La tradizione orale dell’isola di Lussino

Nell’ambito delle manifestazioni «Losinava» si è tenuta la conferenza dello studioso Vedran Vukotić

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La tradizione orale dell’isola di Lussino
Lucio Jurjako e Vedran Vukotić. Foto: ARLEN ABRAMIĆ

Nell’ambito delle manifestazioni di fine estate raggruppate sotto il titolo “Losinava” dal quale si deduce che i programmi sono strettamente collegati al mare e alla lunga storia marinaresca dei lussignani, il Club dei marittimi di Lussinpiccolo ha organizzato un evento molto interessante che ha attirato un foltissimo e attento pubblico nell’atrio del Museo dell’Apoxiòmenos, adibito a vari eventi.
La conferenza, preparata e presentata dal giovane studioso lussignano Vedran Vukotić, dal titolo “Crtice usmene predaje o Lošinju” (Cenni di tradizione orale su Lussino), raccoglie piccoli fatti veramente accaduti che mostrano l’ingegno e la tenacia dei lussignani sia per quanto riguarda la navigazione che il miglioramento della vita nella cittadina di Lussinpiccolo durante i secoli.
Vukotić si è soffermato su quanti piccoli cantieri navali c’erano, sulle navi in legno costruite sull’isola, che navigavano a vela per i mari del mondo andando incontro a temporali e burrasche, su quali merci e novità portavano a Lussino come per esempio i bachi da seta e piante esotiche, su alcuni naufragi che non hanno causato vittime umane, sul perché la scalinata del Bardina che va dalla piazza al piazzale della chiesa ha le scale larghe e basse (a passo d’asino), sul piazzale del Duomo dalle piastrelle bianche e nere che raccoglieva l’acqua piovana nell’enorme cisterna sottostante dalla quale veniva portata l’acqua per la popolazione fino in piazza, ecc. Il folto pubblico ha applaudito a lungo al termine della conferenza facendo anche qualche domanda per sapere di più su qualche dettaglio.

Il folto pubblico presente.
Foto: ARLEN ABRAMIĆ

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