«La Mandragola», la forza perenne di un classico

«Carro di Tespi». La pièce proposta dalla compagnia Stivalaccio Teatro di Vicenza ha inaugurato a Dignano la quinta edizione della rassegna teatrale itinerante organizzata dal COMITES di Fiume

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«La Mandragola», la forza perenne  di un classico
Gli attori hanno fatto una critica feroce all’ipocrisia della società

È partita da Dignano, precisamente da Piazza del Popolo, l’edizione 2026 della rassegna itinerante “Il Carro di Tespi – Teatro italiano in piazza”, appuntamento ormai consolidato che porta il teatro fuori dalle sale e lo restituisce al suo spazio più originario: la piazza. Sabato scorso il pubblico ha assistito numeroso alla prima tappa del cartellone, che ha visto protagonista uno dei testi più celebri della tradizione teatrale italiana, “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli, nella versione proposta dalla compagnia Stivalaccio Teatro di Vicenza. L’ingresso gratuito e la presenza dei sottotitoli in lingua croata e inglese hanno contribuito ad attirare un pubblico variegato, composto non solo da appassionati di teatro e della comunità locale, ma anche da curiosi e turisti, confermando la capacità della rassegna di coinvolgere gruppi diversi di persone e di rendere accessibile il patrimonio culturale italiano.
L’iniziativa è coordinata dal COMITES di Fiume e viene realizza grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste. Il progetto vede inoltre il supporto dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e per i diritti delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, tramite l’Unione Italiana, nonché dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria e del Consolato Generale d’Italia a Fiume. Alla realizzazione partecipano anche le Comunità degli Italiani di Dignano, Lussinpiccolo e Momiano, insieme alla Biblioteca Comunale di Lussinpiccolo e a TRY theatre, con il patrocinio della Regione istriana.

Un’opera tra le più celebri del Rinascimento

Composta nei primi anni del Cinquecento, “La Mandragola” è unanimemente considerata uno dei vertici della commedia rinascimentale e una delle opere più rappresentate e studiate del teatro italiano. Con una struttura perfettamente costruita e un intreccio serrato, Machiavelli mette in scena una vicenda basata su inganni, desideri e calcoli opportunistici. La trama ruota attorno a Callimaco, giovane innamorato disposto a tutto pur di conquistare Lucrezia, moglie del vecchio e ingenuo Messer Nicia. Attraverso l’astuzia del parassita Ligurio e con la complicità di un frate corrotto, viene orchestrato un piano tanto ingegnoso quanto moralmente discutibile: convincere Nicia che l’unico modo per avere un figlio sia sottoporre la moglie a un particolare trattamento con una pozione a base di mandragola. Da qui si sviluppa una serie di equivoci e situazioni comiche che conducono a un finale tanto ironico quanto amaro. Ciò che rende l’opera straordinaria non è solo la sua comicità, ma anche la profondità del messaggio: sotto la superficie leggera si nasconde una critica feroce all’ipocrisia della società, alla corruzione del clero e alla fragilità dei valori morali. Machiavelli dipinge un mondo in cui l’intelligenza e l’inganno prevalgono sull’onestà, offrendo uno specchio lucido e disincantato della realtà.

Rilettura contemporanea

La messa in scena firmata da Michele Mori restituisce tutta la vitalità del testo, attraverso una lettura che si rifà apertamente alla tradizione della Commedia dell’Arte. L’allestimento è essenziale, quasi minimale: pochi elementi scenici, un fondale semplice e grande spazio al lavoro degli attori, veri protagonisti dello spettacolo.
La compagnia, guidata da Pierdomenico Simone nel ruolo di Ligurio, vede in scena un gruppo di giovani interpreti capaci di muoversi con naturalezza tra recitazione, improvvisazione e interazione con il pubblico. Accanto a lui, Francesco Lunardi interpreta Callimaco, Francesca Boldrin veste i panni di Lucrezia, Daniela Piccolo quelli di Fiammetta ed Elia Zanella dà vita a Messer Nicia. Il risultato è uno spettacolo dinamico e coinvolgente, in cui il ritmo serrato e l’energia degli attori restituiscono al testo una freschezza sorprendente. Maschere, dialetti, duelli verbali, musica e momenti di pantomima si intrecciano, rievocando il teatro popolare delle origini e dimostrando come un classico possa ancora parlare al presente.

Tradizione e innovazione

Fondata a Vicenza, Stivalaccio Teatro si è affermata negli ultimi anni come una delle realtà più interessanti del teatro italiano indipendente. Il gruppo ha costruito la propria identità artistica proprio sul recupero della Commedia dell’Arte, reinterpretata in chiave contemporanea e resa accessibile a un pubblico ampio. Le loro produzioni si distinguono per l’attenzione al lavoro attoriale, la cura del ritmo scenico e la capacità di intrattenimento. Non è un caso che “La Mandragola” rappresenti uno dei loro spettacoli più apprezzati, proprio per la sua capacità di unire fedeltà al testo e libertà interpretativa.
La serata inaugurale ha visto la partecipazione di numerose autorità e rappresentanti delle istituzioni, tra cui Maurizio Piccinelli, presidente della CI di Dignano, Manuela Geissa, vicesindaco in quota CNI della Città di Dignano, Federico Guidotto, presidente del COMITES di Fiume, Paolo Demarin, presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Enea Dessardo, presidente della CI di Fiume, a sottolineare il valore culturale e sociale dell’iniziativa.
Il successo della serata di Dignano dimostra ancora una volta come i grandi classici, se riletti con intelligenza e sensibilità, siano in grado di dialogare con il pubblico contemporaneo. “La Mandragola”, con la sua ironia pungente e la sua visione disincantata dell’uomo, continua a offrire spunti di riflessione attuali, ricordando che, dietro il riso, spesso si nasconde una verità scomoda.
La quinta edizione della rassegna proseguirà sabato 18 luglio a Lussinpiccolo (Anfiteatro della Biblioteca comunale), con lo spettacolo “Čechov in commedia: due atti unici in lingua rustica” che verrà portato in scena dal Dramma Italiano del TNC “Ivan de Zajc” di Fiume.
“Il Carro di Tespi” si conferma così non solo come rassegna teatrale, ma come vero e proprio progetto di diffusione culturale, capace di creare ponti tra lingue, tradizioni e comunità. Portare il teatro nelle piazze significa restituirgli la sua dimensione più autentica, fatta di incontro diretto e partecipazione del pubblico.

Un allestimento di grande essenzialità
La trama si rifà alla tradizione della Commedia dell’Arte
Un pubblico attento ha seguito lo spettacolo in Piazza del Popolo

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