Nell’incantevole cornice della Sala delle cerimonie del Palazzo dello Zucchero di Fiume, impreziosita dalle suggestioni del suo patrimonio artistico, ha avuto luogo un momento particolarmente sofisticato relativo alla settima edizione del Festival delle Giornate di musica antica. Protagonista della serata è stato il Trio Corrente, ensemble affermato secondo i criteri storici originali, formato da Metod Sironić (flauto traverso), Lea Sušanj Lujo (viola da gamba) e Jelena Tihomirović (clavicembalo). Per l’occasione, la formazione si è arricchita della presenza della promettente violinista classica e barocca Mojca Jerman, interprete di fine sensibilità, che ha saputo conferire ulteriore luminosità all’impasto sonoro dell’ensemble.
Il concerto, organizzato dall’associazione lauranese “Corona laurea” con il supporto del Dipartimento per la Cultura del capoluogo quarnerino, è stato interamente dedicato al compositore e organista tedesco Georg Philipp Telemann (1681-1767), dando modo di esplorare l’universo musicale di uno dei massimi esponenti del Barocco europeo e degli autori più produttivi della storia della musica, definito dal musicologo Max Seiffert “l’anello di congiunzione fra il Barocco e il Classicismo”, eccezionale polistrumentista (flauto dritto, oboe, violino, viola da gamba, flauto traverso barocco) contemporaneo di Bach, Händel e Vivaldi, il quale seppe mirabilmente sintetizzare le molteplici influenze culturali del suo tempo. In tale contesto, la selezione di brani proposta all’evento ha saputo restituire tanto l’eleganza melodica quanto la profondità polimodale della sua scrittura, offrendo un’esperienza d’ascolto di grande suggestione.
L’arte della fusione stilistica
Figura poliedrica e prolifica (si contano circa 5mila composizioni, molte delle quali sono andate perdute), Telemann fu un musicista dalla curiosità inesauribile, capace di assimilare e rielaborare con estrema naturalezza i linguaggi stilistici delle principali scuole musicali europee. Il suo genio si manifesta nell’abilità di combinare la soavità melodica italiana, la raffinatezza ornamentale francese, la solidità contrappuntistica tedesca e l’esuberanza ritmica delle tradizioni polacche, creando un idioma musicale di straordinaria ricchezza espressiva. L’ensemble ha inaugurato la serata con due dei celeberrimi Quartetti parigini (il nr. 1 TWV 43:D3 e il Duo TWV 40:111/1730), tratti dalla raccolta di sei lavori “Nouveaux quatours” (Nuovi quarti), sotto il profilo stilistico le opere migliori del vasto corpus cameristico del compositore, vantando una scrittura raffinata, fantasiosa ed estremamente variegata, in cui esplora le possibilità dialogiche tra gli strumenti con un’architettura formale di magistrale equilibrio. La lettura offerta dal Trio Corrente e dalla violinista Mojca Jerman ha saputo evidenziare con delicatezza il gioco delle parti, facendo emergere il continuo scambio tra primo e secondo piano sonoro, tra linee solistiche e tessiture di sostegno. Il flauto traverso di Sironić, dal timbro nitido e levigato, ha delineato con aggraziata naturalezza i sinuosi arabeschi melodici, mentre la viola da gamba di Sušanj Lujo, dal suono denso e caldo, ha conferito profondità e morbidezza alla trama timbrica. Al clavicembalo, Jelena Tihomirović ha offerto un fraseggio pulito e raffinato, rafforzando l’architettura armonica con sobria incisività.
Un’introspezione poetica
Tra i momenti di intensa suggestione si è distinta l’esecuzione della “Fantasia in la minore TWV 40:25” (Moderato-Vivace-Presto, tratta dall’opera “12 fantasie per violino solo TWV 40:14–25”, pubblicata ad Amburgo nel 1735), pagina di rara bellezza in cui Telemann esplora la gamma espressiva dello strumento solistico attraverso una scrittura densa di contrasti dinamici e agogici. L’interpretazione di Jerman, intensa e coinvolgente, ha saputo rendere con squisita misura tanto le sezioni di lirico raccoglimento quanto i passaggi di più audace slancio virtuosistico, conferendo alla melodia un’aura di poetica introspezione. A completare il programma, una selezione di movimenti tratti dalle “Sonate metodiche” (Quartetto parigino nr. 6 TWV 43:e4), raccolta di straordinaria inventiva in cui l’autore sperimenta soluzioni armoniche audaci e un’ornamentazione ricca di preziosismi espressivi.
Grande affiatamento
L’intesa tra i musicisti è stata palpabile per tutta la durata del concerto: il Trio Corrente ha dimostrato una coesione non solo tecnica, ma anche espressiva, riuscendo a rendere con freschezza ed eleganza il linguaggio telemanniano. Metod Sironić ha saputo infondere al suo traverso un’eloquenza musicale straordinariamente fluida, impreziosita da raffinate sfumature dinamiche. A sua volta, la viola da gamba di Lea Sušanj Lujo ha apportato una profondità sonora vellutata, fornendo un supporto armonico avvolgente e mai invasivo, mentre Jelena Tihomirović, con un tocco che ha unito limpidezza e plasticità, ha reso il basso continuo un elemento vivo e pulsante, sorreggendo l’intero impianto sonoro con impeccabile sensibilità stilistica. Non da meno la brava ospite slovena, inseritasi con naturalezza fra i colori sonori dell’ensemble, donando brillantezza nei momenti di maggiore slancio virtuosistico e abbandonandosi con misura nei passaggi più lirici.
Di fronte al calore degli applausi, il quartetto ha concesso un bis che ha suggellato la serata con un ulteriore saggio della loro ricercata musicalità, confermando il Trio Corrente quale una delle formazioni più sofisticate nel panorama della musica antica. Ricorderemo che la stessa vanta nel proprio curriculum concertistico esibizioni alle Serate barocche di Varaždin e nella chiesa di San Francesco d’Assisi a Parigi. Insieme a Tihomirović, Sironić ha fondato sia le Giornate di musica antica che la rassegna di musica classica “Lovran Classic”.

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ
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