La discussione sulla comicità attraverso la performance

«TranziT». Christina Lederhaas e la lotta per la sopravvivenza sulla scena

I due performer sul palco della Filodrammatica

Nell’ambito del “TranziT – festival europeo delle pratiche teatrali contemporanee”, è stata presentata la performance “Uguale” (The same) dell’artista austriaca Christina Lederhaas. Allo spettacolo, allestito negli spazi della Filodrammatica, è seguito un incontro con il pubblico mediato dalla giornalista, critica e conduttrice radiofonica fiumana Gloria Fabijanić-Jelović.

 

Un’autoriflessione sulla performatività

Nonostante venga promossa come una “stand-up comedy sulla stagnazione”, la performance si discosta nettamente dalla consueta forma cabarettistica di una serata incentrata sull’abilità di un comico di far ridere fino alle lacrime il pubblico. Si tratta, semmai, di un lavoro che mette in mostra un’autoriflessione sulla comicità e sulla performatività in generale con l’obiettivo di sottoporla al giudizio dello spettatore. L’elemento comico, in questo senso, è dato dal porre in evidenza il procedimento sottostante la solita costruzione dei numeri e delle gag. La performer, infatti, cerca di ottenere una risposta dal pubblico per tutta la durata dello spettacolo, una reazione che non si ferma alla sola risata, ma che richiede una presa di posizione. Più che voler divertire lo spettatore, infatti, l’artista mira a rendere palese le stesse ragioni che portano all’eventuale risata, mettendole dunque in discussione. Tuttavia, a comunicare con lo spettatore non è l’autrice Christina Lederhaas (come ci si aspetterebbe, appunto, da una tipica stand-up comedy), bensì il personaggio da lei creato. Una specie di Performer-tipo, universale, costruito attraverso un processo di straniamento, che quindi mostra l’essenza della sfida performativa: un artista in carne e ossa che utilizza tutte le risorse a sua disposizione per catturare l’attenzione dello spettatore al fine di stabilire un legame, seppur precario ed effimero, assumendosi tutti i rischi che tale atteggiamento comporta, persino quello di fallire nell’intento.

Alla fine dello spettacolo il pubblico ha potuto conversare con l’artista ovvero con il suo personaggio

Alter ego del performer

Ciò che vediamo, dunque, può essere visto come l’alter ego performativo dell’artista (di ogni artista?) che lotta per la sopravvivenza sulla scena. Un’identità che domina la scena, solitamente in forma invisibile, che qui viene mostrata in negativo – e che, come se non bastasse, a un certo punto prende forma di una dea angelica e vichinga che brilla nelle tenebre. Uno degli elementi dello spettacolo indubbiamente aperti all’interpretazione è proprio l’obiettivo dello spettacolo. Ritornando alla definizione della performance data dal Festival TranziT, risulta difficile considerare che l’intenzione sia quella di una tipica stand-up comedy, seppur incentrata “sulla stagnazione”. È vero, la performance ha potenzialità comiche, ma queste – rifacendoci alla famosa definizione pirandelliana – portano all’”umoristico”, piuttosto che al “comico”. In altre parole, durante tutto il corso dello spettacolo, la sincera e sentita risata dello spettatore viene frenata dallo smascheramento e la riflessione sulla stessa comicità. Una sorta di teatro dadaista contemporaneo che a partire dalla performance art vuole approdare alla messinscena per il tramite della stand up comedy.

La protagonista della stand-up comedy

Incontro con il pubblico

Al termine dello spettacolo, la giornalista e redattrice radiofonica fiumana Gloria Fabijanić-Jelović ha condotto una discussione con Christina Lederhaas e suo marito Johannes, che prende parte alla performance assumendo tuttavia un ruolo di oggetto di scena (stando disteso sul pavimento, a occhi chiusi, durante tutta la durata). I due performer hanno risposto alle domande del pubblico, fornendo informazioni legate allo spettacolo utili a una migliore comprensione del lavoro stesso. La discussione è stata tradotta in simultanea da Ivana Peranić, fondatrice e direttrice artistica dell’organizzazione artistica Krila, che promuove il Festival TranziT. Il programma dell’iniziativa proseguirà il mese prossimo: dal 9 al 12 settembre avrà luogo un laboratorio teatrale “LiveMovie”, condotto dall’artista e coreografo argentino Rodrigo Pardo. Più informazioni sono disponibili sul sito web di Krila (www.krila.org/festival-tranzit-festival-suvremenih-kazalisnih-praksi-vol-2).

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