La Grande Arena d’oro va al film «Tereza37»

Calato ieri sera il sipario sulla 67.esima edizione del Festival del film di Pola. La pellicola di Danilo Šerbedžija proclamata miglior produzione della rassegna

Il cast e la troupe del film “Tereza37”

Una serata in meno, una selezione cinematografica internazionale in meno, diversi biglietti staccati in meno, ma in compenso più film di produzione nazionale, soprattutto documentari.
Se c’è stato un Festival dopo tutto, dev’essere stato un miracolo.
Tutte le vetrine dei film più importanti d’Europa e del mondo sono state cancellate per la pandemia, ma Pola si è fatta valere anche in queste condizioni anomale per il semplice fatto che l’Arena è grande abbastanza per cacciarci dentro un pubblico numeroso anche a patto di tenere gli spettatori a debita distanza l’uno dall’altro.
Un bilancio dimezzato

La Giuria del 67° Festival del film presieduta da Lina Kežić (terza da sinistra)

Ieri sera è calato il sipario sulla 67ª edizione, ma intanto in mattinata gli “addetti ai lavori” hanno messo i puntini sulle “i” e tirato le somme.
​Il direttore artistico Zlatko Vidačković si è trovato costretto a “selezionare” i titoli del programma con un bilancio letteralmente dimezzato.
E tu valli a selezionare i film con i soldi contati! Si può? Certo che si può: salta dal programma tutta quanta la selezione internazionale, i film che aspirano al successo mondiale, e ti prendi quello che resta.
Coproduzioni minoritarie in luce
Per fortuna quello che resta non è poca cosa. Forse per la prima volta in assoluto hanno avuto l’attenzione che si meritano le coproduzioni e le compartecipazioni minoritarie, ma anche la ricca produzione documentarista nazionale col chiodo fisso della storia della marineria e dell’industria. S’è fatta di necessità virtù solo per scoprire che la virtù c’era per conto suo: bastava solo concederle la giusta considerazione.

I VINCITORI

Categoria del Programma nazionale
La presidente della Giuria, Lina Kežić, ha fatto l’elenco e motivato le decisioni in sede di conferenza stampa, mentre la consegna delle statuette si è avuta come sempre in serata nell’anfiteatro.
Grande Arena d’oro al miglior film “Tereza37” di Danilo Šerbedžija;
Arena d’oro per la regia a Danilo Šerbedžija (“Tereza37”);
Arena d’oro per la sceneggiatura a Lana Barić (“Tereza37);
Arena d’oro per l’attrice protagonista a Daria Lorenci-Flatz (“Mater”, “Madre”);
Arena d’oro per l’attrice non protagonista a Ivana Šoščić (“Tereza37”);
Arena d’oro per l’attore protagonista a Rade Šerbedžija (“Ribanje i ribarsko prigovaranje”, “Pesca e storie di pesca”);
Arena d’oro per l’attore non protagonista a Leon Lučev (“Ribanje i ribarsko prigovaranje”, “Pesca e storie di pesca”);
Arena d’oro per le riprese a Jana Plećaš (“Mater”, “Madre”);
Arena d’oro per il montaggio a Dubravka Turić (“Tereza37”);
Arena d’oro pe la colonna sonora a Igor Par (“Ribanje i ribarsko prigovaranje” o “Pesca e storie di pesca”);
Arena d’oro per la scenografia a Jana Plećaš (“Mater”, “Madre”);
Arena d’oro per i costumi a Sara Giancane e Valentina Vuković (“Mater”, “Madre”);
Arena d’oro per gli effetti speciali non assegnata;
Arena d’oro per gli effetti visivi a Vedran Štefan (“Ideš? Idem!”, “Vieni? Vengo!”);
Arena d’oro per il trucco cinematografico a Snježana Gorup (“Tereza37”)
Arena d’oro per il sonoro a Martin Semečić (“Mater”, “Madre”);
Premio “Breza” per il miglior debuttante allo sceneggiatore Jura Pavlović (“Mater”, “Madre”).

Sezione delle coproduzioni minoritarie
Arena d’oro al miglior Film ad “Agina kuća” (“La casa di Aga”) di Lendita Zeqiraj;
Arena d’oro per la regia a Metod Pevec (“Ja sam Frenk”, “Io sono Frenk”);
Arena d’oro per la recitazione a Goran Bogdan (“Otac”, “Padre”).
Il Premio del pubblico, ovvero la statua di “Port’aurea” a “Otac” (“Padre”) di Srđan Golubović.

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