In una giornata di autunno, tra i grigi palazzi di Zagabria, l’arte è uscita dai musei e dai tradizionali spazi espositivi per occupare le strade, affermandosi come parte della quotidianità dei cittadini. Dialogo e interazione incessante tra spazi urbani e opere, coinvolgimento e rivendicazione dei luoghi pubblici come territorio della collettività: in questo contesto si collocano gli interventi di Antonio Della Guardia, che con due installazioni artistiche si è insediato nel centro della capitale croata. Si tratta di “For Practices of a New Reality” (“Per delle pratiche di nuova realtà”) e di “Permanent Illusion” (“Illusione Permanente”), dislocate in due punti centrali della città. Antonio Della Guardia, artista salernitano che ha presentato le sue opere in vari Paesi del mondo, attraverso installazioni, fotografie, performance e progetti partecipativi indaga e decostruisce le forme interiorizzate di relazione con lo spazio urbano e con il tempo di produzione. “For Practices of a New Reality” e “Permanent Illusion” hanno preso vita a Zagabria grazie a Benedetta Casini, curatrice e ricercatrice bolognese che fa parte del consiglio curatoriale di BIENALSUR-Bienal Internacional de Arte Contemporáneo del Sur, con sede a Buenos Aires. Le installazioni si inseriscono all’interno della programmazione della quinta edizione di BIENALSUR, biennale transnazionale di arte contemporanea che si contraddistingue per il suo approccio innovativo e globale, sviluppata dall’ Università Nazionale di Tres de Febrero e organizzata in collaborazione con la Fondazione Foro del Sur.
Immaginare la città
Abbiamo parlato con Benedetta Casini, che ci ha illustrato il progetto e svelato il significato delle installazioni. “BIENALSUR nasce in Argentina nel 2017, ed ogni due anni presenta progetti di artisti internazionali in diverse istituzioni del mondo”, ci ha spiegato la curatrice, aggiungendo: “Questa è la seconda volta che lavoriamo con Zagabria. Il primo progetto lo abbiamo fatto nel 2023, con l’artista argentino Juan Ignacio Cabruja che aveva fatto un intervento sulla facciata del Museo Nazionale di Arte Moderna. Quest’anno invece abbiamo presentato due interventi dell’artista italiano Antonio Della Guardia, che tra l’altro è stato selezionato quest’anno tra i partecipanti della Quadriennale di Roma, aggiudicandosi il premio giovane arte”. I due interventi di Della Guardia a Zagabria – “For Practices of a New Reality” e “Permanent Illusion” – sono stati presentati lo scorso 28 novembre alla presenza, tra gli altri, dell’ambasciatore d’Italia in Croazia Paolo Trichilo. “In ‘For Practices of a New Reality’ la facciata del Museo Nazionale di Arte Moderna, attualmente in restauro, è diventata nuovamente il fulcro del nostro intervento – ha continuato Casini – abbiamo immaginato di presentare un progetto che potesse intervenire nell’esistente. Della Guardia presenta queste coperture, delle impalcature su di una delle due facciate del Museo, sulle quali troviamo una serie di frasi e disegni inediti dell’artista pensati proprio per la città di Zagabria, volti ad invitare i passanti a riscoprire lo spazio urbano in modo immaginifico”. Questi disegni e frasi fanno riferimento ad alcuni luoghi della città, in particolare ad una vecchia casa sulla via Frankopan; al parco Franjo Tuđman; al quinto lago situato nel parco Maksimir; alla piazza Kvaternik; e al Ponte della Libertà. “Abbiamo fatto un primo sopralluogo a Zagabria lo scorso giugno, durante il quale Della Guardia ha individuato questi punti della città che gli sembravano particolarmente interessanti per una rivisitazione. E proprio questi punti sono stati da lui messi in relazione a delle azioni immaginifiche; si parla di esercizi performativi, che in qualche modo l’artista compie e poi chiede agli abitanti della città di compiere a loro volta. L’idea è che chi passa davanti alla facciata del Museo possa leggere queste frasi, guardare questi disegni e poi, nella vita quotidiana, quando si ritrova in questi snodi urbani, effettivamente agire e compiere in prima persona queste azioni che in qualche modo sono legate all’idea di transitare la città non soltanto in modo funzionale ma di interagire con essa e di poter liberare l’immaginazione nel farlo. Questo tipo di lavoro rientra in una pratica che è molto legata all’idea di produttività, di come l’uomo contemporaneo è in qualche modo assuefatto dalle logiche di produttività, per cui entra in un flusso incosciente di azioni che lo opprimono; i lavori dell’artista perciò cercano di interrompere questa inerzia”, ha spiegato Casini.
Decostruire il potere
L’installazione “Permanent Illusion”, dopo essere stata inizialmente allestita nello spazio dell’Oktogon, si trova esposta oggi nelle vetrine dell’Istituto Italiano di Cultura. “Lo spazio dell’Oktogon è inserito nell’edificio che un tempo ospitava la sede della Prima Cassa di Risparmio Croata. Nel sopralluogo della location abbiamo individuato questo tavolo ovale che era probabilmente dedicato a riunioni dei manager della banca, e dunque Della Guardia, che lavora sulle tematiche del lavoro e della produttività, ha immaginato un intervento pensato proprio per questo tavolo. L’installazione è composta da 18 fotografie polaroid che interagiscono con 18 pietre di pirite. Queste fotografie raffigurano delle gestualità, si vedono delle mani che stanno compiendo dei gesti, mani che l’artista ha estratto da video di capi di stato di diversi Paesi del mondo. Ci sono, ad esempio, Trump, Milei, Putin… Le fotografie sono posizionate in modo adiacente alle piriti e quindi si specchiano: in questo modo si va a rompere il gesto e lo si snatura. Non si tratta più di un gesto autoritario ma di un gesto immaginifico. Per esempio, un indice puntato diventa un indice che si incontra con un altro indice in modo giocoso. Questo tipo di lavoro tende a decostruire dei gesti di produttività, di autorevolezza, di potere e li rende in qualche modo ludici, immaginifici e giocosi”, ci ha spiegato la curatrice. Caso vuole, ha aggiunto, che la pirite venga chiamata anche oro degli stolti: “è una pietra che assomiglia molto all’oro, ed originariamente i minatori inesperti la associavano all’oro, vendendola e rimanendo quindi delusi dal poco valore che effettivamente aveva. L’utilizzo di questa pietra nell’installazione ci vuole implicitamente indicare che il successo e il potere economico e politico sono in realtà un’illusione, un qualcosa a cui corriamo dietro nella nostra vita ma che una volta raggiunto poi si sgretola”.
“For Practices of a New Reality” – salvo condizioni meteorologiche particolarmente avverse – rimarrà allestito fino al 6 gennaio, mentre “Permanent Illusion” sarà esposto fino al 7 febbraio.


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