«La DHK deve diventare un fattore imprescindibile sulla scena culturale»

Chiacchierata con il nuovo presidente della sezione fiumana dell'Associazione nazionale degli scrittori (DHK), Davor Grgurić. Il suo spirito di iniziativa e l'inesauribile energia con la quale porta avanti le sue numerose attività lo hanno reso un candidato ideale per dare nuova linfa alla società letteraria

Davor Grgurić

Lo scrittore e cantautore Davor Grgurić è il nuovo presidente della filiale fiumana dell’Associazione nazionale degli scrittori (DHK). Classe 1978, ha studiato alla Facoltà di Giurisprudenza di Fiume. È membro della DHK, dell’Associazione nazionale dei giornalisti (HND), dell’Accademia slava della Letteratura e delle Arti con sede a Varna in Bulgaria, dello Kajkavsko spravišče a Zagabria e di altre associazioni locali. In veste di giornalista lavora alla Radio Gorski kotar a Delnice, dove dal 2002 conduce la trasmissione etnologica e dialettale “Radio Ž’rjoafka” nell’ambito della quale ha finora intervistato più di 500 abitanti del Gorski kotar mentre raccontavano nel dialetto locale le tradizioni popolari e il patrimonio immateriale di questa parte della Regione litoraneo-montana. Grgurić è un collezionista di oggetti antichi, uno degli iniziatori dell’idea di un Museo etnografico del Gorski kotar a Delnice e presidente di alcune associazioni della zona.

 

Il suo spirito d’iniziativa e l’inesauribile energia con la quale porta avanti le sue numerose attività lo hanno reso un candidato ideale per dare nuova linfa alla sezione locale dell’Associazione nazionale degli scrittori.

L’Associazione nazionale più longeva
“La sezione fiumana della DHK è stata fondata nel 1996, mentre l’associazione a livello nazionale venne fondata nel 1900, il che vuol dire che si tratta della più longeva associazione di letterati in Croazia – spiega il nostro interlocutore -. Sono numerosi gli scrittori rinomati che nel XX secolo hanno fatto parte di quest’illustre istituzione, per cui ritengo che sia molto importante che la sezione fiumana dell’Associazione si mantenga in vita e superi la situazione attuale, che purtroppo non si presenta rosea in seguito agli effetti negativi della pandemia. La scena letteraria pubblica, ovvero incontri e progetti, è stata praticamente sospesa con l’avvento dell’emergenza sanitaria e in questo momento non è chiaro quando potrà funzionare normalmente. Per questo motivo, desidero fare tutto il possibile per mantenere viva la nostra attività in questa Regione. Il periodo di stasi ha influito pure sulla nostra attività editoriale, in quanto non è stata pubblicata la nuova edizione della rivista ‘Književna Rijeka’, che è una pubblicazione di grande rilievo che ritengo importante, per cui farò tutto il possibile affinché il progetto vada avanti. A questo fine, uno dei miei compiti è trovare i fondi necessari per la sua pubblicazione rivolgendomi a determinate istituzioni e seguendo i bandi di concorso.

Tra i miei obiettivi anche l’ampliamento del numero di membri della nostra Associazione. Infatti, ho già esteso alcuni inviti a rinomati autori e studiosi nel campo attivi nel Quarnero e nel Gorski kotar. Sono sicuro che i nuovi membri contribuiranno a rafforzare la nostra sezione e le daranno ancora più prestigio”.

Collaborazione con l’Università
“Una delle mie idee – prosegue Grgurić – è avviare una collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia di Fiume e con il Sabor ciacavo, nonché mettere un accento sul nostro patrimonio glagolitico. Inoltre, vorrei organizzare una serie di eventi pubblici ai quali si presenterebbero i membri della nostra sezione – pandemia permettendo – in tutto il Quarnero, ovvero nelle località che in passato erano centri del glagolitico, tra cui Verbenico, Castelmuschio e in Istria. Ho già contattato anche la sezione istriana della DHK per organizzare presentazioni dei nostri membri in Istria. Si tratta di una Regione molto simile alla nostra per mentalità, sensibilità e posizione sulla scena culturale della Croazia. Insomma, il mio obiettivo è far sì che la sezione si presenti come un fattore importante e riconoscibile sulla scena culturale locale attraverso la pubblicazione e la promozione di nuove opere letterarie di qualità”.

Una canzone per Fiume
“Personalmente, amo e rispetto Fiume come una città multietnica e multiculturale, anche se vivo nel Gorski kotar, per cui qualche anno fa, essendo anche cantautore, ho inciso la canzone ‘Jaka Rijeka’ (Fiume forte) che ho dedicato a questa città sottolineando appunto la sua apertura e tolleranza. La canzone è accompagnata anche da un videoclip nel quale, alla fine, dodici personaggi ben noti della nostra scena culturale e membri delle minoranze nazionali che vivono a Fiume, tra cui Giacomo Scotti, Olivera Baljak, Mario Lipovšek Battifiaca, Dražen Turina Šajeta e altri, pronunciano una frase nella loro lingua madre. Mi ha fatto molto piacere quando Fiume ha ottenuto il titolo di Capitale europea della Cultura, anche perché la mia canzone sembra sia stata profetica, se consideriamo il motto con il quale si svolge il programma. In questo contesto, vorrei sottolineare che all’interno della nostra Associazione siamo aperti a tutti”.

