Le corde che uniscono. I «40 Fingers» protagonisti ad Abbazia

Un progetto culturale che riafferma la continuità dei legami tra istituzioni, artisti e comunità italiane fuori confine

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Le corde che uniscono. I «40 Fingers» protagonisti ad Abbazia
Edvino Jerian, Enrico Maria Milanesi, Matteo Brenci, Paolo Rovis, Riccardo Staraj, Emanuele Grafitti, Andrea Vittori ed Ernie Gigante Dešković. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Nel tardo pomeriggio di sabato scorso, poco prima che si accendessero le luci sul concerto del quartetto “40 Fingers”, il Centro culturale Gervais di Abbazia ha ospitato una conferenza stampa volta a presentare gli obiettivi dell’iniziativa, ponendo l’accento sull’interazione tra progettualità culturale e presenza italiana nell’area adriatica. All’incontro, in qualità di organizzatori, hanno preso parte Edvino Jerian, presidente dell’Università Popolare di Trieste; Paolo Rovis, vicepresidente dello stesso ente e rappresentante della regione Friuli Venezia Giulia; Riccardo Staraj, presidente della Comunità degli Italiani di Draga di Moschiena e sindaco della stessa località, nonché Ernie Gigante Dešković, direttore del Festival di Abbazia. A chiudere il cerchio della serata, la presenza dei quattro musicisti protagonisti del concerto, Matteo Brenci, Emanuele Grafitti, Enrico Maria Milanesi e Andrea Vittori.

Intrecci in acustico
Gigante Dešković ha sottolineato l’importanza di riportare sul palco di Abbazia i “40 Fingers”, già protagonisti applauditi dell’edizione 2023, evidenziando come il loro coinvolgimento confermi la continuità di una linea artistica attenta alle espressioni musicali di qualità, capaci di valorizzare il territorio. Riccardo Staraj ha ripercorso l’evoluzione organizzativa dell’evento, inizialmente previsto per agosto a Draga di Moschiena e poi rinviato a causa delle avverse condizioni meteorologiche. La nuova collocazione nella sala del Gervais ha permesso di preservare l’identità dell’iniziativa, inserendola in una cornice più strutturata e in grado di accogliere un pubblico numeroso. Ha quindi ricordato l’impegno costante della Comunità degli Italiani di Draga di Moschiena e dell’Università Popolare di Trieste nella promozione culturale durante tutto l’arco dell’anno, citando tra le iniziative anche il tour di Tullio De Piscopo. Nel suo intervento, Edvino Jerian ha posto l’accento sulla qualità musicale proposta dalla band, sottolineando come la loro ricerca artistica, incentrata sulla chitarra acustica, abbia restituito centralità a uno strumento spesso relegato ai margini di alcune produzioni contemporanee. Il quartetto ha saputo reinterpretare e innovare repertori trasversali con un linguaggio raffinato, che valorizza appieno il potenziale espressivo della formazione strumentale.

Relazioni culturali trasfrontaliere
Paolo Rovis ha inserito l’iniziativa nel quadro delle misure sostenute dalla Regione Friuli Venezia Giulia, richiamando la legge regionale 16 del 2014, che finanzia interventi a favore delle comunità italiane all’estero, in particolare nei territori di Slovenia, Croazia, Montenegro e Serbia. Ha evidenziato il valore dell’evento non solo dal punto di vista artistico, ma anche come strumento di rafforzamento dei legami linguistici e culturali tra realtà affini. Ha inoltre anticipato l’apertura del concerto con tre brani eseguiti da Riccardo Staraj e dalla “Midnight Blues Band”, cogliendo l’occasione per ringraziare il Segretario Generale dell’UPT, Fabrizio Somma, e la referente dell’ente, Susanna Isernia, per il lavoro organizzativo svolto.
I membri del quartetto hanno confermato l’importanza della collaborazione con gli enti locali, sottolineando il valore del sostegno ricevuto e annunciando l’inserimento di nuovi arrangiamenti nel programma della serata, proposti in prima esecuzione assoluta. Dopo Abbazia, il gruppo si appresta a intraprendere una tournée in Sud America, con tappe in Brasile e in altri Paesi dell’area, per poi fare ritorno in Italia con un concerto previsto a Trieste il prossimo 18 novembre.

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