La tradizione e l’amore, il nostro futuro

I partecipanti alla serata capodistriana

CAPODISTRIA | Una Sala protocollare “San Francesco” gremita, entusiasmo e trasporto degli interpreti, due conduttrici come sempre spigliate e un’aria di festa. È stato questo il clima della tappa capodistriana del Concorso “Dimela cantando”. Effettivamente i musicisti e gli autori si sono impegnati prima di tutto per rimanere fedeli nei testi all’Istroveneto e poi per portare in scena il loro amore per l’Istria, per Fiume e per la nostra regione in generale. Sono stati accompagnati dal vivo da un’Orchestra formata da stimati professionisti.

Brevi e mirati gli interventi delle autorità. A nome dell’organizzatore principale dell’evento a Capodistria, il Centro culturale “Carlo Combi”, ha preso la parola il suo direttore, Kristjan Knez, che ha voluto essere in controtendenza e ha parlato in italiano in una serata consacrata al dialetto. Ha rilevato come questo evento culturale sia strettamente legato alle nostre tradizioni e alla lingua che tutti parliamo. Ha sottolineato l’importanza della manifestazione a cui la CAN Costiera e il Centro Combi hanno sempre collaborato con entusiasmo. Sul palco è salito poi il deputato italiano al parlamento sloveno, Felice Žiža, che ha rimarcato a sua volta come il Festival canoro sia un evento importante, che rimarca il senso della nostra soggettività e tradizione. Ha ringraziato gli organizzatori dell’UI e ha voluto sottolineare, in particolare, il ruolo della responsabile per il settore culturale, Marianna Jeličič Buić.

Perfettamente a suo agio sul palco, dove ha scherzato con le conduttrici, Bruna Alessio e Rosanna Bubola, il vicesindaco capodistriano, Mario Steffè, che ha porto i saluti della Città e della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio”, co-organizzatrice di “Dimela cantando” per Capodistria, con il supporto della CAN comunale e del Ministero della cultura sloveno. Per l’UI, rappresentata in sala dal presidente, Maurizio Tremul, è intervenuto il vicepresidente della GE, Marko Gregorič. Dopo aver espresso soddisfazione per la registrazione in Slovenia del dialetto istroveneto come bene immateriale, ha definito il Festival una delle manifestazioni più riuscite dell’Unione Italiana, con massicce partecipazioni ai Concorsi letterario, video e canoro.

Le canzoni sono state dedicate, come tradizione, all’amore, ai nostri luoghi e al loro futuro. Il premio del pubblico capodistriano è andato a Gianni Pellegrini per la canzone “Ma cosa son per ti”, scritta da Massimo Seppi (musica dello stesso Pellegrini, arrangiamento di Edoardo Milani). Posti d’onore per Stefano Hering con “Ulisse” e per Francesco Squarcia, che ha cantato “Me manca da morir el tuo mu… museto”. Molto apprezzato l’intermezzo durante le operazioni di voto, con il concerto di Sergio Pavat e dalla sua Orchestra istriana.

Al termine il pubblico è apparso soddisfatto, sebbene non sia mancato qualche appunto per la qualità dell’audio in sala.

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