La Pola di una volta tra cinema e divertimento

David Orlović, Daniel Rafaelić (il presentatore) e Sanela Pliško

Politeama Ciscutti, Casinò Marina, Bioscopio Elettrico Nazionale (Edison, Croce Rossa, Nazario Sauro, Italia), Excelsior (Minerva, Trianon), Internazionale (Leopold, Savoia), Ideal, Eden (Garibaldi), Nazionale, L’Alhambra (Mondial, Sala Umberto), Impero e Arena: tutte le sale cinematografiche, con tutti i nomi apparsi in ordine cronologico dalla fondazione al 1943, in una gustosissima carrellata storica sul divertimento e lo spettacolo tra le due guerre mondiali, nel quarto numero della rivista “Vremeplov” (La macchina del tempo) pubblicata dall’ente pubblico Pula Film Festival. Il volume è stato presentato ieri mattina alla Comunità degli Italiani di Pola, il quartier generale della rassegna cinematografica polese, quest’anno per altro in condizioni anomale di scarsa affluenza di pubblico ed estenuanti misure epidemiologiche così avverse per la cultura e lo spettacolo.
Eventi degli anni cancellati
Gli autori David Orlović e Sanela Pliško (impaginazione e veste grafica di Oleg Morović) hanno presentato i frutti di una ricerca che deve necessariamente appassionare tutti i polesi che nutrono un interesse genuino per la storia della propria città. Già, perché questa storia (la macro e la micro storia) presenta una frattura che stiamo ancora cercando di ricucire: “Sappiamo tutto della storia del Festival dal 1952 in avanti, e questo è chiaro. Quello che dobbiamo conoscere meglio sono gli eventi degli anni cancellati, quella specie di vuoto della memoria degli anni tra le due guerre”, ha detto Sanela Pliško. Che poi il “vuoto” non sia stato assolutamente vuoto, ma anzi un ricco contenitore di vicende, personaggi, eventi, spettacoli e cultura, lo dichiara esplicitamente David Orlović, storico e attento conoscitore del Ventennio polese, che in questa sua ultima fatica descrive lo sviluppo del quadro politico e dell’ordinamento sociale dal 1918 al 1943, le innovazioni urbanistiche, l’occupazione e l’industria, i riti e le funzioni religiose, il traffico e i trasporti, la ripresa degli eventi di cultura e spettacolo, la rinnovata funzione civile dell’anfiteatro con la ricostruzione della cavea per l’allestimento degli spettacoli operistici, i giochi dei bambini e le abitudini balneari, l’agonismo, le proiezioni cinematografiche, i bar, le taverne, i ristoranti…
Un volume dedicato alle masse

Il pubblico decimato dalle misure antiCovid

Il ricco corredo fotografico accompagna e completa ogni paragrafo di questa magnifica esposizione, di cui si consiglia la lettura al vasto pubblico, e non solo agli appassionati della settima arte, anche perché va a ricomporre quella frattura che non dovrebbe più suscitare alcun disagio politico e morale. Un libro come questo insegna a guardare oltre: ovviamente la storia di Pola non è finita nel 1947, ma nemmeno è iniziata nel 1947.

Facebook Commenti