«La premier», un libro per non dimenticare

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«La premier», un libro per non dimenticare
L’ex premier Jadranka Kosor. Foto: SRECKO NIKETIC/PIXSELL

Voglia di dialogo delicato, consistente e piacevole sulla scena politica, come quello con cui Jadranka Kosor, ex premier croata si è dimostrata abile protagonista: è da qui che è nata la motivazione che ha spinto la casa editrice Ljevak a pubblicare “La premier” (Premijerka), libro della prima donna diventata capo di governo nella Repubblica di Croazia, con grande meraviglia esternata da parte del redattore responsabile. “Non si era mai incontrata una così corretta padronanza della lingua letteraria in alcun politico croato”: così si era pronunciato aprendo le porte alla divulgazione pubblica di un volume che sta assumendo le credenziali da bestseller a livello nazionale. L’epidemia da Covid aveva chiuso le porte alla sua presentazione sulla scena politico-culturale, limitandola a un’unica promozione nella capitale croata e poi nulla più. Adesso, invece, in concomitanza con il 9 maggio, Giornata della vittoria e dell’Unione europea, la (ex) premier è sbarcata a Pola per una nuova anteprima, raccontare e raccontarsi, recuperare gli anni difficili dell’ingresso (abbondantemente osteggiato), della Croazia nella famiglia europea “narrando i fatti – parole di Jadranka Kosor – affinché non vengano dimenticati o storpiati”, ma anche per svelare la storia della propria infanzia, adolescenza, gioventù, sulla strada che da Lipik l’ha portata ai Banski dvori, al vertice del potere della Repubblica di Croazia.

Petar Čurić, Jadranka Kosor, Nevio Šetić, Mirjana Radetić Pajić.
Foto: ARLETTA FONIO GRUBIŠA

Memorie storico-politiche
L’incontro-presentazione con Jadranka Kosor e il suo libro di memorie storico-politiche collettive e personali è stato proposto in ambiente universitario dall’Ateneo “Juraj Dobrila”, organizzato e moderato da Petar Čurić, in presenza del presidente della Regione Boris Miletić e del sindaco di Pola, Filip Zoričić. Ai benvenuti della vicerettrice Mirjana Radetić Pajić, è seguita l’esaustiva presentazione dell’opera da parte di Nevio Šetić, docente della Facoltà di Filosofia, già personaggio di spicco nelle file dell’HDZ. Jadranka Kosor è per quest’ultimo un “fenomeno della politica”, meritevole di aver spinto il vento in poppa verso l’integrazione europea, di avere rivestito un ruolo importante nell’affermazione della parità dei generi, nella lotta contro la corruzione, divenendo senz’ombra di dubbio la donna più meritevole della moderna storia politica croata. “Premijerka”, come sentito, è un libro di scorrevole lettura, che va letto perché rivela il successo avuto da Jadranka Kosor con il superamento degli ostacoli verso l’Europa, per i buoni rapporti instaurati con la Slovenia; fa scoprire una donna dal carattere forte, energico, che conquista con la propria laboriosità, ma allontana coloro che non hanno voglia di rimboccare le maniche. “Nella mia carriera politico-universitaria – così Nevio Šetić – non ho mai incontrato tanto entusiasmo, eccezion fatta per il primo presidente croato Franjo Tuđman che aveva riconosciuto in Jadranka Kosor un esempio di rettitudine, avviandola alla politica.”

Fatti ed emozioni
Si reputa che gli storici e gli studiosi potranno trovare in queste pagine testimonianze di fatti e avvenimenti importanti, le donne e i giovani tante emozioni di un’autrice che prima della propria affermazione ha dovuto lottare contro un ambiente fatto di pregiudizi e barriere. Il libro non sarebbe soltanto un vademecum e un omaggio alle donne in politica, ma un esempio di comportamento etico, che introdurrebbe alti standard nella cultura e nel comportamento politico. L’allusione è stata chiara, puntando il dito sull’inutilità di certi confronti personali tra leader di Stato, che non giovano sicuramente all’interesse pubblico. Jadranka Kosor, dopo aver investito tanto nel futuro della nazione, era stata espulsa dall’HDZ, ma, secondo giudizio di Šetić, ha sempre reagito con signorilità, in maniera civile e corretta pur sapendo rispondere pan per focaccia nei limiti di un atteggiamento accettabile, da vero talento della politica. (La Kosor era giornalista alla radio croata prima di dedicarsi alla politica; n.d.a.)

La presentazione del libro.
Foto: SRECKO NIKETIC/PIXSELL

Le ascese e le cadute
In fin dei conti è la stessa autrice ad ammettere che il suo è un racconto sulla crudezza della politica, sulle ascese e sulle cadute, sui successi e sugli errori, sulla pazienza e sulla diplomazia. Una strada che la Kosor, confessa, non si pente di aver percorso, appagata quanto mai da quella firma apposta a nome della Croazia al contratto d’integrazione alla comunità del vecchio continente, deposta negli archivi delle Nazioni Unite. Una traccia che nessuno potrà cancellare. Gli anni dell’ingresso croato nell’Ue sono stati ripercorsi ieri dalla Kosor, facendo significativo cenno di saluto anche a Ivan Jakovčić (presente in sala), ex europarlamentare ed ex leader della Regione istriana, territorio che la medesima loda e apprezza per l’ospitalità sempre ampiamente dimostrata.

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