La poesia del quotidiano custode della memoria

La costanza e la fermezza sono tratti distintivi dell’artista, la quale dona nuovi significati agli oggetti dipinti, con potenti riferimenti alle proprie radici familiari e culturali. Dalle sue tele traspare il simbolismo del quotidiano, protagonista indiscusso dell’esposizione

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La poesia del quotidiano custode della memoria
L’artista Slavica Oplanić

Oggetti ordinari, comuni, spesso lasciati in un angolo della casa, quasi dimenticati, che però resistono con persistenza allo scorrere del tempo acquisendo un significato unico, intimo. Oggetti che smettono di essere semplici cose e si trasformano in ricordi, affetti e memorie gelosamente custoditi. Ed è proprio “Perseveranza” il titolo dell’esposizione di Slavica Oplanić, inaugurata presso la galleria MMC di Umago, organizzata dall’Ente Festum, dalla Città di Umago, dall’Università popolare di Trieste e dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. La mostra rimarrà aperta fino al 28 settembre.

Una serie di quadri esposti

Far conoscere l’arte dei connazionali
L’artista connazionale di Cittanova si è visibilmente emozionata nell’accogliere un folto pubblico accorso per l’occasione. Ad aprire il vernissage è stata Larisa Gasperini, direttrice dell’Ente Festum, la quale ha ricordato che con questo evento giunge al termine la lunga estate umaghese, caratterizzata da numerosi appuntamenti culturali, musicali e artistici. A nome dell’UpT Fabrizio Somma ha porto i saluti del presidente Edvino Jerian e del suo vice Paolo Rovis, entrambi impossibilitati a presentare all’evento. “Queste manifestazioni sono finanziate con i fondi della Legge regionale del FVG. Con la mostra odierna si conclude un ciclo presentato in questa sala che quest’anno ha portato tre grandi artisti della CNI provenienti da altrettante compagini: Luka Stojnić, Mauro Stipanov e ora Slavica Oplanić – ha commentato Somma –. Operiamo con lo spirito di fare conoscere l’arte dei nostri connazionali in Istria e a Trieste”.

Francesca Martinelli, Slavica Oplanić, Fabrizio Somma e Larisa Gasperini

Non fermarsi di fronte alle difficoltà
La costanza e la fermezza sono tratti distintivi di Oplanić, la quale dona nuovi significati agli oggetti dipinti, con potenti riferimenti alle proprie radici familiari e culturali. Dalle sue tele traspare quel simbolismo del quotidiano, protagonista indiscusso dell’esposizione, capace di impregnare di forti sentimenti le sue creazioni. “L’arte e il sistema iconografico di Slavica sono stati per me una scoperta – ha commentato Francesca Martinelli, docente di storia dell’arte e curatrice dell’esposizione –. ‘Perseveranza’ è un vocabolo di cui mi sono innamorata, l’ho trovata tra le righe della dichiarazione di intenti dell’autrice, perché significa: ostinazione, resistenza, non fermarsi di fronte alle difficoltà. Non posso dire che questa sia una caratteristica della persona, ma posso affermare che lo è sicuramente della sua opera e della sua poetica. Nei suoi soggetti, nella sua pittura e nel suo gesto c’è perseveranza: quella di un fiore che si ostina a crescere in terreni non facili, brulli, aridi. Le opere esposte fanno parte di un sistema iconografico che celebra l’ordinario, la quotidianità delle piccole cose, ma l’oggetto di Oplanić viene immerso e stratificato nella materia, resistendogli e diventando così magico e metafisico. Una tazzina di caffè, una scodella, una posata, un merletto fanno parte di una memoria che non vuole morire”.

“Ricordi”

La trama di un tempo lontano
È dal passato, dai ricordi della sua infanzia che l’autrice parte per tracciare la trama di un tempo lontano costellato da gesti impercettibili che imperterriti sopravvivono all’inarrestabile ticchettio delle lancette dell’orologio. “Qui vediamo una pittura stratificata e materica che possiamo considerare all’interno del panorama dell’arte che si avvia dagli anni ‘50 del Novecento – specifica Martinelli –. Questa pittura diventa cifra personale e unica dell’autrice quando vicino agli oggetti troviamo qualcosa di vibrante. Al di là delle sue opere c’è sempre un tratto, una traccia, è la parte grafica, è il segno che Slavica vuole mettere. Questi oggetti vengono stratificati nella materia e la materia è il tempo che passa e porta via tutto, ma la memoria resiste e vuole emergere. Per questo nei quadri è evidente il colore, l’uso della spatola, del collage, della materia che si stratifica attraverso lo stencil. Credo che l’opera dell’autrice sia un atto di resistenza e ostinazione”.
Rosso, blu, oro spiccano nella galleria MMC di Umago, regalando al visitatore un viaggio tra colori, emozioni e oggetti che riacquistano valore e significato, evocando visioni campestri e scorci casalinghi, dove la figura umana non viene rappresentata ma è presente nell’occhio di chi guarda.

“Armonia”

Strati e dettagli
“Dipingendo questo ciclo ho compreso che i miei quadri richiedono sempre più tempo. All’inizio credevo fosse perché sto invecchiando e divento sempre più lenta – ha commentato Slavica Oplanić, visibilmente commossa –. Ma in realtà le ore scorrono senza che me ne accorga, mentre la tela si arricchisce di strati e dettagli. Aggiungo colori, inseguo sfumature e densità, cerco instancabilmente di catturare l’effetto emotivo che desidero. E poi resto per giorni davanti alla stessa opera, prigioniera di un solo dettaglio che non mi lascia andare”. Attenzione, minuzia, desiderio di comunicare emergono dalle sue tele raccontando storie e regalando sensazioni uniche a chi si sofferma a cogliere la profondità della sua intima narrazione. “Il compimento non segue mai un piano prestabilito, né un metodo fisso: nasce dalle circostanze, dalle emozioni, dalla perseveranza – precisa l’artista –. Da una domanda che mi accompagna: dove finiscono i miei limiti e dove comincia il mio potenziale? Mi trasformo assieme al mio quadro, in sintonia con il mio umore tra emozione e ragione. Quando infine guardo ciò che è nato, riconosco in esso tutto ciò che in me era conscio e inconscio e capisco che non poteva essere altrimenti”.

“Attesa”

La bellezza dell’ordinario
I lavori esposti vanno molto al di là della semplice realtà, nascondono sfumature profondamente legate al mondo interiore della pittrice. La bellezza non risiede solo nelle grandi imprese, nelle passioni travolgenti o negli eventi storici, ma si cela nell’ordinarietà. Un fiore, un filo d’erba, un melograno diventano il punto di partenza per una profonda riflessione e per un viaggio dentro se stessi.
“In un’epoca in cui tutto accade a una velocità vertiginosa, vi invito a rallentare – questa la richiesta di Oplanić –. Concedetevi tempo e pazienza, lasciatevi andare nell’osservare le opere. Tornateci più volte, così come io stessa sono tornata a esse durante il processo creativo. Forse scoprirete un vostro dettaglio dentro un mio quadro”.
Un oggetto semplice, come un vecchio soprammobile, un merletto dimenticato, possono evocare la memoria, la nostalgia, la solitudine o la gioia. I quadri di Slavica Oplanić sono una preghiera a fermarsi, a rallentare e trovare la bellezza nascosta sotto la superficie delle cose.

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