L’artigianato sloveno in mostra a Fiume

L’esposizione allestita negli spazi di Palazzo del governo presenta la nascita e l’evoluzione dei mestieri tipici del sud-est della Slovenia, lungo il confine con la Croazia, ovvero delle regioni di Kočevje, Kostel, Osilnica e Loški Potok

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L’artigianato sloveno in mostra a Fiume

Al Museo di Marineria e Storia del Litorale croato di Fiume è stata inaugurata la mostra “Artigianato. Una panoramica di alcuni mestieri a Kočevje, Kostel, Osilnica, Loški potok e nella valle di Ribnica” proposta dal Museo del territorio di Kočevje e dal Museo di Ribnica in collaborazione con l’ente museale fiumano. Gli autori dell’allestimento sono Živa Ogorelec (Pokrajinski muzej Kočevje), Polona Rigler Grm (Muzej Ribnica) e Nikša Mendeš del Museo fiumano, mentre la curatrice è Ivana Šarić Žic, sempre dell’ente fiumano.

Kupa, un fiume che unisce

A salutare i presenti è stata la direttrice del Museo di Marineria e Storia del Litorale croato, Nikolina Radić Štivić, la quale ha osservato che il fiume Kupa, che segna il confine tra la Slovenia e la Croazia, non è un fiume che divide, bensì unisce. “Una testimonianza dei legami che ci uniscono con la vicina Slovenia sono anche gli oggetti tratti dal nostro fondo museale, prodotti dagli artigiani sloveni e presentati nell’ambito dell’allestimento”, ha precisato la direttrice, osservando come l’artigianato è oggigiorno un’arte in via d’estinzione che si mantiene grazie all’impegno di persone che continuano a coltivarlo.

Vesna Jerbič Perko, direttrice del Museo del territorio di Kočevje, ha ricordato che l’ente collabora con il Museo fiumano dal 2017 e ha espresso l’augurio che i due enti realizzino nuovi progetti insieme. La capodipartimento per la Cultura, lo Sport e la Cultura tecnica della Regione litoraneo-montana, Sonja Šišić, si è detta compiaciuta della proficua collaborazione tra le istituzioni slovene e quella fiumana e del nuovo allestimento che “offre uno sguardo sul nostro passato e sulle tradizioni che stanno scomparendo”. Ha infine inaugurato ufficialmente la mostra.

Sonja Šišić, Nikolina Radić Štivić e Vesna Jerbič Perko

L’avvento dell’industrializzazione

Ha fatto seguito una breve visita dell’allestimento, guidata da uno degli autori della mostra, Živa Ogorelec, la quale ha spiegato che in Slovenia la nascita dell’artigianato è legata alla produzione di attrezzi, armi, vasellame, gioielli, ecc. Già nel XIV secolo gli artigiani cominciarono a riunirsi in gilde. Queste associazioni di artigiani vennero abolite dopo la costituzione delle provincie illiriche per favorire un’economia più libera. Dopo la caduta di Napoleone, l’Impero austriaco iniziò ad appoggiare l’industrializzazione, senza però trovare una soluzione soddisfacente per gli artigiani e le loro associazioni. La legge sui mestieri, del 1860, favorì la libertà nell’artigianato e introdusse dei criteri generali. Nonostante la nuova legge, l’industrializzazione, la ferrovia e la concorrenza di prodotti stranieri a prezzi più bassi segnarono un costante declino dell’artigianato, che si accentuò ulteriormente dopo la Seconda guerra mondiale, quando numerose botteghe di artigiani furono costrette a chiudere.

Il vasellame d’argilla

Il progetto espositivo allestito nell’atrio del Palazzo del governo presenta la nascita e l’evoluzione dei mestieri tipici a sud-est della Slovenia, lungo il confine con la Croazia, ovvero nelle regioni di Kočevje, Kostel, Osilnica, Loški Potok e nella valle di Ribnica. In un paesaggio carsico e coperto di foreste, la scarsità del terreno fertile e un clima rigido hanno influito sulla nascita di mestieri oggigiorno per la maggior parte estinti. Gli abitanti di quelle zone, come pure quelli sulla riva croata della Kupa, si occupavano in passato soprattutto di vendita di prodotti artigianali a domicilio. Vendevano piccoli oggetti di legno, stoffa, tessuti grezzi, vasellame di argilla, giochi d’azzardo, ma anche materiale illegale.

I carri in legno

Una fonte di guadagno

Un ruolo importante in questo contesto lo ebbero il porto di Buccari e successivamente anche quello di Fiume, la cui vicinanza influì notevolmente sull’economia di quelle zone della Slovenia. A Fiume e a Buccari vendevano i loro prodotti soprattutto i merciai ambulanti provenienti dal circondario di Kočevje, mentre a partire dal XVIII secolo la loro attività si ampliò in quanto acquistavano pure frutta meridionale e materie prime dall’estero per venderle nell’entroterra. Alla mostra sono presentati ben undici mestieri estinti che per secoli erano fonte di guadagno degli abitanti di quella parte della Slovenia: la produzione della calce, di calzature, di cappelli in pelliccia di ghiro (la cosiddetta “polhovka”), la macinatura nei mulini, la fabbricazione di mezzi di trasporto, di mattoni, stoffe e coperture di tetti in legno, di botti, tessuti e la manutenzione delle seghe (questi artigiani venivano chiamati “žagmojstri”).

Nell’ambito della mostra è stata presentata anche una parte del fondo del Museo fiumano, ovvero oggetti fabbricati a Ribnica che si potevano acquistare nelle fiere che si tenevano nel circondario di Fiume.

Un paio di scarpe indossate da un bambino

La mostra rimane in visione fino al 5 maggio prossimo.

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