La città scomparsa di Romolo Venucci

Ivor Hreljanović
L’allestimento ha attirato anche molti connazionali

FIUME | Ottanta opere del Maestro Romolo Venucci provenienti dal fondo del Museo di Marineria e Storia del Litorale croato, sono in visione da martedì sera nella meravigliosa cornice del Palazzo del Governo a Fiume, sede dell’ente museale. A salutare il numerosissimo pubblico accorso all’inaugurazione della mostra “Romolo Venucci – L’arte come essenza della vita” è stata la direttrice del museo ospitante, Nikolina Radić Štivić. “Con questo allestimento vengono presentate per la prima volta tutte le opere di Romolo Venucci custodite nel fondo del Museo di Marineria e Storia del Litorale croato di Fiume”.

L’esposizione comprende olii, acquerelli, disegni e pastelli appartenenti ai cicli “Cittavecchia”, “Platani” e “Navi nel porto”. La ricca collezione propone inoltre due sculture: “Forza della volontà”, esempio di Futurismo, (gesso, anni Trenta), “Maschera” (gesso, anni Trenta) e lo schizzo dell’affresco “L’annessione di Fiume all’Italia”.

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Un regalo ai propri concittadini

L’autrice e curatrice della mostra, Margita Cvijetinović ha ricordato il lontano 1971, anno in cui il Museo ospitò la personale di Venucci dal titolo “La Cittavecchia negli occhi del pittore”. “In quell’occasione – ha ricordato – il Maestro aveva donato al Museo tre sue opere. Gran parte dei quadri di Romolo Venucci è stata ceduta al Museo nel 1981 dalla vedova Margareta Kuss”.
Essendo numerosi dipinti del grande artista fiumano custoditi nei fondi del Museo di Arte moderna e contemporanea, del Museo civico di Fiume e in collezioni private sia in Croazia che all’estero, è nata l’idea di dedicare uno spazio alla produzione completa del Maestro. “Con l’inaugurazione di questa mostra vogliamo aderire all’iniziativa che andrà poi ad appoggiare tale progetto. “Fiume – Capitale europea della Cultura 2020” è il momento opportuno e l’occasione giusta per presentare il più grande pittore fiumano del XX secolo ai suoi concittadini”, ha sottolineato ancora la curatrice della mostra.

Le opere di Romolo Venucci presentano, tra l’altro, anche uno stile documentaristico. “Il Maestro riporta su tela la città che non c’è più; i suoi dipinti sono una specie di museo virtuale della città scomparsa”, ha aggiunto Margita Cvijetinović nel corso della cerimonia d’inaugurazione. “Venucci ha lasciato una traccia indelebile nella cultura di Fiume. È stato attivo per cinque decenni nel campo dell’arte e dell’istruzione ed è nostro dovere promuovere il suo patrimonio artistico, storico ed emotivo. Le sue opere sono dedicate ai suoi concittadini, ovvero ai fiumani”, ha concluso.

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Una presenza molto viva

Ai presenti all’apertura, tra cui il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, e tantissimi connazionali, si è rivolta pure la storica dell’arte e maggiore conoscitrice della produzione di Romolo Venucci, Daina Glavočić. “La presenza di Venucci nel capoluogo quarnerino è sempre molto viva”, ha affermato. “Egli non abbandonò Fiume neppure durante l’esodo, quando la città letteralmente si svuotò. Venucci è l’esempio di una città multiculturale. Il nostro Maestro è stato un vero fiumano, attivo negli ambienti della Comunità degli Italiani, dove aveva insegnato l’arte figurativa ai fiumani. Di lui ci rimane tantissimo: le sue opere sono presenti nella Chiesa della Madonna di Lourdes (Chiesa dei Cappuccini) e nella Chiesa di San Romualdo e Ognissanti a Cosala”, ha detto infine Glavočić.
La mostra rimarrà aperta fino al 14 settembre.

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