto scolastico che sembrava molto ambizioso. L’intento è stato raggiunto: ritrovare le tracce del passaggio degli esuli istriani e dalmati a Firenze. La ricerca ha permesso agli studenti di avvicinarsi ad una realtà, a detta loro, quasi totalmente nuova facendo capire che la storia di quei luoghi e di quelle persone è una parte importante della storia non solo di Firenze, ma dell’Italia e dell’Europa del Novecento. Loro hanno testimoniato con gli scritti quest’esperienza, facendosi aedi nel tramandare le cicatrici di quel tempo. Gli esuli ringraziano e plaudono commossi!” (per la sezione “Racconto”); per la sezione “Disegno” invece “La combinazione di elementi analogici (pittura, ritagli di carta, fotografie in bianco e nero ed altri oggetti tridimensionali di uso comune, quali una forchetta o un cucchiaio) con il digitale (QR code) trasforma l’insieme in un’esperienza “phygital” nella quale si annulla il confine tra fisico e virtuale. Così gli autori riescono a creare atmosfere nostalgiche, legate alla memoria del transito degli esuli istriani sia in luoghi religiosi sia in altre strutture della città di Firenze nel dopoguerra […] creando un dialogo tra passato e presente: tra chi ha vissuto quei momenti tragici e chi, come gli autori, si è assunto il compito – non facile – di ricordarli ai posteri. Lo hanno fatto con le loro mani, come appare in un disegno, riportando all’attualità un’epoca che fu. Bravissimi!”

Ricordare le persone
Queste parole hanno coronato il nostro progetto, da doppio primo premio, con il quale abbiamo voluto riportare alla luce una vicenda rimasta troppo a lungo nel silenzio. Mentre Firenze cercava di rialzarsi dalle ferite del conflitto, la città accolse migliaia di esuli in fuga, costretti ad abbandonare la propria terra, la propria casa e la propria identità nel difficile periodo successivo alla Seconda guerra mondiale. Una pagina di storia spesso dimenticata, che abbiamo deciso di riscoprire attraverso un percorso sulla memoria nella forma di un progetto di Formazione Scuola-Lavoro, partendo da un trekking urbano nei luoghi dell’accoglienza e creando elaborati grafici e riflessioni personali che avevamo emotivamente registrato durante la visita. Abbiamo poi realizzato una mostra che è stata allestita in uno di quei luoghi, l’Oratorio della Congregazione dei Vanchetoni in via Palazzuolo, con l’obiettivo di restituire agli esuli il diritto di essere ricordati non come numeri, ma come persone.
Riflessione emotiva
Attraverso un percorso composto da pannelli, testi ed elaborati grafici, abbiamo raccontato la complessa storia dell’esodo e le difficili condizioni di vita affrontate dai profughi al loro arrivo in città, toccando principali luoghi fiorentini legati all’accoglienza, tra cui l’ex monastero di Sant’Orsola, la stazione di Santa Maria Novella, via della Pergola, via della Scala e lo stesso Oratorio dei Vanchetoni. Per ciascuna di queste tappe abbiamo scritto un testo storico-descrittivo e una riflessione emotiva a cui abbiamo associato degli elaborati artistici che abbiamo realizzato attraverso tecniche differenti.
Per rendere l’esperienza espositiva ancora più immersiva e coinvolgente, abbiamo inserito dei QR code collegati a tracce audio, che hanno permesso ai visitatori di ascoltare i contenuti multimediali durante l’esposizione. Inoltre, abbiamo realizzato un dépliant dedicato al “Trekking del Ricordo”, pensato come guida con brevi approfondimenti sui luoghi della memoria in città.
Anche la fase di allestimento ha costituito una parte fondamentale del progetto. Grazie alla preziosa collaborazione delle nostre docenti Susanna Bino e Claudia Ciani, della tutor dott.ssa Camilla Palleschi del Museo Sant’Orsola e di Stefano Cecconi, presidente della Confraternita dei Vanchetoni, siamo riusciti a superare la nostra iniziale mancanza di esperienza nella preparazione di una mostra, mettendo in campo tante abilità e trasformando questo percorso in una riuscita esperienza sul valore della memoria.

Momenti significativi
Abbiamo quindi pensato di presentare il nostro progetto al concorso internazionale “Storie in cammino… un cammino di Storia”, dedicato all’esodo Giuliano-Dalmata ma anche agli esodi di oggi, che ha ottenuto numerosi e importanti patrocini: Parlamento Europeo, Senato della Repubblica, Camera Deputati e Regione Friuli Venezia Giulia, insieme al Club per l’Unesco di Udine e a 22 comuni del Friuli Venezia Giulia. Il concorso è organizzato dal Circolo della piccola frazione di Villotte, in provincia di Pordenone, dove dal 1957 una piccola ma vivace comunità di 59 famiglie esuli dall’Istria ha ricostruito la propria vita.
La qualità del nostro lavoro è stata riconosciuta dalla prestigiosa giuria del concorso internazionale “Villotte”, che ci ha assegnato il primo premio sia nella categoria grafica sia in quella letteraria. A ritirare il premio, lo scorso 23 maggio, siamo partiti in 12 e non è stato un semplice viaggio, ma un’esperienza che ci ha dato l’opportunità non solo di ricevere un importante riconoscimento, ma anche di vivere momenti significativi insieme, generosamente accolti e ospitati dalla comunità degli esuli di Villotte e visitando Pordenone, una città ricca di cultura e di storia, che si sta già preparando ad essere “Capitale italiana della Cultura” per l’anno 2027.
Il premio ricevuto ci ha regalato un’ulteriore gratificazione per il nostro lavoro, grazie al quale abbiamo messo in gioco le nostre capacità creative ma soprattutto, con la nostra mostra a Firenze, siamo riusciti a dare agli esuli la dignità di essere ricordati, perché la memoria è l’unico strumento che abbiamo per impedire che la storia si ripeta.
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