La letteratura dà spettacolo «Vrisak» chiude con il botto

Nella Comunità degli Italiani di Fiume si è concluso il Festival dell’autore

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La letteratura dà spettacolo «Vrisak» chiude con il botto
Un foltissimo pubblico ha seguito l’evento

La letteratura dà spettacolo! Finale col botto, sabato sera, per la chiusura di “Vrisak”, Fiera del libro e Festival dell’autore, organizzata nel Salone delle feste della Comunità degli Italiani di Fiume. Palazzo Modello ha ospitato un’edizione nuova del Festival dei racconti narrati “Pričigin”, che ha gremito la sala in ogni ordine di posti – sia a sedere sia in piedi – quasi insufficiente a contenere l’enorme interesse per l’evento. La moderatrice e conduttrice è stata Patricija Horvat, direttrice artistica di “Pričigin”, che ha presentato i partecipanti. Prima, però, ha ricordato Renato Baretić, uno degli ideatori del festival, recentemente scomparso, che assieme a Petar Filipić inaugurò a Spalato questa rassegna nel 2007.

Personaggi di profili diversi
Le serate di “Pričigin” consistono in racconti di circa dieci minuti, narrati a braccio dagli autori, non sempre scrittori o poeti, ma anche personaggi di profili diversi, con poca familiarità con la letteratura. “È la prima serata senza Renato Baretić ed è a lui che vogliamo dedicarla – ha dichiarato Patricija Horvat –. Siamo a Fiume per la prima volta. Le regole del gioco sono chiare: ogni racconto deve essere originale, inedito e senza appunti scritti. A Spalato il format ha da tempo acquisito uno status di culto, con platee gremite e decine di migliaia di persone che ci seguono tramite il canale YouTube e altri social. Vi sono passati centinaia di autori e raccontati oltre 800 racconti. I tempi trattati sono diversi tra loro, ma prevale la componente umoristica e ironica, con lo scopo di smascherare la natura umana e cancellare le immagini stereotipate della realtà. I racconti devono avere un senso compiuto e, se fanno ridere, tanto di guadagnato!”.
Narrare i racconti non è semplice. Hanno partecipato: Rajko Grlić, regista e sceneggiatore di fama internazionale e docente universitario; Olja Knežević, scrittrice montenegrina affermata, autrice di romanzi e racconti sui temi identitari, di genere e sociali; Frida Šarar, poetessa, opinionista e musicista, serba di nascita e fiumana di adozione, autrice di tre raccolte di poesie e nota per il suo approccio impegnato all’arte; Boris Jokić, psicologo e ricercatore, attivo nella riforma curricolare in Croazia; Marinko Koščec, scrittore, traduttore e docente universitario, noto per il suo stile raffinato e la capacità di esplorare la psicologia dei personaggi; Ante Tomić, giornalista, editorialista, scrittore spalatino, cronista e voce critica, talvolta caustica nei confronti, quasi sempre, di chi lo merita.

Olja Knežević

L’ultima giornata della rassegna letteraria
Nell’ultima giornata della 18ª Fiera del libro e Festival degli autori “Vrisak”, sabato sono stati presentati i romanzi “Nada” di Ante Tomić e “Heroin, kruh i rudnici sumpora” di Nikola Strašek. A chiudere il programma, presso la libreria V.B.Z. in Corso, nel ciclo Riječke priče, è stato presentato il romanzo di Zoja Strenja-Šolaja “Rijeka u rukavcima”, uno sguardo intimo e nostalgico sulla città e sulle sue storie. La conversazione, condotta da Marina Banićević, ha coinvolto anche lo scienziato e sociologo Boris Jokić con il libro “60 otkucaja, glazbena lektira”. Quest’opera originale unisce esperienze personali, crescita e formazione con la musica, mostrando come le canzoni plasmano l’identità delle generazioni.
Ante Tomić ha spiegato di aver scritto “Nada” dopo una pausa nella sua produzione letteraria, dovuta a un periodo di perdita di fiducia in sé stesso: “Avevo iniziato diversi testi, ma non mi piaceva ciò che scrivevo. Non ero felice di quello che producevo. Questo romanzo, inizialmente, doveva essere un racconto di 20-30 pagine, ma da lì ho riscoperto il piacere di ricamarvi una storia e creare personaggi stravaganti. Quando scrivo un romanzo non so esattamente dove andrà la trama, ma ho chiaro l’obiettivo che voglio raggiungere. Per me è più importante il tono sin dalla prima frase e le emozioni. Ho cercato di metterci uno stile rapido, tutto azione, senza fronzoli o descrizioni superflue”.
Tomić deve la sua popolarità anche ai suoi commenti giornalistici, come attento osservatore della realtà. Il tono dei romanzi è diverso. “È vero. Sono spesso arrabbiate e cattive le righe che pubblico sui giornali, dove vado a sfogarmi su qualche disgraziato. Occupandomene, a volte, mi vergogno di me stesso. Oggi c’è cattiveria ovunque, soprattutto sui social, e nel romanzo ho voluto allontanarmi dalla malizia, dall’astio e dall’intransigenza”.

Il direttore del programma del Festival, Drago Glamuzina

Un romanzo d’amore
Secondo Tomić, “Nada” è sì un romanzo d’amore, ma con uno sfondo politico: “Ho voluto allontanarmi dall’immagine che do nei giornali, velenosa e sgarbata, e trovare dentro di me un po’ di bontà. Ho scritto di persone che non mi sono simpatiche, ma ho cercato di capirle dal loro punto di vista, di trovare le loro motivazioni”. Alla fine della presentazione, l’autore spalatino ha ammesso che il suo primo obiettivo è divertire i lettori e portare un po’ di gioia.
Pochi minuti per riprendere fiato ed ecco Nikola Strašek, che nel romanzo “Heroin, kruh i rudnici sumpora” ha raccontato il proprio percorso di vita, dalla tossicodipendenza all’esperienza in comunità, fino ai lavori nei magazzini di frutta e verdura. Ha iniziato a scrivere poesie nelle pause di lavoro e durante i viaggi in tram per andare e tornare dal lavoro, componimenti che nel 2023 gli sono valsi il premio Post scriptum per la letteratura sui social network e che sono confluiti nella sua prima raccolta Leptirići u trbuhu, glave na kolcima.

La tossicodipendenza
Dopo anni di dipendenza dall’eroina, Strašek ha trascorso sei mesi in una comunità di recupero. Ha cominciato a scrivere questo romanzo nel 2021, con la decisione di essere spietato con sé stesso. Ha raccontato l’intero percorso della sua dipendenza anche alla figlia, oggi diciottenne, ottenendo il consenso di lei e del padre prima di iniziare a scrivere: “Nel romanzo non sono più io, anche se scrivo di me stesso. Non è sempre chiaro se gli altri personaggi siano reali o meno. Ho cercato di riportare tutto ciò che ricordavo, senza occuparmi degli altri, solo di me stesso. La tossicodipendenza aveva fatto di me un ‘invalido emotivo’, incapace di sentire qualsiasi cosa. Durante la disintossicazione, invece, ho iniziato a recuperare le emozioni: piangevo spesso, ero felice, ballavo, cose che non avevo mai fatto prima”.
La serata si è chiusa, comunque, in un clima di festa, a Palazzo Modello, al buffet, al bar o nel Salone delle feste con il DJ e con l’opportunità di avvicinare gli autori stessi.

Rajko Grlić, Boris Jokić, Olja Knežević, Patricija Horvat (in piedi), Marinko Koščec, Frida Šarar e Ante Tomić

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