La ceramica unisce le persone

Inaugurate tre mostre realizzate in collaborazione con l’Associazione Italiana Città della Ceramica (AICC) con sede a Faenza

Le ceramiche esposte nel Museo di Marineria e di Storia del Litorale croato

Nel Museo di Marineria e di Storia del Litorale croato sono state inaugurate ieri sera tre mostre dedicate alla ceramica: “Keramika naša svagdašnja“ (La nostra ceramica quotidiana) della curatrice del Museo Margita Cvijetinović, “Grand Tour – La scoperta della ceramica tradizionale italiana” e “Twins”, realizzate in collaborazione con l’Associazione Italiana Città della Ceramica (AICC) con sede a Faenza.
La mostra “La nostra ceramica quotidiana” propone una carrellata nello sviluppo della ceramica dalla preistoria ai giorni nostri e si avvale di artefatti presi in prestito da diverse istituzioni, ovvero dal Centro culturale di Vela Luka, dal Museo del popolo e dal Museo archeologico di Zara, dal Museo civico di Vinkovci, dal Museo archeologico e dal Museo di Arte e Artigianato di Zagabria. L’artefatto più antico sono tre frammenti di statuette votive risalenti a 17.500 anni fa.
Faenza ha una lunga tradizione ceramistica risalente al XII secolo, ma ha raggiunto il suo apice a cavallo tra il XV e il XVI secolo con i famosi “bianchi di Faenza” (in francese ‘faience’). In Italia sono ben 46 le città che vantano una tradizione ceramistica, che dal 1998 fanno parte dell’AICC. “Grand Tour” è un progetto espositivo itinerante che mette in mostra i vari tipi di ceramiche italiane in giro per il mondo, mentre “Twins” è un progetto realizzato dalla storica d’arte e autrice della mostra, Viola Emaldi. L’allestimento mette a confronto le opere di ceramisti italiani con quelli del capoluogo quarnerino. Tra gli artisti di Fiume figurano il connazionale Bruno Paladin, Vesna Barbieri, Rino Banko, Dunja Demartini, Mladen Ivančić, Dijana Trtanj, Boris Roce e Ljiljana Fučkor-Grahovac.
Dopo il saluto della direttrice del Museo, Nikolina Radić Štivić, al numeroso pubblico si è rivolta l’autrice della mostra, “La nostra ceramica quotidiana”, la curatrice Margita Cvijetinović, la quale ha osservato che la ceramica è una capsula del tempo che racchiude lo sviluppo della tecnica e dell’estetica nei secoli. “Il nostro intento era di riscoprire la ceramica in un modo nuovo”, ha dichiarato l’autrice della mostra, ricordando che negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso Fiume era un centro importante della ceramica contemporanea e ha espresso l’augurio che così sia anche in futuro.
L’autrice della mostra “Twins”, Viola Emaldi, ha ricordato che “Grand Tour” mette insieme le 46 città italiane della ceramica, mentre “Twins” parla della ceramica di Fiume e di Faenza. “L’idea di ‘Twins’ era di riunire le due città gemellate, Faenza e Fiume, in questa grande casa che è la ceramica”.

Ivna Safundžić riceve in omaggio una ceramica di Faenza, affiancata da Massimo Isola, segretario dell’AICC

Il presidente dell’AICC e vicesindaco di Faenza, Massimo Isola, ha osservato che la ceramica è nata per raccontare la bellezza, ma è anche strumento di pace e di viaggio. “La ceramica ha sempre unito persone, popoli, artisti e artigiani ed è uno strumento importante di sviluppo e di crescita dell’economia – ha rilevato. – La ceramica è un collante e, per noi, è anche uno strumento per leggere il nostro tempo”, ha sottolineato Massimo Isola.
Il vicesindaco di Fiume, Marko Filipović, ha ricordato che Fiume e Faenza sono gemellate dal 1983 e che all’incontro avuto in mattinata si è pparlato di progetti comuni che si realizzeranno in occasione delle Giornate di San Vito, l’anno prossimo.
La mostra è stata aperta ufficialmente dalla capodipartimento per la Cultura, lo Sport e la Cultura tecnica della Regione litoraneo-montana, Sonja Šišić, che si è detta compiaciuta per il fatto che le esposizioni siano state realizzate in collaborazione con diverse istituzioni in Croazia e in Italia.
In visione fino al 17 novembre.

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