La poesia come risposta al male del mondo

Nel corso della piacevole serata, seguita da un folto pubblico, sono stati presentati versi toccanti, profondi, ma anche ironici e sbarazzini

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La poesia come risposta al male del mondo
L’intervento di Gaetano Benčić. Foto: NICOLE MIŠON

La poesia come momento di incontro, come intermezzo a una vita frenetica, come occasione per passare una serata piacevole al suono di dolci versi che regalano momenti di riflessione, distrazione, commozione e riso. Tutto questo è ciò che è avvenuto giovedì sera presso l’agriturismo “San Mauro” di Momiano grazie al gruppo “La pergola della poesia”, che ha proposto una serata dedicata a versi toccanti, profondi ma anche ironici e sbarazzini sotto il titolo “La poesia come cura di sé e del mondo”. La serata è stata realizzata in collaborazione con la Comunità degli Italiani di Buie e con il sostegno finanziario dell’Unione Italiana.

Un allegro quartetto
L’allegro quartetto composto da Gaetano Benčić, Loredana Bogliun, Laura Marchig e Mauro Sambi, per l’occasione accompagnato dal famoso chitarrista jazz fiumano Darko Jurković-Charlie, è nato nell’ottobre 2021, simbolicamente sotto la pergola di Nelida Milani in seguito a una discussione sulla poesia. Allora il gruppo decise di riunirsi e proporre la lettura di poesie come momento conviviale per assaporare la bellezza dei versi, ma anche per confrontarsi e discutere di questa forma letteraria.
Il primo intervento è stato quello del professor Mauro Sambi che ha posto l’attenzione sul significato della parola cura, presente nel titolo della serata, definendola comune, ma allo stesso tempo ricca e densa di significato. Le sue poesie colme di esperienza personale e di riflessione sulla vita e sulla sua importanza hanno catturato l’attenzione del pubblico regalando un’immagine profonda dell’esistenza in molte delle sue sfaccettature.

Versi che dipingono il territorio
L’evento è proseguito con la poetessa Loredana Bogliun che ha proposto alcune poesie tratte dal suo libro “La peicia”, pubblicato per la prima volta negli anni ‘90 per poi essere riedito da “Arcipelago Itaca” con la postfazione del compianto Fulvio Tomizza. Bogliun ha proposto dei versi in dialetto dignanese che dipingono la sua terra di provenienza in modo sincero e crudo, riuscendo a offrire un’immagine reale dei dettagli del paesaggio istriano che si stagliano come fotografie nella mente degli ascoltatori. La silloge, da cui sono state tratte le poesie presenta anche le versioni in italiano, ciacavo giminese, sloveno e croato e ha vinto diversi premi.
Lo storico Gaetano Benčić ha ribadito che la poesia serve a curare il mondo, magari si tratta di un’utopia, ma i poeti ci hanno sempre creduto e continuano a crederci. “Attraverso la poesia ci si prepara alla battaglia – ha affermato Benčić –. Non si sa quale sarà questa battaglia o quando arriverà, ma la speranza è quella di essere pronti”. A primo impatto i suoi versi sono ironici, irriverenti ma nascondono un significato molto più profondo nel quale un buon ascoltatore può cogliere le diverse sfaccettature della realtà.

Una performance particolare
Infine Laura Marchig ha deliziato i presenti con alcuni versi tratti dal suo nuovo libro “Amore oscuro”, fresco di stampa, la raccolta infatti è uscita a novembre. L’artista, attraverso le sue parole, delinea la chiusura nei confronti dell’orrore del mondo che spesso e volentieri trasforma anche l’amore in un viaggio su binari paralleli che difficilmente si incontrano.
A dare un tono diverso alla serata ci ha pensato Charlie che, oltre ad accompagnare Marchig in alcuni suoi interventi, ha eseguito un assolo per due chitarre suonate contemporaneamente. La performance ha allietato il pubblico, ma allo stesso tempo lo ha incuriosito, essendo il musicista uno dei pochi chitarristi a proporre questo tipo di esibizione.
L’appuntamento, a detta di tutti, è stato un successo, sia per la presenza di un nutrito pubblico, sia per l’atmosfera che è venuta a crearsi. “Sono molto contenta dell’andamento della serata perché abbiamo realizzato quello che era il nostro proposito: parlare della poesia come cura di sé e del mondo – ha spiegato Loredana Bogliun –-. Noi ci troviamo periodicamente e promuoviamo questi eventi letterari e c’è stata una bella rispondenza da parte del pubblico. Questa sera c’è stato anche il contributo di questo bravissimo chitarrista, penso che l’atmosfera era quella delle grandi occasioni”.

Appartenenza a questa realtà
Sulla stessa linea di pensiero anche il professore Mauro Sambi: “Sono molto contento di avere partecipato, vivo già da tanti anni a Padova, ma ci tengo a partecipare a questa iniziativa per rimarcare l’appartenenza a questa realtà. Appartenenza che paradossalmente sento sempre di più, man mano che il tempo passa. Poi secondo me in questi tempi in cui, in ogni altra parte del mondo è naturale nascere in un certo posto e poi spostarsi altrove per la professione mantendo un certo legame con la terra di origine, anche noi dovremmo forse pensare di allargarci non solo alle persone che hanno un’appartenenza storica ma anche a coloro che fanno parte di una comunità un po’ più larga e che amano questa terra e si sentono coinvolti”.
Per Darko Jurković si tratta della prima partecipazione a una serata organizzata da “La pergola della poesia” e anche secondo lui si è trattato di un evento riuscito: “Sono felice di aver partecipato, si è trattato di una serata molto piacevole e calorosa. Tutti i poeti sono stati bravi – poi confessa sorridendo –. Alcune parti in dialetto stretto non le ho capite, mi trovo meglio con l’italiano standard”.

Il pubblico vuole sentire la poesia
“Siamo molto contenti che questa iniziativa abbia preso piede perché ha senso riunirsi e creare un circolo; questa cosa manca, anche il pubblico ha voglia di sentire la poesia – ha spiegato Laura Marchig –. Ovviamente accogliamo anche altri poeti, chiunque voglia unirsi e ritenga di voler far parte del gruppo. Abbiamo fatto già alcune serate e siamo sempre contenti di ritrovarci perché c’è una reciproca ammirazione”.
Anche lo studioso Gaetano Benčić è della stessa opinione: “Credo sia una serata riuscita: ci incontriamo, si legge poesia, si trasmette la forza del verso della poesia della CNI. Noi siamo lingua, tutte le nostre forze bisogna investirle nella lingua nella sua forma più alta rappresentata dall’italiano letterario e anche nel dialetto che diventa estetica e letteratura e infine diventa fonte viva di ispirazione. Noi continuiamo questo percorso, sappiamo che nelle nostre Comunità ci sono molte persone che scrivono e che si occupano di lettere e quindi dobbiamo fare un convivio di individui che tramandano quello che alcuni nostri autori hanno scritto prima di noi, che portano nuove voci e credo che ci sia un terreno molto fertile da promuovere”.
L’evento “La poesia come cura di sé e del mondo”, come le migliori serate conviviali si è concluso con un brindisi di Capodanno e un rinfresco, passato tra persone che si sono godute una piacevole compagine letteraria.

Mauro Sambi.
Foto: NICOLE MIŠON

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