La farmacia che non c’è più

Situato al piano terra dell’edificio ubicato in via Marmont 2, ha chiuso i battenti uno dei simboli della città di Spalato. Il locatario dello spazio, la Pharmagal, termina l’attività perché l’unità si è dimostrata non redditizia. Il destino degli arredi originali dipenderà anche dai conservatori

I mobili in legno fatti a mano provengono dall’Italia

Chiude la più antica farmacia di Spalato. Vuotati i mobili e gli scaffali made in Italy. Uno dei simboli della città dalmata – la prima farmacia cittadina – situata al piano terra dell’edificio ubicato in via Marmont 2, ha di nuovo chiuso, questa volta (sembra) per sempre. Il locatario dello spazio commerciale, la Pharmagal, chiude perché l’unità si è dimostrata non redditizia; il proprietario dello spazio ha, poi, offerto un nuovo contratto raddoppiando la cifra dell’affitto. Informato pure l’Istituto per la conservazione di Spalato: lo spazio è sotto tutela.

La tabella che testimonia la storia dell’edificio

Spese superiori al reddito
L’attività farmaceutica non vi veniva in effetti esercitata dal 2013 in quanto il locale commerciale non presenta le condizioni per l’apertura e lo svolgimento dell’attività di farmacia ai sensi della vigente ordinanza sulle condizioni per la determinazione degli spazi in cui si possono aprire farmacie e del Regolamento sulle condizioni minime per l’attività sanitaria.
“Vista l’impossibilità di aprire una farmacia, e con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale, la nostra azienda vi aveva aperto un esercizio specializzato per la vendita di medicinali e prodotti medicali. Per tutta la durata del contratto di locazione, la farmacia non è stata redditizia, le spese erano superiori al reddito, cioè si operava in perdita”, confermano dalla Pharmagal.

Gli spazi interni della farmacia in una foto d’archivio

Mobili provenienti da Chioggia
La prima farmacia cittadina fu aperta nel 1856 dal farmacista Jovo Matačić e l’interno fu arredato con mobili fatti a mano provenienti da una farmacia italiana, intorno al 1890. Secondo alcune fonti, le mensole intagliate e le attrezzature sarebbero arrivate da una farmacia di Chioggia, secondo altre da Rimini. Agli inizi del Novecento la farmacia fu acquistata dal farmacista Bonetti e questa famiglia la mantenne fino alla nazionalizzazione.
Oggi è sotto protezione del ministero della Cultura ed è di proprietà del calciatore Nikola Kalinić.
Preservare la funzione iniziale
Pharmagal vi aveva operato dal 2015: in precedenza aveva perso le condizioni di lavoro dopo che una parte dello spazio era stata convertita in una pasticceria di proprietà di Marina Wallner. Al tempo, la faccenda causò proteste: la Società degli amici del patrimonio culturale chiese al ministero competente e ai conservatori di preservare la funzione iniziale dello spazio.
Il destino dipenderà dal proprietario
Ora (purtroppo) la Pharmagal si prepara ad uscire dallo spazio in centro storico: il suo destino dipenderà dalle intenzioni del nuovo proprietario; che sarà del vecchio inventario verrà deciso dai conservatori.
Dalla Pharmagal intanto sono pronti alla collaborazione: “Nel caso ci sia interesse da parte di qualche istituzione che si occupa della conservazione del patrimonio culturale, siamo ancora pronti a dare il nostro contributo per conservare questa parte della storia della farmacia”.

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