L’Arena di Pola accende i riflettori sul Festival del film

Inaugurata la 73ª edizione della kermesse cinematografica che fino al 17 luglio prossimo celebrerà la settima arte 

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L’Arena di Pola accende i riflettori sul Festival del film
Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

Con la breve e sentita cerimonia d’apertura e la proiezione del blockbuster croato “Svadba” (Matrimonio), è stato dato il via in una gremita Arena alla 73esima edizione del Festival del film di Pola, quest’anno sotto lo slogan “Svemir je u nama” (L’universo è dentro di noi).

L’inaugurazione di questa principale manifestazione cinematografica nazionale è iniziata alle 21.15, e un’ora prima dinanzi all’Anfiteatro, dov’è stato allestito il red carpet per le stelle cinematografiche e ospiti, a riscaldare l’atmosfera è stata l’Orchestra di fiati della Città di Pola. Tra le autorità presenti anche il sindaco Peđa Grbin, il presidente della Regione istriana, Boris Miletić, il consigliere speciale del presidente della Repubblica di Croazia per la cultura, Zdravko Zima, il deputato al Sabor, Anton Kliman, la ministra della Salute, Irena Hrstić e il segretario di Stato presso il Ministero della Cultura e dei Media, Krešimir Partl.

Foto Sasa Miljevic/PIXSELL

La cerimonia, concepita dalla regista Kristina Grubiša, è iniziata con il lato poetico dello scrittore istriano Daniel Načinović, con le interpretazioni di tre attori polesi, Luka Mihovilović, Nika Ivančić e Lara Živolić, che hanno letto altrettante rime sul tema della Pola antica e tratte dalla collana “Uvojci zlatnog runa” (Riccioli del vello d’oro). I recital sono stati accompagnati da Rocco Vlačić, allievo della Scuola di musica “Ivan Matetić Ronjgov” di Pola, che ha suonato il tradizionale strumento istriano mih.

A intonare l’inno nazionale croato e quello dell’Istria è stata la quattordicenne cantante polese Zoe Šestan (due anni fa ha vinto il Festival di Sanremo Junior), con l’accompagnamento al pianoforte del cantautore istriano Bruno Krajcar. Sul finire ad esibirsi è stato un altro noto cantautore di casa, Livio Morosin, con la sua celebre canzone “More dimboko, nebo visoko”, accompagnato alle tastiere da Anica Franjul e dai giovani promettenti musicisti Vasja Šumonja, Toni Drandić, Masimo Lazarić e Gabriel Radović. L’esecuzione è stata arricchita dal flash mob di ben 150 cantanti dei cori polesi riuniti.

Il programma è stato presentato dalla conduttrice televisiva Marina Validžić e dal critico cinematografico Boško Picula.

Va detto infine che nell’Anfiteatro polese sarà premiato l’ottocentomillesimo spettatore del lungometraggio “Svadba” di Igor Šeregi, sinora visto nei cinema croati da ben 799.080 persone, il che rappresenta il record di presenze in assoluto dopo il film “Kako je počeo rat na mom otoku” di Vinko Brešan, che sarà proiettato sempre in Arena mercoledì prossimo (il 16 luglio, penultima serata del Festival), che quest’anno celebra il 30esimo anniversario della sua uscita.

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