Le piante di Igor Eškinja a Zagabria

Mostra realizzata nell’ambito del progetto Fiume CEC 2020

Un segmento della mostra

Il Museo nazionale d’Arte moderna di Zagabria presenta nella Galleria “Josip Račić” la mostra dell’artista fiumano Igor Eškinja, intitolata “Le piante sognano il domani?” (Sanjaju li biljke sutrašnjicu?), che era stata allestita l’anno scorso nella galleria DeltaLab di Fiume nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura. Ricordiamo che il progetto è stato concepito in maniera interdisciplinare in quanto nella ricerca della biodiversità delle aree industriali dismesse di Fiume nei rioni di Mlaka, Brajdica, Marganovo e Delta l’artista si era avvalso dell’assistenza dei biologi. Manipolando le fotografie delle piante rinvenute in queste zone e creando così dei design decorativi, l’artista ha realizzato un ciclo di carta da parati di grande pregio estetico. Come rilevato dal direttore del Museo e curatore della mostra, Branko Franceschi, tramite il progetto Fiume CEC, la cui intenzione era quella di presentare a livello internazionale il volto cosmopolita del capoluogo quarnerino, l’artista è riuscito ancora una volta a realizzare un concetto che si presta a diverse interpretazioni.

Le carte da parati di Igor Eškinja

Atmosfera distopica
“L’atmosfera distopica della ricerca sulla biodiversità di Fiume è un avvertimento in un contesto più vasto legato non soltanto ai costanti cambiamenti nell’economia, bensì anche ai cambiamenti nell’ambiente causati consapevolmente e inconsapevolmente dall’uomo”, ha sottolineato Franceschi nella prefazione al catalogo. Sulla carta da parati si trovano motivi di piante concrete rinvenute in determinati rioni, mentre nel loro design Eškinja ha preso come ispirazione tutto il repertorio di rappresentazioni di motivi floreali nella storia della produzione di carta da parati.

Franceschi rileva come il design della carta da parati andasse dalla rappresentazione realistica e ripetitiva del motivo della pianta, caratteristica per il periodo dello storicismo, all’elaborazione del motivo originale per creare design astratti in linea con l’estetica del modernismo. La ricerca e la mostra sono stati prodotti dall’associazione Drugo more nell’ambito della direttrice programmatica Dopolavoro di Fiume CEC. La mostra rimane in visione fino al prossimo 29 maggio.

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