La pandemia ha inferto un duro colpo a tutta la scena culturale. Come ha influito sulle attività dell’Associazione nazionale degli scrittori?
“Qualche anno fa l’Associazione era molto attiva in quanto venivano organizzati di anno in anno dei concorsi letterari destinati ai giovani a livello nazionale. In quell’ambito i migliori lavori venivano premiati e pubblicati nella rivista ‘Književna Rijeka’. Per questo motivo, come ho rilevato, vorrei instaurare una collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia. Sono sicuro, infatti, che ci sono studenti di croatistica o di qualche altro corso di studio che si occupano di scrittura e che hanno bisogno di sostegno nella loro attività.

Oltre agli incontri giovanili, negli anni passati, una delle nostre attività era anche l’organizzazione di eventi in occasione di date importanti. Ricordo che qualche anno fa abbiamo avuto un incontro letterario nell’Aula consiliare in occasione del compleanno di Vesna Parun. In un’altra occasione abbiamo organizzato un evento letterario internazionale con i membri dell’Accademia slava della Letteratura e delle Arti di Varna, in Bulgaria, della quale anch’io sono membro. Purtroppo, l’emergenza sanitaria ci ha costretti a sospendere eventi di questo tipo, ma spero che presto potremo occuparci anche di simili attività.

Per quanto riguarda la scrittura, invece, credo che la pandemia non abbia influito più di tanto sulla produzione letteraria in quanto si tratta di un’attività che di solito viene svolta in una specie di isolamento. Ha, però, dato vita a nuovi temi ed è stata un’occasione per concludere progetti avviati tempo fa, o di iniziarne dei nuovi. Altri settori culturali hanno invece subito un duro colpo, tra cui soprattutto la scena musicale e teatrale e, di conseguenza, la vita sociale”.

Come vedi la scena letteraria fiumana e quella nazionale? Negli ultimi anni, a Fiume è emersa una generazione molto attiva di scrittori e scrittrici che hanno portato una nuova energia sulla scena letteraria.
“Sui social e in Rete in generale ci sono tantissime persone che scrivono, ma sono pochi coloro che possiedono il talento indispensabile per creare cose di qualità. Tramite i nuovi media, testi di vario grado di qualità vengono diffusi in Rete. Da un lato, questa democratizzazione permette ad autori di talento di emergere e di venire riconosciuti per la loro qualità, mentre dall’altro può accadere che la qualità si perda nell’enorme quantità di materiale pubblicato. Prima dell’avvento dei social e di Internet i criteri erano molto alti e il solo fatto che un autore riuscisse a pubblicare un libro voleva dire che si trattava di un’opera letteraria di qualità. Inoltre, credo che gli aspiranti scrittori avevano molta più autocritica, a differenza di oggi, quando molti credono di meritare un ‘posto al sole’ e il successo per il semplice fatto che lo desiderano. Ma dietro al successo vero e proprio sta sempre e solo un duro lavoro e tante letture. Naturalmente, ognuno è libero di pubblicare testi sui social se lo desidera, ma la strada verso il vero successo è lunga.

C’è poi un altro fenomeno abbastanza pronunciato in Croazia: la centralizzazione. Gli autori che vivono a Zagabria giungono più facilmente nei media nazionali rispetto a quelli che vivono in altre città. Per fortuna, i social e i portali web permettono anche agli scrittori fuori dalla capitale di raggiungere un pubblico più vasto”.

Ogni anno, in occasione delle giornate internazionali dedicate al libro, ci rattristano le statistiche che illustrano un progressivo calo dell’interesse per la lettura nella popolazione. D’altro canto, il numero di utenti nella Biblioteca civica di Fiume è in crescita… Qual è la situazione reale?
“Non sono il primo a dirlo, ma sembra che le nuove generazioni leggano più volentieri forme letterarie più brevi, il che è riconducibile a una maggiore dinamica e velocità alla quale tutti noi siamo oggi più abituati nella vita quotidiana. È probabile che le persone leggano abbastanza, ma forse la qualità delle letture non è così elevata. Inoltre, credo che in molti casi siano i media a condizionare il pubblico sulle letture da intraprendere. Vengono letti i libri appena pubblicati, casi letterari che hanno ottenuto tantissima pubblicità, mentre i classici vengono scelti molto più raramente e molto spesso non sono nemmeno certo che chi fa riferimento ai classici li abbia letti veramente, anche se parlarne è d’obbligo per una persona che si ritenga di cultura. Purtroppo, spesso chi legge i classici viene considerato elitista o snob, mentre invece non dovrebbe essere così perché si tratta di libri che trascendono il tempo e lo spazio e sono attuali in tutte le epoche”.

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