La cultura ebraica rivive sul palco della CI di Pola

Esperienza autentica e inedita attraverso il capolavoro letterario di Amos Oz

0
La cultura ebraica rivive sul palco della CI di Pola
L’attore Zvonko Novosel e il violinista Marko First con il Trio Klezmer e il danzatore Roko Šašić. Foto: DARIA DEGHENGHI

La Comunità degli Italiani di Pola e il suo pubblico più fedele hanno vissuto un’esperienza autentica e inedita l’altra sera aprendo le porte alla cultura ebraica attraverso una proposta d’intrattenimento serale che è stata letteralmente in grado di rompere ogni canone prestabilito dagli eventi standard. Basterebbe dire semplicemente squisita. È stato un cambiamento di repertorio per rimanere in tema: le vicende complesse e tribolate della storia, l’eterno destreggiarsi da una dominazione all’altra, le conseguenze deleterie dei regimi totalitari, i drammi degli sfollamenti, delle emigrazioni, del mancato rispetto della diversità linguistico-culturale. È questo che un pubblico non numeroso, ma educato al sapere e all’ascolto, ha applaudito dimostrandosi rispettoso dei contenuti letterari, musicali, recitatori e danzanti proposti. L’approfondimento della cultura ebraica, patrimonio esplorabile ed eccome riconoscibile e apprezzabile anche nel caso nostro, si è compiuto attraverso il capolavoro letterario di Amos Oz, “Una storia d’amore e di tenebra”, in originale “Sipur al ahava ve choshech”, e una squisita performance improntata sul klezmer, genere musicale tradizionale delle comunità ebraiche dell’Europa orientale, diffuso in tutto il mondo a seguito delle migrazioni dei gruppi originari. Da qui l’occasione unica di lasciarsi trasportare, in concomitanza con la 24ª Giornata europea della cultura ebraica, dalle yiddish songs, da intrecci di identità e misticismo, di influenze musicali contemporanee orientali-occidentali, da musica molto briosa e di festa e allo stesso tempo di dolore celebrante la natura estatica delle sonorità yiddish. Riflessione ed emozioni, tra delizia e turbamento, sono via via cresciute alla lettura di passi significativi di questa biografia nazionale che, come segnalato dalla critica letteraria, intreccia storia e geopolitica, magia e psicologia, favola, risate, lacrime, speranze, delusioni, tragedia, gioia sublime, in un continuo andirivieni tra passato e presente. Amore e tenebra sono due delle forze che agiscono nell’opera letteraria che comprende le origini della famiglia di Oz, la storia della sua infanzia e giovinezza a Gerusalemme e poi nel kibbutz di Hulda, l’esistenza tragica dei suoi genitori, e una descrizione epica della Gerusalemme di quegli anni, di Tel Aviv che ne è il contrasto, della vita in kibbutz, negli anni trenta, quaranta e cinquanta. La narrazione del libro ricostruisce in 120 anni di storia familiare una saga che vede protagonisti quattro generazioni di sognatori, uomini d’affari falliti e poeti egocentrici, riformatori del mondo, impenitenti donnaioli e pecore nere. Sul palcoscenico della Comunità sono stati offerti degli scorci di questa narrazione epica partendo dal minuscolo appartamento zeppo di libri, in cui viveva la famiglia ebrea sionista del piccolo Amos. Dall’ambiente spartano e miserrimo abitato con i genitori di grande cultura, poliglotti (che però sognavano in ebraico…), ci si era spostati a Gerusalemme e a Tel Aviv con abbondanza di immagini suggestive, dentro ad ambienti mondani illuminati da sfarzosi lampadari e tipici candelieri ebraici. Dal dramma familiare, al racconto dell’amore incondizionato verso la madre morta suicida, ai conflitti di carattere politico col padre, vicino ad ambienti di destra e contrario alle simpatie laburiste di Oz, si è passati a temi universali e universalmente validi.

È lo spirito europeo che apprezza i valori delle lingue e la ricchezza delle espressioni culturali ad aver spinto la Comunità italiana di Pola a ospitare questo spettacolo, così come segnalato per l’occasione dalla sua presidente Tamara Brussich affiancata dall’autrice del progetto e dell’allestimento Svetlana Klinčić Pozzi per augurare al pubblico una buona visione. Grande merito al narratore, l’attore Zvonko Novosel ai professionisti del Trio Klezmer di Zagabria composto da Mario Igrec (chitarra), Bruno Philipp (clarinetto) e Zvone Šestak (contrabbasso), con ospite la cantante Tanja Pongrac e il violinista Marko First, al danzatore Roko Šašić e alle coreografie di Jasna Čižmek Tarbuk, alle scene e costumi di Jadranka Hlupić Dujmušić e alle immagini fotografiche e video di Klara Čopec. La serata è stata realizzata in collaborazione con la Comunità ebraica Beth Israel, con il supporto del Consiglio per le minoranze nazionali della Croazia.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display