La lunga storia dell’Art cinema

Velid Đekić ha descritto nella monografia la nascita del cinematografo più amato dai cinefili di Fiume

La copertina della monografia

In occasione del decimo anniversario dell’Art cinema, che ricorreva nel dicembre del 2018, l’ente ha pubblicato di recente, nell’ambito del progetto Fiume Capitale europea della Cultura, una monografia sull’attività cinematografica nell’odierna sede dell’Art cinema dalla sua apertura al giorno d’oggi, con cenni storici relativi anche ad altri cinematografi che operavano a Fiume. L’autore della pubblicazione, intitolata “È importante non aver paura del treno serale” (Važno je ne plašiti se večernjeg vlaka), è il noto scrittore e pubblicista fiumano Velid Đekić. Il design grafico della monografia è in linea con l’identità visiva caratteristica dell’Art cinema e offre uno sguardo al contempo informativo e divertente sulla storia della popolare sala cinematografica fiumana che vanta una lunga storia.
Gli inizi della sala
La storia della sala risale all’inizio del XX secolo ed è legata all’attività del convento dei Cappuccini e all’edificazione del complesso di palazzi di carattere commerciale nei pressi della chiesa della Madonna di Lourdes nell’allora piazza Zichy, oggi Žabica. Nella palazzina costruita nel 1911, che oggi ospita l’Art cinema, si trovava all’epoca lo Stabilimento artistico tipografico Miriam che, dopo l’annessione di Fiume al Regno d’Italia, divenne una sala conferenze e in seguito assunse il nome di Teatrino Cappuccini, in quanto vi venivano allestiti spettacoli di carattere religioso. Risale, invece, al 30 dicembre 1928 la prima menzione del nome Cine San Giorgio, relativo alla medesima sala, nel giornale La Vedetta d’Italia che annunciava la proiezione del film “La caverna dei coccodrilli”. Nel 1937, la sala venne sottoposta a un meticoloso intervento di ammodernamento, il che portò a un aumento del numero di posti a sedere e la trasformò nella seconda più grande sala cinematografica cittadina dopo il Teatro Fenice. La sala venne inaugurata con la proiezione del film italiano “Fratelli Castiglioni”.
Nel 1947 diventa Beograd

La pubblicazione vanta una vasta selezione di immagini

Il cinema mantenne il nome San Giorgio fino al 1947, quando venne ribattezzato Beograd. Nel 1950, racconta Đekić, a Fiume operano sei sale cinematografiche suddivise in tre categorie: vengono proclamate di prima categoria (ovvero sale in cui si tengono le première dei film) le sale Partizan (ex Teatro Fenice) e Beograd, mentre Jadran, Viševica e Tuhobić vengono inserite in seconda categoria. Il cinema Garibaldi, invece, è l’unico ad essere proclamato di terza categoria. Le differenze di categoria significano, ovviamente, anche differenze di prezzo dei biglietti. L’autore racconta che i cittadini di Fiume amavano frequentare il cinema, tanto che nei primi sei mesi del 1950, ad esempio, acquistarono più di 758.500 biglietti. Gli spettatori potevano scegliere tra 131 titoli, di cui 43 film sovietici, 8 jugoslavi e 80 americani, italiani, francesi, austriaci, britannici e altri.
Proiezioni all’aperto
Un capitolo della monografia è dedicato all’organizzazione di proiezioni all’aperto negli anni Cinquanta e Sessanta e alla ricerca di uno spazio permanente in cui allestire un cinema estivo, ma senza successo. Fino alla fondazione dell’Art cinema, che propone proiezioni all’aperto ogni estate nel cortile del convento dei Cappuccini, le proiezioni sotto il cielo notturno rimangono sporadiche negli anni Settanta, Ottanta e Novanta del secolo scorso. Velid Đekić racconta in seguito i vari aspetti dell’attività cinematografica nei decenni successivi, da quello pedagogico, a quello tecnico, ma si sofferma pure sugli atti vandalici che preoccupavano i gestori dei cinema negli anni Sessanta e che, evidentemente, non sono un fenomeno contemporaneo.
L’ultima parte della monografia è dedicata all’attività dell’ente Art cinema Croatia, che venne inaugurato il 18 dicembre 2008 con la proiezione del classico neorealista italiano “I ladri di biciclette”, di Vittorio De Sica.

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