La Traviata fiumana sbarca a Pola

Il nuovo allestimento dell’opera verrà presentato al Teatro popolare istriano

Aljaž Farasin e Anamarija Knego

L’Opera del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” proporrà oggi alle ore 20 al Teatro popolare istriano – Teatro cittadino di Pola l’opera “La Traviata” di Giuseppe Verdi. Lo spettacolo sarà diretto dal Maestro Valentin Egel, il concetto, la drammaturgia e la regia sono firmate da Marin Blažević, la coreografia, come pure la regia, da Mila Čuljak e Michele Pastorini. L’assistente alla regia è Sofija Cingula, docente all’Accademia di Musica di Pola dove insegna canto. I ruoli sono interpretati da Anamarija Knego, Aljaž Farasin, Kevin Greenlaw, Sofija Cingula, Ivanica Vunić, Emilia Rukavina, Mirna Vidović, Filip Filipović e altri, con l’accompagnamento dell’Orchestra sinfonica di Fiume e del Coro dell’Opera. Lo spettacolo ha avuto la sua première nel Teatro fiumano l’8 febbraio scorso

 

La rappresentazione del 1853
Ispirata al romanzo di Dumas “La signora delle camelie”, “La Traviata” è senza dubbio una delle opere più celebri e amate dal pubblico. È interessante il fatto che Verdi e il librettista Francesco Maria Piave, in occasione della prima rappresentazione al Teatro La Fenice a Venezia, il 6 marzo 1853, insistettero affinché la trama venisse collocata nell’epoca contemporanea, ma la direzione del Teatro rifiutò e preferì collocarla nel passato. A causa della critica alla società borghese, l’opera, nei teatri di Firenze, Bologna, Parma (10 gennaio 1855 nel Teatro Regio di Parma come Violetta), Napoli e Roma, fu rimaneggiata dalla censura e messa in scena con alcuni pezzi totalmente stravolti. Sempre per sfuggire alla censura, l’opera dovette essere spostata come ambientazione cronologica dal XIX al XVIII secolo. Anche se le prime esecuzioni non ebbero successo e furono accompagnate pure da accese polemiche per il contenuto ritenuto scabroso all’epoca, “La Traviata” riuscì a superare tutte le critiche per diventare con il passare dei decenni una delle opere più eseguite sui palcoscenici di tutto il mondo, che continua a conquistare il pubblico con una delle scene più difficili (“È strano! Ah, fors’è lui”) e più tragiche (“Addio del passato”) per la voce di soprano nella storia dell’opera, il celebre brindisi (“Libiamo ne’ lieti calici”) e i numerosi duetti e cori.

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