È stato come un balsamo per l’anima il concerto dell’Orchestra da camera di Fiume tenutosi l’altra sera nella cappella dell’Immacolata concezione del convento domenicano di San Girolamo in piazza della Risoluzione fiumana. La serata, intitolata “Purcell&Bach for strings only”, era incentrata sulle opere dei due grandi esponenti della musica barocca, alcune celeberrime, altre un po’ meno note ma comunque di altissimo pregio. Queste straordinarie musiche hanno diffuso nell’affascinante spazio della cappella, quasi un rifugio dalla frenesia e dallo stress quotidiano, una sensazione di pace e di pura bellezza.
Esecuzione misurata ed emozionante
Ascoltando l’esecuzione misurata, ponderata e al contempo emozionante della validissima Orchestra da camera di Fiume, ci ha sorpresi la straordinaria capacità di questa musica, scritta più di 300 anni fa, di comunicare con la contemporaneità e di toccare le corde del cuore a distanza di secoli.
L’Orchestra, diretta da David Stefanutti (maestro concertatore la brava Tea Grubišić-Mihalić) – che ha voluto fare uno strappo alla regola indossando al posto della consueta camicia due magliette con rispettivamente i ritratti di Henry Purcell (1659-1695) e di Johann Sebastian Bach (1685-1750) – ha esordito con la suite di musiche di scena “Abdelazer; or, The Moor’s Revenge” Z. 570 (1695). Si tratta di una musica maestosa, ricca di inventiva, che l’Orchestra ha reso con convinzione dimostrando grande cura dei dettagli e del suono complessivo dell’organico. L’ampia acustica della cappella ha amplificato il suono dell’Orchestra rendendolo più vibrante, mentre gli interventi solistici dei singoli strumenti erano al limite della comprensione a causa del notevole riverbero del suono, ma non hanno compromesso il piacere dell’ascolto dell’ensemble. È interessante rilevare che il movimento “Hornpipe” della suite è stato utilizzato nella scena di danza nel film “Becoming Jane” con Anne Hathaway e James McAvoy, mentre l’ultimo movimento, “Rondeau”, è stato inserito nella colonna sonora del film “Orgoglio e pregiudizio” del 2005 ed è stato pure utilizzato dal grande compositore inglese Benjamin Britten nelle sue “Variazioni e fuga su di un tema di Purcell”.
Il compenetrarsi delle linee melodiche
Ha fatto seguito l’Ouverture in Re maggiore BWV 1068 di Bach (del quale quest’anno ricorre il 340esimo anniversario della nascita), una composizione scritta probabilmente per un evento solenne e resa celebre dal melodioso ed emozionante Air. Anche in questo caso, l’Orchestra ha interpretato le straordinarie pagine con un delizioso compenetrarsi delle linee melodiche, i tempi giusti, in cui è potuto emergere ogni particolare della partitura.
La parte ufficiale del concerto si è conclusa con una selezione di tredici movimenti tratti dalla semi-opera “The fairy queen” (La regina delle fate) di Purcell, un adattamento anonimo della commedia nuziale di William Shakespeare “A midsummer night’s dream”, la cui prima rappresentazione si è avuta nel 1692 al Queen’s Theatre a Londra, forse come regalo di compleanno per la regina Mary. Si tratta di movimenti relativamente brevi, in cui Purcell è stato capace di fondere lo stile italiano e francese in un insieme accattivante.
Il pubblico ha premiato con copiosi applausi l’Orchestra, che ha riproposto come bis la Chaconne tratta da “The fairy queen”.
Infine è doveroso annunciare che l’anno prossimo l’Orchestra da camera di Fiume celebrerà con un concerto i primi cinquant’anni della sua preziosa attività.
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