La Cappella dell’Immacolata aperta a credenti e visitatori

L'edificio sacro in seno al monastero domenicano di San Geronimo, in Piazza della Risoluzione fiumana, dopo esser stato sottoposto a un'opera di restauro, verrà usato per funzioni religiose ed eventi culturali

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La Cappella dell’Immacolata aperta a credenti e visitatori
L’altare con le sculture di Pasquale Lazzarini. Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Il centro storico fiumano racchiude e spesso nasconde dei veri tesori d’arte, che per far fronte al degrado, necessitano di un’opera intensiva di restauro. Grazie ai finanziamenti della Città di Fiume e del Ministero della Cultura e dei Media, la Cappella dell’Immacolata in seno al monastero domenicano di San Girolamo, in Piazza della Risoluzione fiumana, è stata riportata al suo aspetto originale, sono stati restaurati i banchi di legno e ha ottenuto un nuovo sistema di illuminazione e di riscaldamento. Visto che la conclusione dei lavori è avvenuta poco prima della festa mariana dell’Immacolata Concezione, di cui pure la cappella porta il nome, in quest’occasione l’arcidiocesi fiumana ha deciso di presentare i risultati di molti anni di interventi.

Ad annunciare la fine dei lavori di ristrutturazione è stato Slavko Slišković, provinciale della Provincia domenicana croata, il quale ha ricordato che a Fiume la chiesa di San Girolamo esiste ormai da molti secoli.

Un importante monumento culturale
“La parte orientale di quello che una volta era un grande complesso conventuale – ha illustrato – da più di sette secoli è la dimora di numerosi predicatori, che tutt’ora vivono nel rispetto della dottrina di Sant’Agostino. Noi che ci troviamo ora in questo complesso sentiamo un debito di riconoscenza verso coloro che ci hanno preceduti e ci sentiamo in dovere di continuare a investire nella sua manutenzione. Nel 2016, anno in cui ricorreva anche l’anniversario della fondazione dell’ordine domenicano, abbiamo dato il via ai lavori e abbiamo restaurato gli affreschi della creazione cosmologica del mondo, presentati due anni più tardi. Oggi (ieri per chi legge, nda) presentiamo al pubblico la Cappella dell’Immacolata, interamente restaurata, la quale è parte integrante del più grande e più importante monumento gotico a Fiume”.
Slišković ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del progetto di restauro e ha ricordato il valore non solo spirituale, ma anche culturale della cappella. Il primo evento che si terrà nel nuovo ambiente è il concerto natalizio, previsto per il 26 dicembre.
Il sindaco di Fiume, Marko Filipović, ha ricordato che il monastero è un bene culturale protetto già dal 1961 ed è importante investire negli spazi culturali in centro città. Il monastero fa parte del nostro patrimonio e in quanto tale siamo in dovere di tutelarlo. Negli ultimi quattro anni la Città di Fiume ha attinto 400mila kune dal Bilancio cittadino, mentre 60mila sono state devolute quest’anno, per i lavori alla Cappella. Filipović ha aggiunto che, per quanto possa essere importante preservare il patrimonio culturale, è altrettanto importante renderlo disponibile e visibile a tutti.
A nome dell’Ufficio dei conservatori di Fiume, che ha supervisionato i lavori, hanno parlato la direttrice, Lilian Stošić, e il responsabile, Željko Bistrović.

Una storia plurisecolare
Bistrović si è soffermato sull’aspetto storico e ha spiegato che uno dei primi lavori supervisionati dai conservatori è stato il restauro di un’immagine del 1450 nel mausoleo della Cappella della Trinità, commissionata dalla famiglia di capitani Rauben. Pure la parte centrale della Cappella dell’Immacolata era di proprietà della famiglia Rauben e vi si trova il sepolcro di alcuni membri. Alla fine del XVI secolo la Cappella passa alla Confraternita Immacolata dei Nobili, che la amplia aggiungendovi due cappelle laterali, la parte superiore del claustro e dei bellissimi quadri conservati fino ad oggi nei quali sono raffigurati la crocifissione, San Giovanni e San Girolamo. Furono poi aggiunti pure un oratorio e una galleria, ovvero fu messo in atto un concetto architettonico molto inusuale per gli edifici religiosi. Il convento rimase attivo fino alle riforme giuseppine, quando la Confraternita Immacolata dei Nobili venne assimilata dalla Confraternita dell’Addolorata, che continua a esistere fino al 1945 e rappresenta, dunque, una delle confraternite fiumane più longeve. Dopo l’abolizione del convento, l’edificio rimane in mano alla chiesa, ma cade in disuso e viene attaccato dall’umidità. Bistrović ha aggiunto che nella Cappella dell’Immacolata, Maria Crocifissa Cosulich teneva una scuola di catechismo per le sue allieve e Alojzije Stepinac, negli anni giovanili, vi veniva spesso a pregare. Per rendere omaggio a questi personaggi sono state realizzate due vetrate contrapposte, una con le effigi di San Giuseppe e Gesù Bambino e un’altra con quella di Maria Crocifissa Cosulich. Il conservatore ha spiegato che in tutti questi secoli trascorsi dalla fondazione della Confraternita sono stati fatti dei lavori, come ad esempio le bancate laterali lungo le pareti o i dipinti sui muri, realizzati da Josip Gaspić. L’altare è stato realizzato su misura per occupare l’apposito spazio della Cappella e probabilmente è stato realizzato da Pasquale Lazzarini, uno scultore veneziano. In conclusione della sua esposizione Bistrović ha dichiarato che la storia non finisce qui, ma è una linea continua che porta sempre dei cambiamenti ai quali ci dobbiamo adeguare.

Un costante bisogno di interventi
Lilian Stošić ha salutato i presenti a nome del ministro Nina Obuljen Koržinek e ha ricordato che la Cappella dell’Immacolata è inserita nel registro dei beni culturali croati. Nel medioevo la chiesa era circondata dal claustrum che ora è Piazza della Risoluzione fiumana. Nel 1992 l’architetto Vladimir Grubišić realizzò un piano architettonico del convento e propose degli interventi di restauro. L’Ufficio per la conservazione di Fiume fece, nel 2002, un elaborato del complesso, firmato dall’architetto Hrvoje Giacconi e dalla storica dell’arte Gordana Grčić Petrović. Nel 2003 svolsero pure delle ricerche archeologiche, coordinate dalla studiosa Martina Blečić, e nel 2016 da Mario Zaccaria. Nel corso di questi scavi vennero rinvenuti i sepolcri vuoti della famiglia Rauber. Nel 2009 altri studiosi analizzarono gli elementi del complesso portando a una comprensione più profonda dello sviluppo storico del monastero.
Stošić ha concluso il suo discorso ricordando che il lavoro di restauro dei beni culturali non finisce mai e ci sono sempre degli accorgimenti da fare per preservarli al meglio.
Alla fine si è rivolto ai presenti l’arcivescovo di Fiume, Mate Uzinić, il quale ha parlato della festività dell’Immacolata Concezione perché il fatto che Maria abbia concepito pur rimanendo vergine, per opera dello Spirito Santo, senza cioè unione carnale con un uomo, ci riporta all’azione di rinnovo grazie all’intervento di Dio, proprio come l’uomo ha rinnovato la Cappella per darle una nuova vita.

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