Il Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume si prepara alla prima di “Balkanski špijun” (Spia balcanica), in scena sabato 28 febbraio. Il testo di Dušan Kovačević, da decenni punto fermo dell’immaginario teatrale e cinematografico balcanico, torna a confrontarsi con il presente attraverso una satira corrosiva. La regia è affidata a Miloš Lolić, tra i nomi più autorev oli della scena regionale ed europea, che firma anche scene e costumi. Drammaturgia e adattamento sono di Ivona Rieger. Al centro della commedia c’è Ilija Čvorović, uomo qualunque che, dopo un colloquio con la polizia, comincia a vedere ovunque segnali di una cospirazione. L’inquilino diventa il nemico, la quotidianità si trasforma in un campo minato di sospetti. Il riso si fa via via più amaro e la comicità lascia emergere un ritratto spietato dei meccanismi della paura collettiva. La diffusione di teorie complottistiche e di pratiche manipolatorie rende la parabola di Ilija sorprendentemente vicina alla sensibilità contemporanea. La nuova produzione si misura apertamente con l’omonimo film, le cui battute sono entrate nel linguaggio comune. La sovrintendente Dubravka Vrgoč rilancia la domanda che attraversa il progetto e si chiede se un’opera nata negli anni Ottanta, in un Paese che non esiste più, riesca ancora a parlare al nostro tempo. A sua detta, la paranoia raccontata da Kovačević appare oggi ancora più pervasiva e insidiosa. Riportare in scena “Spia balcanica” significa allora guardare al presente attraverso le ossessioni del passato e mostrare quanto fragile sia il confine tra finzione e realtà.
Damir Orlić ricorda l’impatto che il film ha avuto su generazioni di spettatori e sottolinea come la sua forza vada oltre il culto della citazione. La commedia si rivela una satira tagliente che colpisce il pubblico con un’intensità oggi ancora più evidente. Il lavoro con Lolić ha condotto l’ensemble verso territori performativi nuovi per la scena fiumana, lungo un percorso ambizioso e stimolante. Per Anastazija Balaž, di nuovo sul palcoscenico di Fiume dopo tre anni, la collaborazione con Lolić segna una tappa significativa. Il confronto con il film apre a un approccio attoriale vivo, plasmato dall’energia della scena nel momento stesso della recitazione. A suo avviso, la forza della pièce risiede nella sua attualità, poiché la satira mette a nudo dinamiche sociali che attraversano il tempo e superano i confini geografici. Accanto a Balaž e Orlić, il cast riunisce Jelena Lopatić, Jasmin Mekić, Jelena Graovac Lučev, Deni Sanković, Mario Jovev ed Edi Ćelić. Il disegno luci è di Dalibor Fugošić. Ivona Rieger cura anche il montaggio degli effetti sonori, Aleš Suk firma il montaggio video, Sead Ajanović l’elaborazione video e Saša Predovan il suono.
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