«La moda e il fumetto». Un accostamento inaspettato

Nel cosiddetto Cubetto, la seconda sede del Museo civico, è stata inaugurata la mostra realizzata in occasione del centenario della fondazione dell'Istituto francese in Croazia

Nell’ambito del programma di chiusura del progetto Fiume Capitale europea della Cultura, è stata presentata ieri nel cosiddetto Cubetto, la seconda sede del Museo civico, la mostra “La moda e il fumetto”, realizzata dall’Istituto francese e dal Museo dell’Arte e dell’Artigianato di Zagabria (MUO) in occasione del centenario dell’Istituto. Il percorso espositivo è giunto a Fiume dopo essere stato presentato nella capitale e ha atteso tre settimane, periodo in cui i musei e le gallerie erano chiusi in seguito al lockdown, per venire aperto al pubblico fiumano. La mostra, che presenta l’intrigante rapporto tra la moda e il fumetto e la loro influenza reciproca, comprende più di cento oggetti tratti dalla collezione di fumetti, tavole originali e disegni, abiti e accessori, profumi, almanacchi e altri oggetti provenienti dal Museo del fumetto di Angoulême. Tra gli oggetti di maggior pregio figurano alcuni dei primi disegni di moda di stilisti quali Yves Saint Laurent, Christian Dior, Thierry Mugler, tavole di fumetti firmate da Winsor McCay, il fumetto inedito “La Vilaine Lulu”, l’unico disegnato da Yves Saint Laurent, un abito disegnato da Dior, indumenti firmati Marvel Comics e via dicendo.

 

 

Un evento speciale
Il direttore del Museo civico, Ervin Dubrović, si è detto dispiaciuto per il fatto che la mostra non sia potuta essere inaugurata con la partecipazione del pubblico, in quanto convinto che avrebbe attirato un gran numero di cittadini di Fiume. Dubrović ha ricordato che anni fa il Museo ha collaborato benissimo con l’Istituto francese alla mostra sui cinematografi a Fiume, avendo preso in prestito i film muti dei fratelli Lumière e altri classici del cinema francese tra le due guerre. “Sono compiaciuto per questa nuova collaborazione con l’Istituto francese sul tema della moda – ha dichiarato il direttore –. Il nostro Museo ha già allestito diverse mostre incentrate sulla moda, come pure sull’argomento dell’illustrazione, ma mai accostati in questo modo. Questo è per noi un evento speciale perché per la prima volta dopo circa due anni di pausa, periodo in cui il Cubetto era sottoposto a un ampio intervento di restauro, abbiamo riaperto questi spazi al pubblico con un nuovo allestimento. In questo contesto devo esprimere la mia gratitudine alla società Rijeka 2020, grazie al cui entusiasmo e voglia di fare siamo riusciti a portare a Fiume questo bel progetto”, ha concluso Dubrović, il quale ha ringraziato anche l’Istituto francese per la sua disponibilità.

Ervin Dubrović, Marko Filipović, Irena Kregar Šegota e Thomas Schnabel

Intreccio tra due arti
La direttrice della società Rijeka 2020, Irena Kregar Šegota, si è detta felicissima del parziale rallentamento del lockdown che ha permesso la riapertura dei musei e delle gallerie e di conseguenza l’inaugurazione dell’esposizione “La moda e il fumetto”. “Questa mostra è davvero particolare, soprattutto perché proviene da uno dei centri più importanti per il fumetto, Angoulême, ma anche perché è una mostra unica a livello mondiale in quanto ha accostato per la prima volta il fumetto e la moda e il modo in cui queste due arti si intrecciavano nel corso dei decenni – ha dichiarato la direttrice –. L’esposizione è importante anche per i nomi celebri che annovera. Infatti, sono certa che molti saranno sorpresi nel vedere i fumetti firmati da Yves Saint Laurent, l’abito di Dior e le scarpe di Gaultier, per citare soltanto alcuni degli oggetti esposti”, ha osservato Irena Kregar Šegota.

Segmento internazionale di Fiume CEC
“Come noto, il progetto Fiume CEC si conclude ufficialmente il 30 aprile, ma questo non è la fine del suo lascito e dei programmi che questa settimana vengono inaugurati – ha proseguito –. La mostra è importante perché fa anche parte della collaborazione internazionale del progetto CEC che, in seguito alla pandemia, ha impedito agli artisti stranieri di partecipare in persona ai vari eventi, ma che grazie ai partner come l’Istituto francese siamo comunque riusciti a realizzare”, ha sottolineato la direttrice, la quale ha voluto ringraziare in particolare il delegato per la cultura e vicepresidente dell’Istituto, Thomas Schnabel e l’Istituto francese per il sostegno, anche materiale, che hanno dimostrato nei confronti del progetto Fiume CEC e per aver promosso i suoi programmi in diverse occasioni. Ha voluto infine ringraziare anche Ervin Dubrović per aver concesso gli spazi del Museo per l’allestimento e ha ricordato che i musei sono spazi Covid-free, per cui i cittadini possono tranquillamente visitarli attenendosi a tutte le misure antipandemiche.

L’allestimento si estende al pianterreno e al primo piano del Cubetto

Una storia comune
Thomas Schnabel ha ricordato che l’allestimento rientra nella cornice dei festeggiamenti del centenario dell’Istituto francese in Croazia. “L’Istituto venne fondato nel 1921 a Zagabria da un gruppo di intellettuali croati, il che segnò l’inizio di una storia comune e di una collaborazione culturale tra Francia e Croazia – ha dichiarato Schnabel –. Per quanto riguarda la mostra, è inaspettato questo accostamento tra la moda e il fumetto. Quando pensiamo alla moda e al fumetto, pensiamo subito alla Francia, all’Italia e alla Croazia. Quest’ultima ha pure un’importante tradizione del cartone animato (e qui mi riferisco alla splendida mostra dedicata al professor Balthazar, allestita a Fiume qualche mese fa). I fumetti sono diventati un elemento essenziale della collaborazione bilaterale tra i nostri due Paesi, che a febbraio hanno firmato un accordo di collaborazione in questo campo attraverso programmi di residenza di autori di fumetti. Inoltre, questa mostra è il simbolo di ciò che potrebbe essere l’eredità del progetto Fiume CEC, ovvero una vita culturale ancora più ricca che porterà a nuovi programmi ai quali collaborare insieme”, ha concluso Schnabel, congratulandosi con la società Rijeka 2020 per il modo in cui il progetto CEC è stato portato avanti nonostante le circostanze dettate dalla pandemia.
Un ponte di collaborazione
Ai presenti si è infine rivolto l’attuale vicesindaco e candidato sindaco di Fiume, Marko Filipović, il quale si è detto compiaciuto del fatto che il Cubetto sia stato nuovamente aperto al pubblico dopo l’intervento di restauro costato circa 3 milioni di kune, di cui 700mila sono stati ricavati dai fondi europei. “L’Istituto francese è stato sempre un ponte di collaborazione tra le due culture nei cent’anni di attività – ha rilevato il vicesindaco –. Quando pensiamo alla Francia, ci viene subito in mente la moda che qui è stata unita al fumetto in maniera molto interessante”, ha concluso Filipović, il quale ha ricordato che la mostra segna la fine del progetto Fiume CEC, svoltosi, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia, grazie all’impegno dei responsabili e dei cittadini che vi hanno preso parte. La mostra rimarrà in visione fino all’11 giugno.

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