La storia di Fiume da un altro punto di vista

Nell’Aula municipale è stato presentato il volume della statunitense Dominique Kirchner Reill, impegnata nello studio degli eventi del ‘900 in Italia e nei Balcani

Vojko Obersnel, Dominique Kirchner Reill e Tvrtko Jakovina

La Città di Fiume ha organizzato un incontro con la storica statunitense Dominique Kirchner Reill, nell’ambito del quale è stato presentato l’ultimo lavoro della studiosa, incentrato sulla storia di Fiume negli anni immediatamente successivi alla fine della Prima guerra mondiale, con una diversa prospettiva anche sull’impresa dannunziana. La lezione è stata condotta in lingua inglese e trasmessa in diretta sul canale YouTube della Città di Fiume.

Dominique Kirchner Reill

Una storia interessante

L’incontro è stato introdotto dal sindaco uscente di Fiume, Vojko Obersnel. “Credo che è ormai noto a tutti che quella di Fiume è una storia interessante, ne è prova il fatto che nell’arco di due settimane possiamo presentare due libri che trattano dello stesso periodo”, ha dichiarato, riferendosi alla recente presentazione della traduzione croata del volume “La città contesa. Fiume 1918-1924. Un lustro e più di lotte e rivolte” di Giacomo Scotti, tenutasi la settimana scorsa. L’idea di organizzare un incontro con la studiosa statunitense, ha aggiunto, era nata su iniziativa dello storico e scrittore croato Tvrtko Jakovina, professore ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Zagabria. “Gli studiosi – ha proseguito Obersnel – spesso analizzano gli eventi storici da prospettive diverse, assumendo differenti punti di vista. Il loro lavoro è pertanto prezioso, in quanto portano a nuove conoscenze”. Il professore Jakovina ha in seguito introdotto l’intervento di Dominique Kirchner Reill con alcuni cenni biografici dell’autrice, da anni impegnata nello studio della storia del Novecento in Italia e nei Paesi dei Balcani.

La copertina del libro

Il periodo del «corpus separatum»

L’autrice ha presentato il volume “The Fiume crisis: life in the wake of the Habsburg Empire” a partire dalla spiegazione del titolo e, nello specifico, della scelta di utilizzare il termine “Fiume” piuttosto che “Rijeka”. “Ho optato per ‘Fiume’ perché non mi riferisco alla ‘Rijeka’ di oggi”, ha spiegato la studiosa. “Non mi riferisco – ha puntualizzato – all’intero territorio della città, ma al ‘corpus separatum’”. Per questo motivo, alcuni quartieri, tra cui quelli di Sušak e Cantrida, non sono inclusi nel lavoro. La storica ha inoltre sottolineato che si tratta di un volume scritto per il pubblico statunitense, piuttosto che per lettori che sono già a conoscenza di questo periodo della storia di Fiume.

Al termine della presentazione del volume, il professore Jakovina ha condotto una discussione con il pubblico. Ricollegandosi al precedente lavoro della Kirchner Reill, “Nationalists who feared the Nation: Adriatic multi-nationalism in Habsburg Dalmatia, Trieste, and Venice”, lo storico croato ha osservato il cambiamento di prospettiva della studiosa rispetto al volume presentato ieri. Rispondendo alla domanda di Jakovina riguardo alle motivazioni di tale scelta, la Kirchner Reill ha spiegato che è stata provocata dalla realizzazione della ricchezza del materiale storico relativo all’impresa dannunziana presente nell’Archivio storico di Fiume che, una volta portato alla luce, offre una diversa prospettiva, permettendo di osservare quel periodo di storia non come la “crisi dannunziana” (D’Annunzio crisis), come spesso capita, bensì come la “crisi di Fiume” (Fiume crisis).

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