La storia nell’obiettivo di Virgilio Giuricin

Pubblicata una monografia in occasione dei 65 anni di creatività del Maestro rovignese della fotografia

Virgilio Giuricin

Una pubblicazione che racconta le tante sfaccettature di un artista capace di esprimere la poesia attraverso la fotografia, di unire la bellezza estetica classica con la dinamica dell’avvenimento.
Si presenta così l’imponente monografia di oltre 500 pagine “Virgilio Giuricin – La memoria attraverso il tempo”, a cura di Višnja Slavica Gabout e Tullio Vorano, edita dall’Unione Italiana di Fiume, in occasione della facoltosa ricorrenza del 65.esimo anniversario di attività creativa, culturale e promozionale del Maestro della fotografia, il rovignese Virgilio Giuricin (classe 1934). Il volume – dedicato alla consorte Eufemia –, che analizza i tredici lustri di continua e intensa attività artistica, contraddistinta da una moltitudine di riconoscimenti e mostre, sarà presentato il 15 settembre al Centro Multimediale di Rovigno, in occasione della celebrazioni di Sant’Eufemia e della Giornata della Città. La presentazione della monografia sarà anticipata (il 14 settembre), alla Galleria Battana, dalla mostra con una sessantina d’immagini monocromatiche e a colori dell’autore, con tema la collaborazione con la stampa, argomenti sociali e l’Isola Calva.
Personalità poliedrica, Virgilio Giuricin è uno dei fotografi della Croazia e tra i connazionali più conosciuti. La sua arte si è imposta anche a livello internazionale. Uno status più che meritato, data la sua ricca produzione dettata da un intenso stile espressivo, dovuto principalmente al suo caratteristico approccio visivo.

La copertina della monografia dedicata a Giuricin

Attento percorso artistico
La monografia nelle sue 500 pagine si dipana come un attento percorso artistico della lunga e straordinaria carriera di Giuricin. I due autori, Višnja Slavica Gabout e Tullio Vorano, affrontano tutti gli aspetti artistici dell’autore, a iniziare da quello di fotografo, poi fotocronista, operatore museale, maestro della fotografia, in seguito affermato e distinto gallerista, personaggio politico nell’ambito della Comunità italiana e, non ultimo, padre di famiglia.
Nella monografia sono riportate le serie di immagini che maggiormente hanno segnato la sua produzione, ovvero i paesaggi istriani, il patrimonio artistico, i camini rovignesi e istriani, le miniere di Arsia con i minatori dell’Albonese. E poi ancora la cronaca quotidiana, raccontata attraverso il linguaggio delle fotografia, il ciclo legato all’Isola Calva, la serie di astrazioni, l’Etna, i numerosi viaggi intrapresi, fino al dialogo con la natura e l’ambiente.
Legato emotivamente al territorio istriano, Giuricin trae ispirazione dai suoi paesaggi e dai suoi ambienti, dalle luce particolare e dai riflessi luminosi di cui riesce a tradurre le suggestioni dando prova di grande raffinatezza riuscendo in più a cogliere con sapienza la spirito che caratterizzerà le varie vicende umane con le quali viene in contatto e che egli interpreta e racconta non mancando di infondere loro una nota lirica.
Un tiratore scelto
Tullio Vorano lo presenta come un “tiratore scelto” che non preme mai l’otturatore a caso, scattando migliaia di foto, bensì è un’artista che “immagina l’immagine” molto prima di riprenderla. In altre parole, aspetta con pazienza che si siano create le condizioni desiderate e soltanto allora, dopo aver creato l’immagine, preme il pulsante.
La monografia è arricchita anche dalle immagini che Virgilio Giuricin inviava alla redazione de La Voce del Popolo, di cui, rammentiamo, è stato per 35 anni collaboratore esterno in qualità di fotoreporter. Sono scatti da cui si intuisce subito che dietro all’obbiettivo si cela l’occhio non solamente di un fotoreporter di gran calibro ma anche quello di un vero artista, attento all’estetica dell’inquadratura e dell’immagine.

Una delle foto artistiche di Virgilio Giuricin

Vittima etnica
Nel volume si accenna anche all’episodio amaro della sua carriera legato al 1986, quando fu accusato di spionaggio. Giuricin trascorse 365 giorni in carcere con 5 capi d’accusa, tra cui quello di spionaggio a favore dell’Italia. È stato un periodo molto difficile non solo per l’artista, ma per l’intera famiglia. In seguito è stato assolto dal Tribunale militare supremo dell’allora JNA (Armata Popolare Jugoslava) da tutte le imputazioni. In realtà – come scrive l’On. Furio Radin nella prefazione del volume –, Virgilio Giuricin è stato una vittima etnica del sistema jugoslavo e la sua vicenda giudiziaria rappresenta uno dei punti moralmente più bassi di quell’ideologia. Una storia intrisa di risvolti etnici, essendo la famiglia Giuricin da sempre molto attiva nella Comunità italiana. Secondo molti, quell’accusa voleva essere un monito verso l’intera Comunità Nazionale Italiana di queste terre, per tutti coloro che con caparbietà difendevano l’identità italiana. Dopo il disfacimento della Jugoslavia, Giuricin richiese un indennizzo per i danni materiali e morali e dopo 27 anni di battaglie giuridiche fu risarcito.
I patrocinatori della pubblicazione sono il Ministero alla Cultura della Repubblica di Croazia, il Consolato Generale d’Italia a Fiume, la Città di Rovigno, l’Unione Italiana di Fiume e l’Università Popolare di Trieste.

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